Maltrattamenti, marito condannato

Avrebbe posto in essere con la propria condotta «una sistematica prevaricazione nei confronti della moglie, attuata con comportamenti minacciosi e particolarmente violenti assunti anche in presenza dei figli minori». Con queste dure accuse, S.A., 45 anni, dell’Aquila, ha dovuto affrontare il processo che si è concluso con la condanna a due anni di reclusione per ingiurie, percosse, maltrattamenti nei riguardi della moglie, all’interno delle mura domestiche. In un episodio l’uomo, assistito dall’avvocato Fatima Cortesi, tornato nel cuore della notte ubriaco, aveva rotto il setto nasale alla donna (la parte offesa è stata rappresentata dall’avvocato Maria Teresa Di Rocco) e non contento aveva preso un coltello da cucina per scagliarsi contro la malcapitata, procurandole una profonda ferita alla mano. Un grave episodio, l’ultimo di una lunga serie (nella quale la donna aveva sempre provveduto alla remissione della querela per il forte senso della famiglia) che l’aveva portata a denunciare il coniuge ai carabinieri. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale, Marco Billi, ritenendo la donna attendibile: «La versione dei fatti non palesa malanimo o sentimenti di vendetta ma solo timore per eventuali future reiterazioni delle condotte violente da parte del marito», non aveva avuto alcun dubbio nell’emettere nei confronti dell’uomo un divieto di avvicinamento, in quanto «la condotta sistematica e progressivamente sempre più pericolosa e lesiva assunta dall’indagato nei riguardi della moglie, ingenera il concreto timore che lo stesso possa commettere reati anche più gravi di quelli già realizzati». La vicenda giudiziaria ha avuto un seguito e infatti il Tribunale dell’Aquila (giudice Giuseppe Grieco) ha condannato l’uomo alla pena di due anni di reclusione. I fatti contestati si sono verificati in un arco temporale che andava dal 2007 al 2010. Ma il quarantacinquenne aquilano dovrà nuovamente ricomparire dinanzi al giudice visto che per analoghi fatti è stato rinviato a giudizio per atti persecutori (stalking) sempre nei riguardi della moglie. L’udienza è stata fissata per il mese di aprile.

 



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