Oggi al Gran Sasso Science Institute: Le donne dell’Italtel, dal boom alla crisi

La storia del polo elettronico ha segnato in modo profondo, nel corso del tempo, l’economia e la società dell’Aquila e del suo comprensorio: l’arrivo della grande industria, che nel momento di massima espansione ha dato lavoro a 5mila operai, ha modificato l’assetto del territorio, dal punto di vista occupazionale e del boom economico che ne è derivato. Una parabola che ha portato, poi, al declino della più importante realtà industriale aquilana e alla sua disgregazione. In tutto questo un ruolo fondamentale è quello delle donne, e del contributo che le operaie Italtel e Siemens hanno dato all’espansione dello stabilimento, ma anche alle battaglie sociali e alle rivendicazioni sindacali e di piazza che ne sono derivate. Gli albori della fabbrica aquilana per eccellenza coincidono, infatti, con il riscatto della donna, che rappresentava una buona fetta della manodopera totale dell’azienda. Alla fine degli anni Sessanta circa i quattro quinti degli operai dell’ex polo elettronico era costituito da donne, impiegate nei reparti dell’assemblaggio e del montaggio. Venivano assunte, soprattutto, se diplomate poiché erano in grado di relazionarsi più facilmente. Delle operaie Italtel, e del sostanziale contributo dato dalle stesse allo sviluppo del tessuto industriale e sociale aquilano si parlerà oggi, alle 17, 30 nella sala conferenze del Gran Sasso Science Institute, nell’ambito dell’iniziativa “Prospettive rosee”, organizzata dal Comune dell’Aquila in collaborazione con Cgil, Cisl, Uil e Confindustria. Sarà proiettato il video “Donne al lavoro”, realizzato dalla Rai, e letti brani tratti dai libri “Carte di lavoro. Un tratto di storia sociale della Sit-Siemens attraverso volantini e comunicati” e “L’Aquila e il polo elettronico. Retroscena di una crisi”. Al centro, le donne-operaie aquilane, la loro emancipazione, legata all’ingresso in fabbrica, e la figura di Marisa Bellisario, manager per eccellenza e modello per tante lavoratrici. La sua fu un’azione improntata al risparmio delle risorse in un’ottica di crescita dell’azienda in nome della competitività. Una donna che incarna alla perfezione la volontà, l’essenza e l’emancipazione sociale di cui centinaia di operaie aquilane sono state protagoniste all’interno del polo elettronico.

 



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