Una poesia d'amore scritta per la mia cittÓ.

ALLA MIA CITTA' (Di Cristina Spennati)  - Con questa in particolare ho ricevuto una segnalazione di merito al premio Cavallari di Pizzoli e ne sono stata davvero onorata e felice. Il cammino per ognuno di noi aquilani dal 6 Aprile 2009 è stato davvero tortuoso e più andiamo avanti più si prospetta un futuro incerto e brutto. Viviamo consapevoli che andare avanti è, e deve essere l'unico pensiero preponderante, ma non sempre ciò è facilmente perseguibile e si continua questa vita con mille difficoltà nell'attesa che il domani torni ad essere finalmente fonte di gioia, per ognuno di noi. Non abbandoniamo la speranza e lottiamo contro fantasmi di una stagione cruenta che, avviliscono spesso il nostro già instabile presente. Siam figli di un'epoca bislacca in cui a troppi non basta il misero stipendio a fine mese e in cui a pochi invece, sono dati troppi privilegi. La nostra bella patria oggi soffre, boccheggia in un mare di melma, tutta l'Italia a causa di vecchie amministrazioni sbagliate, sta pagando un caro prezzo, per il dissesto idrogeologico. Nei tg e nelle varie trasmissioni televisive non si parla d'altro, il fango l'acqua  e i detriti hanno ucciso i nostri fratelli su al Nord, e noi abbiamo visto con gli occhi e rivissuto con il cuore l'ira di madre natura, ma anche il sud e il centro sono toccati da forti instabilità meteorologiche che dilaniano ogni giorno il territorio, siamo tutti figli della stessa terra e abbiamo tutti da vivere gli stessi destini . Ho pianto questi giorni nel vedere i corpi trascinati dalla corrente, impotenti di fronte alla forza del fiume in piena, è stato atroce, penso a loro, e mi auguro che non vengano mai più abbandonati a se stessi in balia degli eventi... un abbraccio forte vorrei poter dare ad ognuno di loro, trasmettere anche solo per un attimo, un po' di calore a chi oggi vive di incertezza come me. La mia Italia terra di uomini fieri e di donne forti ce la farà, ma il rammarico resta per queste maledette disparità, non posso credere che ci sono deputati "dinosauri" che prendono oltre 30.000 euro al mese di pensione, e dall'altra parte tanta gente fa fatica con i suoi             700-800-1000       euro a pagare le bollette, non posso credere che la pensione minima sia di 400 euro (che ci fai?)... A noi oggi stanno chiedendo la restituzione delle tasse non pagate durante il periodo successivo al sisma, il 100% dei soldini delle tasse ci richiedono, come se noi adesso fossimo in grado di affrontare tali spese senza batter ciglio, come se il sisma sia solo un lontano ricordo in abruzzo, ma il sisma qui non è affatto un ricordo lontano anzi tutt'altro, viviamo ora peggio che nei primi mesi, oggi tanti di noi non hanno il lavoro, non hanno agevolazioni e la crisi mondiale che si sta propinando ai nostri occhi già da qualche tempo, rende il vivere quotidiano lugubre è sempre più incerto. Ma come si dice qui a L'Aquila tiremo nnanzi ( andiamo avanti) senza troppi piagnisdei, siamo un popolo fiero e ci rompe non poco dover scendere in piazza per non far calpestare i nostri diritti, ma se si rende necessario lo facciamo. La speranza è che gli organi politici che ci rappresentano prendano coscienza e non sia necessario elemosinare sconti come quelli dei nostri fratelli di sventura umbri e marchigiani, ma temo che ciò sia alquanto improbabile data l'attuale situazione politica e finanziaria della mia bella Italia. Per ogni cittadino italiano oggi è tortuoso il cammino, (per noi terremotati, alluvionati e feriti in generale, lo è solo un po' di più...) per questo la mia poesia oggi la dedico a tutta la mia bella Italia... Buona vita a tutti e grazie ancora per l'opportunità.


            

Tortuoso il cammino

Si accinge a driblare

Tra i mandorli in fiore il mattino

Raccoglie

Lungo sponde di mare salmastro

Echi di spuma

Intrepido affronta la furia del vento tra i monti

E alla luce del giorno che nasce

Ora giunge il risveglio

Tutto tace

Il sole

Si leva piano dal suo giaciglio di spine

Illumina di nuova luce la terra

E ogni essere freme

E’ giorno

Comincia la vita

Tra i mandorli in fiore

Si accenna il ronzio delle api e il cinguettare dei passeri in festa

Sulla riva il passeggio dei vecchietti

Accompagna il gracchiare dei gabbiani

E tra i monti già tinti di rosa

Ora inizia festosa la vita

Vola l’Aquila maestosa

Sulle distese antiche

E accompagna con forza e coraggio

La triste sveglia della terra mia

Torneranno i giorni della gioia

Ora è ancora il tempo del pianto

Ed ecco l’uomo

Si affaccia alla finestra e non vede che

Case distrutte e miserie

Per anni

Tra echi di pianti solenni si sveglierà ogni giorno

Uomo stanco

La vita non ha fatto male soltanto alle tue mura

Ha sanato

Con maledetta freddezza anche la tua mente

Che ora vacilla

Nel vedere il disegno che si pone ai tuoi occhi ogni giorno

Ti accompagna nel tortuoso cammino la speranza

Di rivedere la tua città viva chissà ….

Un giorno

 

 



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