Camilleri all’Aquila «Voglio ricordare questa città com’era»

Non ha voluto vedere il centro storico terremotato, Andrea Camilleri, lo scrittore padre del celebre commissario Montalbano, ieri all’Aquila nella coda della fiera dell’editoria indipendente «Volta la carta». «Sono una persona anziana, ho vissuto qui tanti anni fa quando lavoravo al Teatro e ho un ottimo ricordo di questa città accogliente e dei suoi abitanti. Me la voglio ricordare com’era», ha mormorato, lui che nel 2007 in centro ci andò per ricevere la laurea honoris causa in Psicologia applicata.Camilleri ha visitato più volte i Laboratori del Gran Sasso, restando affascinato. Un malanno lo aveva impossibilitato a esserci nell’appuntamento previsto per lo scorso 26 maggio, ma la tappa aquilana Camilleri non se l’è voluta proprio perdere, spopolando all’auditorium della Guardia di finanza e nel successivo aperitivo alla fontana delle 99 Cannelle, il primo monumento ristrutturato, che il giallista di Porto Empedocle si è soffermato ad ammirare per molti minuti. Non si è parlato di Montalbano, ma di letteratura sì. Di autori, «Leopardi il più grande di sempre», mentre di Pascoli ha recitato a memoria una lunga poesia. Un accenno ai Promessi Sposi, uno dei suoi libri preferiti. «Anni fa - ha svelato - in una scuola proposero di sostituirne lo studio con quello del mio Il birraio di Preston. Ho dovuto scrivere una lettera aperta ad Alessandro Manzoni!». Sempre di Manzoni, Camilleri ha lodato «l’abilità nello scrivere scene filmiche quando il cinema nemmeno esisteva, una caratteristica che attribuiscono anche a me, anche se nella poesia c’è l’esempio massimo». Un accenno anche alla provincia. «Dai racconti di Simenon, e non parlo di Maigret - ha aggiunto - ho capito che è tutta uguale un po’ dappertutto. E non è vero che è chiusa mentalmente, solo un po’ più puntigliosa, meno dispersiva di una metropoli». Finale con la standing ovation, che l’autore ha rigirato agli aquilani. «L’Aquila è rocciosa e voi siete rocciosi, siete famosi per questo! Per tutto quello che avete passato vi auguro la felicità», ha concluso prima di ripartire per la sua Sicilia.



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