Su tassa rifiuti e cartelle Piano Case la confusione Ŕ totale

«Stanno cadendo a pezzi giorno dopo giorno e il sindaco e i suoi chiedono agli occupanti i canoni di compartecipazione per gli affitti e migliaia di euro per il pagamento delle utenze e delle spese comuni. Gli assegnatari degli alloggi delle cosiddette “new town”, stanno vivendo una situazione terrificante e nei prossimi tempi andrà anche peggio». A parlare è il consigliere Emanuele Imprudente (Mpa), che aggiunge: «Gli ex affittuari sono costretti a pagare un canone anche nelle case post-terremoto ed ora stanno arrivando le bollette per le spese comuni. La giunta Cialente aveva saputo per tempo di dover incamerare nel proprio patrimonio questi edifici e non ha provveduto a un sopralluogo. Ha dimostrato di non aver guardato i contratti stipulati tra la Protezione civile nazionale e le ditte appaltatrici, non ha mai utilizzato le garanzie previste per costringere le imprese a riparare i danni che, nel tempo, si sono verificati o a chiedere la liquidazione delle assicurazioni. Un’inerzia che ha prodotto oggi disagi e malcontento. Avevamo anticipato al sindaco che la gestione di un patrimonio così importante era una cosa complicata, che se non fosse stata affrontata con serietà e competenza dal primo momento, sarebbe diventata la rovina finanziaria per il Comune e per quei cittadini che sono costretti a viverci. Non ha sentito ragioni neanche quando gli suggerivamo di non prendere in carico al Comune gli alloggi, fino a quando la Protezione civile (quindi lo Stato) non avesse garantito la manutenzione degli immobili per 10 anni».
L’AQUILA Giornata di riunioni in Comune, quella di ieri, per cercare soluzioni alle due “bombe “ sociali che si sono abbattute sulla città sotto forma di bollette Tarsu (tassa rifiuti) e bollette per i consumi nel Progetto Case. Riunioni da cui non sono sembrate emergere soluzioni se non quella classica di prendere tempo fidando nello sfinimento degli utenti. La prima riunione si è svolta ieri mattina e così la racconta il consigliere comunale Roberto Tinari: «In Comune, alla presenza dell’assessore alle Finanze, si è tenuta una riunione per discutere sulla vicenda delle bollette inviate agli assegnatari di alloggi del Progetto Case o Map. Ancora una volta sono emerse risposte del tutto inadeguate e senza senso. Chi parla di “temporeggiamenti” non ha ancora capito che gestisce un’amministrazione pubblica che evidentemente non è in grado di mandare avanti. Il sindaco e i suoi collaboratori devono dimettersi al più presto! Gli aquilani non si vogliono tirar fuori dalle loro responsabilità anzi, vogliono pagare il giusto e pretendono chiarezza e trasparenza. Non si hanno i dettagli delle bollette ed è impossibile pagare senza capire i conteggi. Le bollette vanno regolate in base al consumo effettivo, non può essere pagato un forfettario senza nessuna base certa. Sarebbe una sofferenza inutile per tutti i cittadini che hanno la sola pretesa di sapere cosa si paga. La lettura forfettaria è solo fino al 2010, si può risalire benissimo ai consumi effettivi del 2011 e del 2012 andando incontro a quanti aquilani onesti e in difficoltà, hanno usufruito degli alloggi per bisogno effettivo». Nel pomeriggio invece si è riunita la prima commissione sulla questione delle bollette Tarsu relative al 2009-2010 che molti cittadini dovrebbero pagare senza usufruire dello sconto del 60 per cento come stabilisce la legge. La conclusione del dibattito, che è avvenuto con all’esterno un presidio di forze dell’ordine, è che ci sarà un ennesimo viaggio della speranza a Roma non si sa bene a far che. La riunione sulla Tarsu è stata chiesta dal consigliere di Appello per L’Aquila Ettore Di Cesare con due obiettivi: ristabilire l’equità tra i cittadini definendo con chiarezza le responsabilità di quanto accaduto. La soluzione a ben guardare c’è ma la strada è tortuosa: «Solo gli uffici che hanno emesso il provvedimento possono trovare una soluzione», spiega in un primo momento l’assessore al bilancio Lelio De Santis, «non spetta a me. Il segretario comunale ha già inviato ai dirigenti una nota nella quale li invita a sospendere il provvedimento». Ed è il dirigente Fiore Mancini a rispondere: «Il nostro provvedimento è nato sulla scorta della delibera di giunta 367 del 2012, nella quale si individua quali sono i ruoli che vanno riscossi con l’abbattimento del 60% e quali no, e solo la giunta può modificare il provvedimento». La confusione continua.

- da Il Centro -


 



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