Assergesi domani dal Papa nella delegazione anche i due vescovi

Domani sei autobus partiranno dall’Aquila in direzione San Pietro, uno di questi partirà da Assergi. L’entusiasmo per Papa Francesco, infatti, ha coinvolto anche gli aquilani che saranno accompagnati all’udienza generale dall’arcivescovo Molinari e dall’ausiliare D’Ercole. «Dal momento della sua elezione», spiega don Claudio Tracanna, direttore dell’ufficio comunicazioni sociali dell’arcidiocesi, «Papa Francesco ha distribuito infinite carezze, tantissimi baci e abbracci soprattutto ai bambini e alle persone sofferenti. Ha sorriso, ha fatto volare le colombe, segno della pace, continua a utilizzare un linguaggio accessibile a tutti simboleggiato dai tanti “buona domenica” e “buon pranzo” che sembrano parole così nuove dette da un Papa. Le nostre menti sono piene delle immagini dei tanti gesti di bontà. Le immagini, si sa, rimangono facilmente impresse, ma le parole no. Eppure Papa Francesco non è solo il Papa dei gesti. È il Papa delle parole forti come quelle dette ai vescovi italiani ovvero di non preoccuparsi di se stessi o dell’efficienza dell’organizzazione ma del vero bene del popolo. Così come ai sacerdoti a cui si è raccomandato di non essere funzionari ma pastori che non si stancano mai di essere misericordiosi. Gli aquilani, dunque, incontreranno il Papa «venuto dalla fine del mondo» che sembra avere un’unica preoccupazione. Quella, cioè, che la Chiesa abbia il profumo di Cristo e il sapore del Vangelo. Ha poi ricordato che non servono cristiani da salotto, tiepidi e sterili ma serve una Chiesa e, dunque, dei cristiani che diano un po’ fastidio e che siano disposti ad “ammaccarsi” per il bene di questo mondo. Chissà se monsignor Molinari e monsignor D’Ercole avranno modo di parlargli della nostra città che litiga e soffre per il sisma. Di una cosa, però, si può già essere sicuri: quello che serve a questa città il Papa già l’ha detto: all’Aquila che vuole rinascere, oltre alla burocrazia, servono persone (vescovi, preti, cristiani) lontani dalla corruzione, vicini allo stile essenziale e sobrio del Vangelo e con un’unica cosa a cuore: il bene di tutti».
 



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