Sospetto caso di legionella paura al Progetto Case di Roio

A sorpresa il 31 dicembre, è comparso un cartello all'ingresso della piastra del progetto Case di Roio 2 che vietava l'utilizzo dell'acqua calda a tutti gli inquilini e fino ad oggi. Bocche cucite da parte degli operai sulla natura del divieto, anche se fra gli abitanti della piastra in quota, il silenzio del Comune è stato un po’ come il segreto di pulcinella. Tutti i residenti sanno o sospettano che alla base del divieto ci sia il temibile batterio della legionella che si sarebbe annidato nei tubi dell'acqua calda di uno degli appartamenti. Un anziano che vive in uno degli alloggi, con un quadro clinico piuttosto complesso, è stato ricoverato all'ospedale San Salvatore proprio per un sospetto caso di legionellosi. Le reti di ricircolo di acqua calda negli impianti idrico-sanitari, costituiscono dei siti favorevoli per la diffusione del batterio. Proprio per questo motivo, la Asl sta eseguendo - in sinergia col Comune - una procedura di bonifica attraverso uno choc termico dell'impianto, accentuando il surriscaldamento idrico. Inutile dire che gli inquilini del Progetto Case non hanno preso molto bene la notizia: chi ha potuto, ha fatto i bagagli e si è fatto ospitare per fine anno da amici o parenti. Non fare una doccia a Capodanno, insomma sarebbe stata una vera disdetta per gli inquilini, messi davvero a dura prova. Ieri, nel giorno di Capodanno, gli alloggi non mostravano segni di vita. Il fuggi fuggi è stato di massa. Oggi è un altro giorno, l'acqua calda dovrebbe tornare utilizzabile. Chissà. È bene ricordare che l'infezione da legionella non si trasmette da persona a persona, piuttosto tramite flussi d'aerosol o d'acqua contaminata, quindi potenzialmente in luoghi nei quali è in funzione un sistema di condizionamento, di umidificazione o di trattamento dell'aria o di ricircolarizzazione delle acque. L'incidenza della legionellosi dipende da: «grado di contaminazione di serbatoi d'acqua; suscettibilità immunologica della popolazione esposta; intensità dell'esposizione».

 



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