Oggi il ministro Barca presenta nella capitale francese il documento per la rinascita del capoluogo

 Sarà presentato oggi, a Parigi, il documento finale elaborato dall'Ocse e dall'università di Groningen che disegna L'Aquila del futuro partendo dallo choc del sisma del 2009 e dall'effetto domino che una simile catastrofe ha avuto sulla città e sul territorio. In Francia, insieme al ministro Fabrizio Barca, è volata anche una delegazione aquilana composta da Fabio Spinosa Pingue, presidente provinciale di Confindustria e presidente del Comitato “Abruzzo verso il 2030: sulle ali dell'Aquila”, il direttore dell'Unione industriali, Antonio Cappelli, il vicepresidente del Comitato e responsabile Cisl dell'Aquila Gianfranco Giorgi, il segretario provinciale della Cgil Umberto Trasatti e il segretario regionale della Uil Roberto Campo. «Le conclusioni definitive del documento commissionato da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil», spiega Cappelli, «validato dalla commissione tecnica dell'Ocse, verrà presentato a gennaio in Abruzzo. Il progetto traccia la strada per la rinascita del territorio colpito dal sisma delineando un modello di valenza mondiale, che può diventare utile strumento applicativo per la governance locale». Le linee guida tracciate dall’Ocse individuano nella conoscenza e nell'innovazione uno dei punti di forza da cui ripartire. Si parla, poi, della smart-city e di un nuovo modello di sviluppo, che non può prescindere dall'inserimento della ricostruzione fisica e socio-economica dell'Aquila in un contesto regionale. «La strategia di sviluppo regionale», fa notare Cappelli, «poggia su quattro pilastri collegati fra loro: il miglioramento del sistema di governance regionale, la strategia di innovazione tecnologica, un miglior utilizzo del capitale territoriale e l’agenda di città intelligenti. Una strategia ambiziosa», la definisce Cappelli, volta ad aiutare l’Abruzzo, e in particolare il cratere, a trarre vantaggio e crescita dalle risorse naturali, storico-culturali e umane. «Quanto alle criticità», sottolinea il direttore di Confidustria, «l’Ocse ha posto l’accento sullo spopolamento del territorio negli anni seguenti al sisma, sulla scarsa vivibilità di una realtà economica e sociale fortemente intaccata, sulla mancanza di servizi e di attrattività del sistema imprenditoriale locale. Nello studio, di cui qualche mese fa è stata presentata la prima fase e che è giunto alla stesura finale, si evidenziano delle leve su cui agire: la ripresa del manifatturiero, accompagnata dall’innovazione tecnologica, dalla ricerca, dal potenziamento dei servizi e dal turismo». «Il processo di ricostruzione, come ben evidenziato dall’Ocse», afferma Giorgi, «dovrà poggiare su una piattaforma regionale integrata, con strumenti regionali di intervento volti ad agevolare i collegamenti tra le multinazionali, le piccole e medie imprese e l’università, per aumentare l’occupazione. Ma l’attrattività del territorio deve passare anche attraverso un potenziamento tecnologico e un migliore utilizzo delle risorse naturalistiche e ambientali». Il rapporto dell’Ocse conclude: «L’Aquila può rappresentare un modello moderno di sviluppo, un “laboratorio vivente” di come una comunità deve riprogettare e ripensare il proprio futuro.


 
 



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