Sabato ad Assergi: La trama e l'ordito, il filo della tradizione nella modernità

Da sempre il telaio è il simbolo di pazienza, perseveranza e fedeltà, in passato, veniva offerto come dono di nozze dal marito alle future spose; quest’ultime erano scelte anche in base alla loro abilità nell’adoperarlo. Si trattava di un oggetto un tempo presente in ogni dimora, vi erano sempre una stanza o uno spazio destinati alla realizzazione di manufatti tessili per mezzo di telaio e, le opere più belle, erano solitamente realizzate per il corredo delle giovani ragazze.

 

Sabato 15 dicembre alle 16 ad Assergi, nella sede del Parco nazionale Gran Sasso-Monti della Laga, si svolgerà la manifestazione "La trama e l'ordito, il filo della tradizione nella modernità" a cura di Assunta Perilli, ambasciatrice del Parco, archeologa e tessitrice di Campotosto che da dieci anni si occupa di tessitura a mano e di lavorazioni tradizionali della lana, del lino e della canapa.
E’ prevista una sfilata con capi di abbigliamento realizzati secondo l'antica tradizione della lavorazione della lana. Sarà poi presentato un abito-tipo della Laga, filologicamente documentato e realizzato da Assunta Perilli e Dina Sette secondo l'antica tradizione locale. La sfilata sarà accompagnata dalle poesie di Filippo Crudele ambasciatore del Parco. Cantore del Gran Sasso, scultore della natura, per Filippo Crudele la poesia è una rondine, è il “pane dell’anima”. A quasi ogni domanda risponde con un verso, un piccolo componimento.


La passione di Assunta Perilli nasce dal ritrovamento del vecchio e malridotto telaio della nonna abbandonato in cantina. Assunta decide di rimetterlo in funzione ed è anche grazie ad alcune donne anziane del paese ed al suo entusiasmo che riesce a recuperare un sapere non scritto ma tramandato oralmente per generazioni, al punto da rivivere tutta la filiera della tessitura ed a scoprirne i segreti.
La sua curiosità e sete di conoscenza e la spinge a studiare e catalogare tutti i tessuti dell'alta montagna, dalla conca amatriciana al versante teramano fino a  Scanno,  tutti luoghi delle aree interne abruzzesi dove l'utilizzo della lana è tradizione antica.  Profonda conoscitrice della tessitura abruzzese, Assunta è oggi, con il suo laboratorio di Campotosto, depositaria custode dei saperi dell'antica tradizione.

 



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