Famiglia rapinata in casa In cittÓ allarme sicurezza

Come ormai accade quasi sempre, anche all’Aquila si cerca di chiudere la stalla quando i buoi sono scappati. Una rapina come quella ai danni della famiglia del geometra comunale Carlo Cafaggi, in città è una triste e tragica novità. Ieri sugli organi di stampa si è parlato addirittura di Arancia Meccanica dal nome del film che raccontava le gesta di una banda di malviventi. Il fatto poi che i quattro rapinatori (che hanno agito nel triangolo Pianola-Bagno-Monticchio dove di villette ce ne sono a decine) sarebbero stranieri, ha rinfocolato anche i bassi istinti di chi pensa che la criminalità è cattiva o buona a seconda del colore della pelle o della nazionalità di chi la esercita. La verità è che il capoluogo è in mano a chiunque voglia fare del male al prossimo (dai ladri ai truffatori) e di fronte a tutto ciò il questore se la cava con la solita promessa di rinforzi (da Pescara) e il sindaco ancora peggio si lava la coscienza con un letterina al prefetto per chiedere la convocazione del comitato ordine e sicurezza pubblica, lo stesso comitato al quale il primo cittadino solo poche settimane fa si era rifiutato di partecipare preferendo andare a godersi una meritata vacanza. E naturalmente non manca la presa di posizione di qualche consigliere comunale ansioso di ergersi a difensore della città. Il racconto di quanto accaduto giovedì sera intorno alle 21 in casa Cafaggi lo lasciamo alla moglie del dipendente comunale nell’articolo a destra. Un racconto che ieri mattina aveva fatto su Facebook anche una parente di Cafaggi. Il questore Vittorio Rizzi a una agenzia di stampa ha detto: «Il contingente di Polizia sarà implementato con rinforzi che arriveranno da Pescara per aumentare la prevenzione soprattutto nelle ore serali. È stata una brutta rapina - ha spiegato Rizzi - le indagini sono in corso e come prima iniziativa riceveremo rinforzi da Pescara per mettere in campo più azioni di prevenzione al fine di rasserenare gli animi dei cittadini». Sul lavoro per rintracciare i rapinatori e assicurarli alla giustizia il questore ha sottolineato: «Stiamo ripetendo il sopralluogo con la luce del giorno dopo quello di questa notte immediatamente dopo i fatti. In questo momento non ci sono ancora risultanze dell' attività investigativa si tratta probabilmente di predoni professionisti e si tratta di un'azione isolata con le caratteristiche delle rapine in villa che vengono messe a segno in tante regioni d'Italia». Il questore ha comunque assicurato che l'attenzione è massima e sarà messo in campo ogni sforzo per trovare gli autori e fare prevenzione. Il sindaco ha fatto diffondere dal suo ufficio stampa questa nota: «A seguito della rapina all’interno di un’abitazione, durante la quale è stato malmenato il padrone di casa in presenza della moglie e dei bambini, il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente ha inviato una lettera al prefetto Francesco Alecci per chiedere che, nel prossimo Comitato per l’Ordine e la sicurezza, venga affrontato il problema della pubblica incolumità e del controllo del territorio». «Gli ultimi atti delittuosi verificatisi in città – ha scritto Cialente – in particolare la violenta rapina ai danni di una famiglia aquilana che ha comportato addirittura il ricovero in ospedale di una delle vittime, hanno creato un grave allarme tra la cittadinanza. Anche su richiesta di alcuni Consiglieri comunali Le chiedo pertanto di voler inserire nell’ordine del giorno della prossima riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica, prevista per giovedì 25 settembre, un punto riguardante la sicurezza ed il controllo del territorio da simili crimini». Per il consigliere comunale di Forza Italia Guido Quintino Liris «la popolazione aquilana non si sente sicura! E' sconvolta dopo l'ultimo episodio di violenza che ha colpito la famiglia Cafaggi, alla quale va la più sincera solidarietà e vicinanza. Non si può andare avanti così. Da tempo denunciamo l'esigenza di sicurezza che vive L'Aquila alla luce dei mutamenti demografici post sisma. La nostra città non è più la stessa, ci sentiamo ospiti nella nostra terra. Dopo la fine del sistema emergenziale c'è stata una forte riduzione delle forze di polizia sul nostro territorio. Non ci si è preoccupati di commisurare numero di pattuglie ed agenti alle nuove esigenze e alle nuove dimensioni della nostra realtà. Mi risulta che la presenza delle forze di polizia disponibili siano ancora parametrate a criteri degli anni Ottanta: è cambiata la quantità e soprattutto la qualità degli abitanti. Il rischio fortissimo è la crescita di episodi come quelli che tristemente leggiamo sui quotidiani nazionali e che fino a qualche tempo fa non avrebbero mai riguardato la nostra cara ex isola felice».

- da Il Centro -



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