I terremoti nella STORIA: 310 anni fa un grande terremoto a L’Aquila

 

 

 

 

Il 2 febbraio 1703, esattamente 310 anni fa, avvenne il più forte terremoto noto alle fonti storiche che abbia interessato il settore aquilano dell’Appennino centrale.

Questo anniversario è un’occasione per ritracciare brevemente alcuni aspetti sismologici dell’evento, in considerazione del fatto che più volte esso è stato richiamato a paragone del terremoto del 6 aprile 2009.

La distribuzione del danno, le indicazioni geologiche e la storia del periodo sismico relative all’evento del 2 febbraio 1703 evidenziano molte differenze col più recente sisma aquilano.

Per quanto riguarda il primo punto, la distribuzione delle intensità del 2 febbraio 1703 (cerchietti gialli) desunta dal database DBMI11 (http://emidius.mi.ingv.it/DBMI11/query_eq/) evidenzia forti danneggiamenti a nord di L’Aquila, e in particolare ad Arischia, Pizzoli e Barete cui è stata attribuita l’intensità X della scala Mercalli-Cancani-Sieberg (MCS). Il danneggiamento del terremoto del 2009 (cerchietti verdi) invece presenta i più forti risentimenti da L’Aquila verso sud. Tali differenze non sono casuali, ma legate al fatto che i due eventi risultano dall’attivazione di faglie diverse. Più lunga e localizzata in buona parte a nord di L’Aquila è la faglia che ha generato il terremoto del 1703, più corta e posizionata a sud di L’Aquila quella che ha causato il terremoto del 2009.

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