La senatrice Pezzopane: "basta pregiudizi, Ŕ bello lasciarsi andare alla passione"

- da Il Centro - LA FESTA DEGLI INNAMORATI
La senatrice Pezzopane racconta la sua storia d’amore con il giovane compagno: basta pregiudizi, è bello lasciarsi andare alla passione
di Giuliano Di Tanna Lei ha 55 anni ed è senatrice della Repubblica; lui di anni ne ha 24 meno di lei, ed è un ex spogliarellista. Sono entrambi aquilani e sono la coppia più mediatica dell’anno. Lei è Stefania Pezzopane, una vita passata nella politica: dagli esordi, ancora sui banchi del liceo, nella Fgc, la Federazione giovanile del Partito comunista italiano, al Pd. Lui è Simone Coccia Colaiuta. Hanno, tutti e due, un matrimonio alle spalle, e un figlio per ciascuno. Si amano e lo dicono appena qualcuno glielo chieda, da Barbara D’Urso a Daria Bignardi, fregandosene delle chiacchiere della gente e dei Tapiri che hanno collezionato in buona copia. Oggi, giorno di San Valentino, Festa degli innamorati, lo chiediamo noi del Centro a lei, Stefania Pezzopane, di parlare dell’amore nel pomeriggio della propria vita. Senatrice Pezzopane, come passerà il giorno di San Valentino? Lavorando, perché ci sono varie inziative politiche da seguire. Poi, in serata, sarò a cena con Simone e alcuni amici all’Aquila. Prima di incontrare Simone festeggiava San Valentino? Non l’ho mai molto festeggiato prima di Simone. Sono stata sposata 29 anni e, prima del matrimonio, ho avuto un lungo fidanzamento con il mio ex marito, iniziato sui banchi di scuola. Eravamo entrambi molto impegnati politicamente, per cui il giorno di San Valentino non l’abbiamo mai preso tanto in considerazione. Forse questo è il mio primo San Valentino. La Festa degli innamorati era qualcosa di frivolo per chi come lei è cresciuta nella cultura della sinistra? Esattamente: una festa frivola. Anche se, negli ultimi anni, San Valentino è andato riempiendosi di manifestazioni di impegno civile come, per esempio, i flash mob contro la violenza sulle donne. Si pente di non averlo festeggiato in passato? No, pentirmi, no. In quegli anni ero quella che volevo essere. Penso, però, che nella cosiddetta cultura di sinistra ci sono stati pregiudizi e muri ideologici che non ci hanno fatto comprendere la naturalezza e la semplicità della vita quotidiana delle persone. E’ cambiata la sua idea dell’amore dopo aver incontrato Simone? Be’ ho scoperto un amore nuovo, un amore diverso. Ovviamente non è l’amore degli anni della scuola. E’ un amore più maturo, ma molto appassionato e molto nuovo. Ho sempre pensato che c’è tempo per l’amore. Ma l’amore così come nasce può finire. Gli amori finiscono per motivi che prescindono dal colore della pelle, dall’età e dell’appartenenza etnica, politica o religiosa. Ma nella vita c’è sempre spazio per l’amore e credo sia utile seguirlo quando lo si trova, non sfuggirlo, non nasconderlo. Cos’è l’amore? Correrò il rischio di parafrasare i versi di qualche canzone, però, secondo me, l’amore è quando senti un’energia particolare, speciale, nei confronti di una persona che, a sua volta, ti dà forza. E’ una sorta di circuito virtuoso: dai energia e ricevi energia. E’ uno stato d’animo piacevole, bello. L’amore è vita. Non credo possa esistere vita senza amore. Come si è accorta di essersi innamorata di Simone? E’ stato un passaggio graduale a partire dalla cosiddetta simpatia. Avevo avvertito – e lo stesso era accaduto a Simone – che c’era qualcosa di molte forte che ci univa. Ma io ci ho messo un po’ di tempo per decodificarlo. Anche perché mi sono sentita subito addosso molti sguardi perfidi; mi sono sentita come osservata dal buco della serratura. Insomma ho avuto un po’ di timore a lasciarmi andare all’amore, alla passione. C’è stato il momento in cui ha capito di essere innamorata, quello che Stendhal chiama la cristallizzazione del sentimento amoroso? Sì. Ho visto che Simone era una persona da amare quando, con molta semplicità, mi ha raccontato alcune cose della sua vita. E’ sconveniente innamorarsi alla sua età? No. Alla mia età, è urgente innamorarsi quando non lo si è già. E’ giusto ed è necessario, perché questa è una fase della vita in cui si è ancora energici, creativi, appassionati; in cui si ha voglia di fare ancora molte cose. Ovviamente l’amore non puoi costruirlo, né puoi costringerti a essere innamorata. Ma, se lo sei, è bene seguire quel sentimento. Prima o poi lo incontri, l’amore, quando meno te lo aspetti, com’è capitato a me: in un bar, per caso. L’amore arriva e non puoi girargli le spalle quando arriva. Stando a un certo chiacchiericcio, penso che molti si siano disabituati ad amare e, quindi, non capiscono che si può amare. Si è sentita giudicata dal suo ambiente? In parte sì, certo. Ho trovato in alcuni commenti e giudizi, negli sguardi un po’ perplessi, tanta arretratezza, tanti pregiudizi e anche un po’ di invidia; e tanta incapacità di comprendere le ragioni di un amore vissuto con energia e trasparenza. Qualcuno mi ha detto: Stefania, non puoi tenere riservata questa cosa? Non potete vedervi quando non c’è gente? Ma quello non è amore, è altro. Alcuni non hanno saputo guardare oltre le apparenze e si sono limitati a vedere in Simone quello con i tatuaggi, che proviene da un ambiente completamente diverso dal loro. L’amore a questa età e con Simone ha cambiato il suo modo di guardare le cose, il mondo? Mi ha portato a conoscere persone, modi di pensare che conoscevo solo in parte e verso i quali avevo anch’io qualche pregiudizio. Adesso mi sento molto più ricca, più libera, più aperta e con una sensibilità molto più accentuata. Per questa mia “battaglia”, inoltre, molte donne ormai vedono in me un punto di riferimento. Ricevo moltissime lettere di donne innamorate di uomini più giovani e di uomini innamorati di donne più mature, che mi incoraggiano ad andare avanti. Mi scrivono anche coppie di gay che vedono nella mia “battaglia” un pezzo della loro. Per la manutenzione di un amore serve più la passione o la tolleranza? La passione, la gioia di stare insieme. Un vecchio film zuccheroso degli anni Settanta ci ammoniva che amare significa non dire mai mi dispiace. E’ così anche per lei? No. Credo che qualche volta dire mi dispiace sia utile. Dire mi dispiace significa sempre avere molta cura per l’altra persona.



 



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