Maltrattamenti all'asilo nido, le maestre si discolpano: źNoi sempre corrette╗

 Hanno negato tutto senza la minima ammissione di colpa. Marika Repele, Giuliana Colaiuda, Costantina Bucci, le tre maestre dell’asilo privato «Cip& Ciop» accusate di maltrattamenti su undici bambini, sono comparse ieri mattina davanti al giudice per le indagini preliminari per gli interrogatori di garanzia. Le tre sospettate, pur inguaiate dai filmati della squadra Mobile e dalle dichiarazioni delle tirocinanti che hanno fatto partire le indagini, non hanno ceduto di un solo centimetro rimanendo sulle loro posizioni di totale estraneità alle accuse. Le contestazioni erano davvero tante, 33 in tutto: dal cucchiaino utilizzato per imboccare più bambini, al piccolo lasciato sul seggiolone, alle parolacce pronunciate in più occasioni, fino al bambino strattonato senza motivo. Le indagate hanno trovato una risposta per tutto. «Il cucchiaino usato per imboccare più bambini? Sarà successo una sola volta in un momento di concitazione»; hanno detto. «Il bambino lasciato sul seggiolone? Lo avevamo messo lì per evitare che un altro gli tirasse i capelli». «Parolacce? Forse qualcuna sarà scappata ma è un caso». E il bimbo strattonato? «Nessuna violenza, è stato solo per separarlo subito da un altro per evitare che si facessero male». Questo il tono delle risposte fornite al giudice che ha firmato le misure cautelari di sospensione dalla professione per le indagate. Un interrogatorio senza ulteriori accenti anche perché la Procura era assente e l’unico a fare domande era il gip. Domande che hanno riguardato soltanto le contestazioni che poggiano sulle affermazioni delle due tirocinanti e non i filmati di cui le parti hanno preso visione da tempo. Al termine dell’udienza (caratterizzata da una fuga precipitosa, a rischio capitombolo, delle indagate per evitare i flash) gli avvocati Ferdinando Paone e Manuela Paone hanno chiesto la revoca della sospensione. Ma per avere la decisione del gip è necessario ascoltare il parere (non vincolante) del pm che, come detto, ieri era assente. Per cui, oggi o domani si potrebbe sapere qualcosa al riguardo. Le difese, inoltre, sostengono che se le misure cautelari sono scattate diverso tempo dopo dalla fine delle riprese filmate, vuol dire che i fatti erano davvero di scarso rilievo. Contemporaneamente all’udienza in tribunale, dove le sospettate hanno professato la loro innocenza, ieri, in questura, sono sfilate per le loro deposizioni le madri degli undici piccoli che sarebbero stati maltrattati dalle «cattive maestre». «Molte di noi», dice una delle mamme, «hanno confermato la circostanza che la direttrice era stata informata da tempo sul fatto che in quella scuola i nostri figli subivano vessazioni ma le segnalazioni furono sottovalutate. Ma abbiamo fatto anche delle altre precisazioni sulla scorta di quanto lasciavano intendere i piccoli dal loro modo di comportarsi una volta portati a casa». Questi bimbi, al momento, non sono tornati a scuola. Alcune famiglie si stanno adoperando per inserirli in altre strutture. Altre vorrebbero tenere ancora i loro figli nel medesimo asilo di Pettino. «Ora che le maestre sospettate sono state allontanate e con i riflettori addosso, questo asilo è il più sicuro del mondo». Questa la loro motivazione che, però, non mette tutti d’accordo.


 



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