Morý nella roulotte risarcimento di 2 milioni Imputata commerciante che aveva venduto il mezzo a

Per la morte del barista Alfonso Tursini, deceduto per le esalazioni di una stufetta a gas in una roulotte nella quale l’uomo stava dormendo con la moglie pochi mesi dopo il terremoto, chiesto un maxi risarcimento: 2 milioni e 300 mila euro. Lo hanno avanzato i familiari (i figli e la moglie dell’uomo, assistiti dall’avvocato Luciano Bontempo) del sessantaquattrenne, nel corso del processo nel quale per omicidio colposo e lesioni è imputata Grazia Pelliccione, assistita dall’avvocato Fabio Alessandroni, ex proprietario della roulotte, venduta alla coppia. La donna si salvò per miracolo e fu ricoverata in ospedale. Le è stata riconosciuta un’invalidità dell’81 per cento. Nell’udienza di ieri è stato sentito il consulente del Tribunale Stefano Iacone, che ha accertato non soltanto come la stufa fosse mal funzionante ma che la stessa canna di scarico dei fumi fosse ostruita da una bottiglia di plastica tra l’altro sigillata alla struttura proprio per non far passare aria. Il perito ha parlato anche di una manomissione dell’impianto da parte della vittima che ha aperto il pannello. Secondo l’accusa la Pelliccione prima di vendere la roulotte si sarebbe dovuta sincerare del funzionamento del mezzo. La tragedia si verificò in via Madonna d’Appari, dove la coppia stava dormendo nella roulotte, posteggiata davanti all’abitazione dichiarata agibile. L’udienza è stata aggiornata al 4 aprile.

 



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