Scarico di liquami ad Aragno a processo Cialente e Di Benedetto

È il sistema fognario aquilano la spina nel fianco del sindaco Massimo Cialente e del presidente della Gran Sasso Acqua spa Americo Di Benedetto. Entrambi, infatti, sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di inquinamento del suolo nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica, Stefano Gallo. Sua infatti la firma che compare nel provvedimento di citazione a giudizio (che salta la fase dell’udienza preliminare) che obbliga i due indagati a dover affrontare il processo. I fatti risalgono all’incirca al 2010, quando i residenti avevano dapprima segnalato e poi denunciato uno scarico di liquami nella frazione di Aragno in una fossa di proprietà comunale carente di manutenzione. I liquami furono sversati in maniera continuativa nel sottosuolo provenendo dalla rete fognaria comunale. Le indagini, portate avanti dagli agenti del comando stazione della Forestale dell’Aquila, diretti dall’ispettore Enrico Di Gregorio, hanno indicato tra le contestazioni sollevate anche l’aver omesso di provvedere a che il sistema di raccolta fosse perfettamente funzionante. Le indagini sono state caratterizzate da un certo rallentamento visto che lo stesso pm aveva richiesto una proroga delle indagini preliminari. Va anche sottolineato come per un analogo caso giudiziario, relativo questa volta al sistema fognario della frazione di San Gregorio, ubicato nei pressi delle abitazioni provvisorie, sempre il primo cittadino e lo stesso responsabile della società Gran Sasso Acqua sono stati scagionati dalla procura della Repubblica che inizialmente li aveva iscritti nel registro degli indagati. Nel processo che si andrà a discutere a giugno, gli indagati sono assistiti dagli avvocati Ernesto e Massimiliano Venta e Carlo Benedetti.

 



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