Giullari e cantastorie ľ 2.nda puntata

(Di Sante Acitelli) - Siamo allo scontro finale (si spera), dopo mosse e contromosse, falsi tavoli di concertazione dove i contendenti cercavano di capire i “giochi” dell’avversario, accordi politici e rimpasti di giunta, ecco che si scoprono le carte e le posizioni diventano più chiare. E non sono buone notizie per chi, da oltre due anni, attende quelle decisioni che permetteranno di INIZIARE i lavori per rientrare nelle case di tipologia “E” dei centri storici!

Ma andiamo con ordine!

È notizia di qualche giorno fà che i vari Ordini dei Tecnici hanno presentato ricorso al T.A.R. per impedire che i Comuni del “Cratere” stipulino accordi con le Università, come previsto da decreto legge prima, dalla legge poi e dalle varie Ordinanze della Protezione Civile, per elaborare i Piani per la Ricostruzione pesante che sono lo strumento principale per presentare i progetti e, quindi, la conseguente presentazione delle domande di finanziamento. I Comuni, rappresentati dai loro Sindaci, si sono “incazzati a morte” chiedendo al governatore Chiodi di prendere una posizione chiara e “tosta” contro gli Ordini dei Tecnici e minacciando di dimettersi dalle loro cariche; insomma ‘sti Ordini vogliono farla da padrone ed essere gli unici tenutari della Ricostruzione anche contrapponendosi a quanto stabilito per legge, addirittura minacciando di presentare carta straccia entro la data fissata per la fine di giugno se non verrà prorogata tale data che obbliga la presentazione dei Piani per la Ricostruzione stessa (cioè dopo oltre due anni è evidente chi “rema” contro questi Piani). Piani che non sono soltanto elaborati grafici urbanistici (dove mettere sta casa, di che colore farla, dove far passare una strada) ma hanno anche una valenza sociale in quanto si ridiscute un territorio a 360 °). Iniziativa, ripeto prevista dalla legge, che rappresenta una novità assoluta nel panorama di una ricostruzione dove, finalmente, le università possono uscire dalle loro “torri d’avorio”, mettendo i loro saperi derivate da studi diversi (avendo la possibilità di mettere in campo le conoscenze di più facoltà eterogenee tra loro), con le realtà, le necessità e gli obiettivi proprie degli enti locali che rappresentano il territorio. Quello che non capisco è l’atteggiamento del Comune principale del “Cratere” ovvero L’Aquila che dovrebbe fare da “volano” per le proposte dei Piani per la Ricostruzione ed invece respinge le iniziative delle frazioni di Onna e Tempèra le cui Amministrazioni Separate si erano affidate l’una all’Ambasciata di Germania e l’altra all’Università di Camerino. Un ultimo “sassolino”! Ma il popolo dei protestatori, i vari comitati e, soprattutto, le segreteria dei partiti, che dicono? Che dicono? Adesso che si ritrovano i Sindaci eletti chi da una parte chi da un’altra e che fanno fronte comune contro una “lobby” potente qual è quella degli Ordini dei Tecnici?

cifone




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