Pineta in fumo, trovato l’innesco, all’ex cava le tracce del piromane fuggito

Ecco le tracce del piromane fuggito dal luogo dell’innesco con un mezzo veloce, forse una moto. È un piccolo castelletto di materiali facili facili a prendere fuoco la «scatola nera» sulla quale mettono le mani gli investigatori per dare un nome e un volto a quell’uomo di mezza età che più di qualcuno, quassù, ha visto aggirarsi la mattina di lunedì ma in maniera sospetta. Non per una semplice passeggiata. «C’è sempre la mano dell’uomo, doloso o colposo che sia», dice lapalissianamente Nevio Savini, comandante provinciale della Forestale che ha affidato al suo nucleo investigativo scelto le indagini coordinate dal sostituto procuratore Stefano Gallo. Anche la polizia si muove sulle tracce dell’incendiario. Salire a Roio il giorno dopo la Grande Paura vuol dire fare copiose inalazioni di fumo, nero e amaro, come ben sa chi da 48 ore sta lottando faccia a faccia col nemico che avvolge tutto quello che incontra. E anche sporcarsi le scarpe del rosso del liquido ritardante che imbratta la strada ancora chiusa al traffico. È la manna dal cielo che il Canadair e (finalmente, ma si insiste a dire che era in manutenzione) l’elicottero della Forestale (si chiama «Orso bruno» anche se, da qui sotto, sembra solo una grossa zanzara con un’enorme proboscide) riprendono a sversare, copiosa, su questi pini neri. Eccoli, sì, sembrano davvero tutti alberi di Natale, tra i colori degli schiumogeni che provano a mascherare i segni delle tante, troppe piante scheletrite. «Butta, butta», dice al pilota Carlo Console (Forestale), che dirige a terra le operazioni di spegnimento. Sono da esaminare in laboratorio i resti di quell’ordigno rudimentale da cui tutto è partito, passato mezzogiorno di lunedì. IL FUOCO RIPRENDE. Il tappeto di aghi di pino, pigne e legnetti è altro che pellet di questi tempi, con questo caldo, mettici il vento effetto phon e dai a battere con le pale che comunque il fuoco ti scappa. E non lo fermi. Sarà così per giorni, settimane. È per questo che le squadre a terra si danno il cambio giorno e notte per bonificare. E tentare di limitare i danni. 800MILA EURO. Trenta ettari di vegetazione e 800mila euro di danni. Questo il primo conto del Comune senza bilancio che tornerà a battere cassa al governo per fare fronte all’ennesima emergenza. «Servono 20mila euro per ripristinare ogni ettaro di bosco», dice l’assessore Roberto Riga. «La ripresa del fuoco ci ha costretto a togliere l’energia elettrica a Roio e a contrada Cavalli, per ragioni di sicurezza». Sicurezza che ancora manca nella pineta sfregiata.

 



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