Via Sallustio, nuovo look dall’idea del monsignore Antonini

 «Quando si parla di ricostruzione dell’Aquila il “Com’era e dov’era” non esclude la possibilità di concepire interventi localizzati e specifici di miglioramento, soprattutto lì dove le scelte urbanistiche del Novecento hanno alterato la percezione dello spazio urbano storico» Lo afferma l’Archeoclub dell’Aquila che continua: «Uno di questi casi è via Sallustio, “il Vicolaccio” sventramento del tessuto urbano pianificato negli anni Trenta del Novecento per collegare via XX Settembre con corso Vittorio Emanuele II; sventramento iniziato prima della Seconda guerra mondiale e proseguito negli anni immediatamente successivi al conflitto. Questo intervento, attuato a più riprese, ha prodotto come risultato una strada disomogenea dal punto vista architettonico e dimensionale, con costruzioni molto diverse l’una dall’altra. Per questo appare molto interessante la proposta che sta emergendo in questi giorni, grazie a un’idea di monsignor Orlando Antonini contenuta nel libro “L'Aquila nuova negli itinerari del Nunzio (2012)”. Da un lato si immagina, nella ricostruzione dei caseggiati, una soluzione che andrebbe a rendere più uniformi le facciate dei palazzi che prospettano sulla strada, senza modificarne le superfici edificate; le stesse facciate, inoltre, sarebbero più affini e meno stridenti rispetto al contesto architettonico dell'edilizia storica in cui sono inserite. A quanto pare, poco o nulla cambierebbe nella sostanza dei fabbricati. L'altro punto della proposta, invece, suggerisce una ricucitura edilizia tra via Sassa e via Buccio di Ranallo (già via Sassa), tagliate dall’apertura di via Sallustio che ha cancellato anche la preesistente via San Vittorino. La soluzione proposta ripristinerebbe visivamente la continuità urbanistica dell’asse di via Sassa-via Buccio di Ranallo che dalla piazza del Duomo conduce verso il complesso di San Domenico; quel tratto di via Sallustio non verrebbe cancellato ma “scavalcato” da una soluzione ad arco che ne lascerebbe intatta la fruibilità e la visuale “da” e “verso” piazza Fontesecco. Allo stesso tempo però ricollegherebbe volumetricamente i caseggiati posti alle due estremità. Meglio delle parole, può rendere l’idea una simulazione realizzata dal disegnatore e modellatore grafico Antonello Buccella su come potrebbe apparire la ricucitura tra via Sassa e via Buccio di Ranallo vista da via Antonelli (percorrendo in discesa via Sallustio), con la soluzione ad arco che conserverebbe la percorribilità della strada e che sarebbe anche leggibile come richiamo in chiave contemporanea al vicino storico “arco Antonelli”».
 

- da Il Centro -


 



Condividi

    



Commenta L'Articolo