I DONATI DI FILETTO DELL’AQUILA NELLA STORIA

- di Giovanni Altobelli -

 

 

Premessa.  Il cognome Donati ha le sue origini fiorentine “da Donato” ha la sua provenienza latina, pare che significa trasparente”.  A Firenze nel XII Sec. il capostipite di questo cognome fu Fiorenzo Donati, riportato nella Divina Commedia di Dante Alighieri nella storia Medioevale. Nel mondo ci sono circa 14.000 persone con questo cognome, in Italia ne sono circa 6500 persone, nell’aquilano vi sono fra 30 e 40 persone.  I Donati di Filetto.  Dalle mie modeste ricerche i Donati a Filetto sono arrivati verso il 1700, desumibile questa data in base alle famiglie che si sono formate in circa 300 anni.  Prima di raccontare della famiglia più importante di questo cognome che ha avuto un certo prosieguo nella storia  creando nuove generazioni,  devo accennare di un certo  Diodato Donati nato  il 12/1/1838 detto “Orso” per la sua possenza fisica,  già menzionato il 12/10/2019 nel servizio “Vicende storiche nella terra di Filetto”  fu indiziato insieme ad un altro giovane filettese nell’uccisione di un mio antenato Ferdinando Altobelli in località “Lagozzo”  di Filetto il primo di novembre del 1860,  mentre tornava di notte dalla fiera di Paganica, “non ci furono prove e testimoniali”.   Donati Diodato da giovane sposa la filatrice filettese Vincenza Celestini di origine di Santo Stefano di Sessanio, gli nascono due figlie: Gioconda Donati nasce il 28/10/1868, la quale da giovane si unisce in matrimonio con il famoso “mastro muratore” Crisante Zinobile, la seconda figlia: Rosolina Donati nasce il 15/9/1870, la quale sposa Antonio Marcocci nato il 24/8/1869.” Possiamo dire che dai racconti dei vecchi del paese Diodato Donati è stato una persona astuta e prepotente, nel 1880 fu assessore al Comune di Camarda, di questo ramo dei Donati, finisce la loro storia intorno agli anni 20, anche perché non ci sono stati figli maschi da formare nuove famiglie.   Prima di parlare dei Donati di Filetto, non sappiamo da dove essi siano arrivati: da Firenze?  Da Roma?  Ma certamente sono arrivati da qualche parte d’Italia!  Per iniziare la loro storia, sappiamo che agli inizi dell’800 si erano impossessati di una valle demaniale ai confini con Assergi, in alta montagna, dove venne denominata dagli antichi “Valle Zenghera”, come per dire “Quissi degliù Zencheru”. A parte questo detto, devo affermare dalle mie modeste osservazioni, i Donati si presentano possenti, robusti e di “grossa stazza”, complimenti!  Ora passiamo al racconto dei Donati di Filetto.  Agli inizi dell’800, uno dei capostipiti di questo cognome è Beniamino Donati sposato con una certa Rosa Memmi, da questo matrimonio nasce nei primi di ottobre del 1848 Cesidio Donati, il quale sposa la filatrice filettese Luisa Massaro nata il 10/5/1856, da questo matrimonio nascono due figli “Carmine e Lorenzo”.  Il primo Carmine Donati nasce il 30/6/ 1879, si unisce in matrimonio con Teresa Ianni nata il 3 /3/1884, abitavano in Via Castello, non gli nascono figli, “ricordo Carmine Donati, un grande vecchio con dei baffoni lunghi e attorcigliati”, sono morti tutti e due prima della fine degli anni 50.  Adesso cerco di raccontare del secondo figlio “Lorenzo Donati”, nasce a Filetto il 22/2/1892, si unisce in matrimonio con Artemisia Facchinei nata il 5/4/1894 figlia di Clemente e Domenica Gianfrancesco di Camarda.  Da questo matrimonio nascono quattro figli: “Delfino nasce il 26/11/1920, Diodolinto detto Dino nasce 21/4//1922 morirà da giovane in Francia, Lisa Dima nasce l’1/1/1929, Gino Cesidio nasce il 2/4/1935.  Adesso cerco brevemente di raccontare la storia di questi tre fratelli.  Delfino Donati, appena giovane scoppiata la Seconda Guerra Mondiale era stato inviato in guerra in nord Africa “Libia”, mentre avanzavano le forze inglesi nel novembre 1941 distruggendo ogni vessillo del fascismo con massicci bombardamenti contro l’esercito italiano dove ci furono oltre 6000 morti e 7500 feriti, Delfino Donati in un primo momento durante l’incursione aerea sembrava morto, mentre era stato ferito gravemente, fu salvato grazie ad un amico.  Appena tornato in Italia, durante la guerra si unisce in matrimonio con Maria Altobelli nata il 16/5/1924 figlia di Basilio e Pajella Filomena.  In questo racconto va ricordato Basilio Altobelli suocero di Delfino Donati, scampato all’eccidio di Filetto del 7 giugno 1944, all’epoca aveva appena cinquant’ anni, essendo guardiano e necroforo presso il cimitero di Filetto, ebbe il compito insieme al genero Delfino di identificare e riconoscere le 17 salme prima di essere sepolte.  La famiglia di Delfino Donati e Maria Altobelli, ebbero otto figli: (Romano 1944, Flora 1946, Lorenzo detto Renzo 1948, Dino 1949, Lina Pasqualina 1954, Claudio 1955, Filomena detta Mena 1957 e Marcello 1962) è stata una grande famiglia del 900 di Filetto, numerosa con tanta miseria e povertà,   sono cresciuti gli otto figli affermandosi tutti bene nella loro vita.  Delfino Donati dopo gli anni 50 venne assunto dal Comune dell’Aquila facendo quasi tutti i lavori necessari per la frazione di Filetto “banditore, bidello, spazzino e guardia del paese,” venne aiutato dai figli maggiori all’accensione delle stufe nelle aule delle scuole elementari, a fare il bando per il paese   a pulire le strade interne perchè una volta il dipendente comunale di paese, doveva svolgere tutti i lavori utili e necessari per il funzionamento della frazione. Ormai Delfino Donati trascorsa quasi bene la sua vita, diventato vecchio con qualche acciacco morirà durante il terremoto il 6 aprile 2009, dopo qualche giorno morirà anche sua moglie Maria Altobelli il 28/4/2009.  Purtroppo, come ogni cosa bella della vita passata, arrivati ad un certo punto, se ne vanno due bravi coniugi che hanno rappresentato un pezzo della memoria di una grande famiglia numerosa di Filetto, lasciando figli, nipoti e pronipoti che possono veramente essere orgogliosi di onorare e ricordare per sempre le loro origini.  Dima Donati, la seconda di questa grande famiglia, donna sorridente e gentile, di animo buono, da giovane sposa il filettese Aldoino Spezza nato il 9.2.1927, dopo il matrimonio nascono due figli, un maschio e una femmina: Agostino e Fabrizia, la povera Dima, poveretta morirà prematuramente all’età di 44 anni il 27/4/1973.  Gino Donati, il terzo di questa famiglia, uomo colossale, dall’apparenza rude, fatto a modo suo ma accettabile, grande lavoratore, ricordo che per Gino non c’erano lavori artigianali che non sapeva fare.  All’inizio della sua vita da ammogliato, fa il contadino come tanti altri in paese, ma dopo gli anni 60 si trasferisce con la famiglia a Zurigo (Svizzera), diventa un grande lavoratore, un esperto asfaltista presso la ditta in cui lavora, fa abbastanza progresso insieme alla moglie e ai figli.  Dopo tanti anni trascorsi all’estero nel 1988 torna con la moglie in Italia, mentre rimangono i figli in Svizzera.  Questa famiglia Donati, costruisce fra gli anni 90/2000 un grande palazzo al centro del paese.  Mentre la vita andava avanti regolarmente, si godevano la grande casa, Domenica Marcocci moglie di Gino si ammalò e morirà l’1/5/2007, non basta questo che l’8/3/2008 gli muore tragicamente il figlio minore Angelo a Zurigo.  Gino rimasto solo, continua regolarmente la sua vita, anzi si trova anche una brava compagna per vivere meglio.  Ma all’improvviso Gino nel 2018 si ammala, morirà il 23/5/2019.  In questa povera famiglia in una dozzina di anni vengono a mancare velocemente: (madre, figlio e padre).  Purtroppo anche questa è una storia e un destino di una famiglia, pur avendo fatti tanti sacrifici è stata sfortunata. Conclusioni.  Ho voluto raccontare e ricordare la storia dei Donati di Filetto senza nessuna prevaricazione, di questa grande famiglia del 900 che ha contribuito nel bene alla formazione storica e demografica di questo paese.

                     Collezione fotografica storia di Giovanni Altobelli.



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