Tragedia Rigopiano, telefonata”fantasma” non è di Gabriele D’Angelo

 “La cosiddetta “telefonata fantasma” alle 15 del 18 gennaio 2017 dall’hotel Rigopiano non è riconducibile a Gabriele D’Angelo”: nei tabulati telefonici del cameriere dell’hotel, tra le vittime della valanga che colpì la zona causando 29 vittime, “non c’è traccia di quella chiamata, svelata agli inquirenti l’8 novembre scorso da un carabiniere in servizio al CCS”. Lo rivela la TgR Abruzzo in un servizio a firma Ezio Cerasi andato in onda oggi, che ha controllato i tabulati telefonici sotto esame nell’ambito del filone bis dell’inchiesta per la quale la prossima settimana saranno interrogati 9 dei 25 indagati (fra loro anche l’allora prefetto, Francesco Provolo).

Ricostruendo le ore drammatiche vissute da Gabriele D’Angelo prima della valanga attraverso il suo telefono, “della telefonata fantasma delle 15 non c’è traccia, emerge invece come alle 11.38 la vittima abbia parlato per 230 secondi con la Prefettura di Pescara. E il presunto occultamento ipotizzato dalla Procura – sottolinea il servizio – potrebbe riguardare proprio quella richiesta di aiuto, giunta con 5 ore di anticipo rispetto alla valanga. Le omissioni ipotizzate si sarebbero consumate anche nella sede della Croce Rossa di Penne che ospitava soprattutto il Posto di Coordinamento avanzato del Ccs istituito dal Prefetto. Gabriele era molto spaventato dal forte terremoto: alle 11.14 la seconda scossa di magnitudo 5.5 che fa tremare la terra fino alle 11.16: un minuto dopo il ragazzo chiama un suo amico, come lui volontario della Croce Rossa”. Il giornalista sottolinea di aver rintracciato l’amico, non ascoltato dagli inquirenti, che ha confermato di aver parlato con Gabriele mentre era in servizio su un’ambulanza. Subito dopo il cameriere dell’hotel parlerà almeno sei volte con i colleghi della Croce Rossa, telefonate continue, ben 56 tracce tra chiamate in entrata e in uscita, tentate o perse. Dieci delle quali con la fidanzata. Rintracciato anche un altro volontario della Croce Rossa già ascoltato dagli inquirenti: “non ha voluto rilasciare un’intervista televisiva, ma garantisce di “aver dato – personalmente e ante valanga – comunicazione dell’isolamento dell’hotel all’ingegnere Luca Verna dei Vigili del Fuoco”, responsabile del Posto di coordinamento avanzato istituito a Penne dalla Prefettura per supportare i comuni in balia dell’emergenza neve”.


 



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