Migliaia di fedeli hanno partecipato alla processione del Venerd́ Santo

Scortato dagli operatori dell'Asm il Cristo morto è uscito dalla basilica di San Bernardino in un silenzio quasi surreale che lo ha accompagnato durante tutto il percorso per le vie semibuie di una L'Aquila ancora in gran parte off limits. Migliaia di fedeli anche quest'anno hanno partecipato al solenne rito della processione del Venerdì Santo, formando un serpentone che ha attraversato il cuore ferito ma non ucciso della città. A scandire il cammino i cori cittadini e violini e flaturi degli studenti delle scuole medie Mazzini e Alighieri, diretti dai maestri Vincenzo Vivio e Carlo Mantini. Una data densa di significato, se si pensa che nello stesso giorno di due anni fa, la città, la regione e l'intero Paese si fermavano per piangere le 309 vittime del terremoto durante i funerali di Stato. Il tempo è stato clemente ieri sera, solo qualche goccia è caduta sui simulacri di Remo Brindisi, che dal 1954 caratterizzano il Venerdì Santo aquilano. L'omelia sulla Passione di Cristo dell'arcivescovo Giuseppe Molinari e dell'ausiliare Giovanni D'ercole ha concluso la giornata al rientro della processione in San Bernardino.



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