Quel ragazzo del ĺ99

- di Sante Acitelli - Mi chiamo Sante così come mio nonno e così come mio padre Antonio aveva ripreso il nome di suo nonno cioè del mio bisnonno; una tradizione comune nei paesi dove il primogenito tramandava il nome del nonno, forse un’atavica usanza nel mantenere la RADICE. Questo mi ha sempre affascinato e “condizionato” nel cercare sempre più in profondità, sempre più lontano per conoscere, per sapere, per mantenere vivo il legame con le RADICI; chiedere ai “vecchi”, conservare gli oggetti, mantenere i luoghi. Un’altra cosa che mi ha sempre affascinato ed ancor oggi mi fa effetto è andare in piazza e leggere nel monumento ai caduti il mio nome! Non perché sono un caduto della Grande Guerra ma leggere il proprio nome su una lapide….. qualcosa dentro ti lascia! ACITELLI SANTE! Chi era costui? Chi diceva un parente, chi un semplice omonimo! Ecco allora il desiderio di rimettere insieme i ricordi con le conoscenze e lo strumento del web per soddisfare questa mia fame nel sapere sempre qualcosa di più delle mie Radici! Dal web ho trovato l’elenco dei Caduti nella Grande Guerra e c’era scritto: Acitelli Sante di Domenico, soldato del 221° battaglione della Milizia Territoriale, nato il 15 febbraio del 1899 a Camarda, distretto militare di Aquila (quando ancora non si chiamava L’Aquila), morto il 23 aprile del 1917 a Roma per malattie di guerra. Era dunque, uno dei cosiddetti Ragazzi del ’99! I battaglioni della Milizia Territoriale prendevano la denominazione “Valle” in riferimento “Monte” al reggimento di appartenenza; ho scoperto così che gli alpini abruzzesi erano confluiti nel 6° reggimento alpini che aveva combattuto sul Pasubio! Il PASUBIO! Un nome che mio padre aveva nominato parlando di un suo zio le cui ossa erano state sepolte nell’Ossario dei Caduti nel cimitero del Verano a Roma cioè proprio nella città dove era morto il nostro eroe! Ecco la prima traccia sulla discendenza! Ed infatti, un po’ per curiosità ed un po’ per vacanza, sono salito sul Pasubio a controllare ed ho trovato, sul rifugio Fava, una lapide che ricorda gli alpini abruzzesi. Ma la testimonianza della discendenza trova certezza nei nomi dei parenti! Il mio bisnonno (ovvero Antonio) chiamò Sante il suo primogenito e non Domenico come l’usanza voleva anche se questo nome lo diede ad un altro suo figlio il quale chiamò Sante il suo primogenito e Domenico il suo secondogenito; così come il fratello del mio bisnonno (Angelo) chiamo due suoi figli Sante e Domenica come il padre. Si è vero è un po’ complicato da seguire ma tutto questo per dimostrare che c’erano tre fratelli: Antonio, Angelo e Sante figli di un tal Domenico ed il nostro Sante era l’eroe in questione. Ciao lontanissimo parente! Ho voluto ricordarti e dare il giusto merito alla tua memoria! Nella seppur breve e sconosciuta esistenza, hai fatto qualcosa di importante pagandola con la Vita!

LE RADICI DI CIFONE



Condividi

    



Commenta L'Articolo