La Stele della Jenca assegnata all’Arma dei Carabinieri, riconoscimento per la Stazione di Assergi

La «Stele della Jenca» è andata quest'anno all’Arma dei Carabinieri, in occasione dei 200 anni di fondazione e «per rendere il giusto e doveroso omaggio a tutte le donne e gli uomini che prestano servizio quotidianamente in Italia e nel mondo, sia in occasione di calamità naturali che nelle diverse missioni di pace all’estero». A ricevere il riconoscimento dalle mani di Pasquale Corriere, presidente dell’associazione culturale «San Pietro della Jenca», è stato il comandante della Legione Abruzzo dei Carabinieri, generale Claudio Quarta. La cerimonia si è svolta ieri mattina nel borgo di San Pietro della Jenca, nell’ambito del tradizionale appuntamento di agosto di «Ci vediamo alla Jenca», immediatamente dopo la messa celerata dall’arcivescovo Giuseppe Petrocchi. Al termine della liturgia, animata dal pianista Vittorio Lucchese e dal soprano Ylenia Scimia, l’area esterna al santuario ha infatti ospitato la cerimonia che, oltre al comandante regionale Quarta, ha visto la presenza dei vertici locali dei carabinieri, tra cui anche il nuovo arrivato, il comandante provinciale Giuseppe Donnarumma, insieme a un picchetto dell’associazione nazionale carabinieri. Dopo la cerimonia di consegna della Stele, l’associazione ha voluto dare un riconoscimento anche ai militari della stazione di Assergi. Riconoscimento consegnato nelle mani del comandante Pasquale Liaci. «Proprio questa targa per i carabinieri della piccola stazione rappresenta l’apprezzamento per il ruolo svolto sul territorio», ha detto il generale Quarta. «La grande sfida per l’Arma è quella di essere presente nelle realtà territoriali, anche le più piccole e sperdute. E questa è la missione che abbiamo intenzione di continuare a svolgere». Per tutta la giornata di ieri San Pietro della Jenca è stata meta di tante persone arrivate per la festa e per visitare la chiesetta da qualche anno diventata uno dei primi santuari al mondo ad essere dedicati a Giovanni Paolo II. Nel suo intervento Corriere ha annunciato che «è già iniziato l'iter per intitolare al “carabiniere” una delle montagne nelle vicinanze della cima a suo tempo dedicata a Giovanni Paolo II».

 



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