Simone Coccia Colaiuda lancia "Numero Zero" e querela Sgarbi

Fa discutere non poco il testo di "Numero zero" inciso e divulgato da Simone Coccia Colaiuta in un rap che contraddistingue il suo primo singolo. Non tutti, sopratutto all'Aquila, hanno apprezzato la scelta di inserire dei riferimenti alle 309 vittime del sisma all'interno di un testo in cui vengono citati Barbara D'Urso, Belen, i tapiri e Gerry Scotti.

«Il testo è strettamente autobiografico e svela un Simone diverso», si legge nelle note di presentazione del disco, «impegnato nel sociale, nella protezione dei più deboli. Simone torna a difendere anche la sua storia d’amore – al centro del gossip dall’estate scorsa - in una delle prime strofe: “La mia vita è andata avanti senza farmi ostacolare della gente invidiosa che non si è saputa realizzare giudicando la mia storia con Stefania Pezzopane stessa gente il giorno dopo mi chiedeva da mangiare”»

Proprio in queste ore, Coccia Colaiuta ha querelato per diffamazione Vittorio Sgarbi. I fatti risalgono al giorno 28 febbraio 2015, alle ore 18,30 circa, quando all’Auditorium del Parco all'Aquila si è tenuto un convegno di presentazione della monografia scritta dal professor Ferdinando Bologna sulla vita di un pittore aquilano, Saturnino Gatti. All’incontro Sgarbi era stato chiamato dagli organizzatori in qualità di critico d’arte. Durante il discorso di presentazione Sgarbi aveva ricordato un suo viaggio a in città, nei giorni successivi al terremoto del 6 aprile 2009. “Ricordo di essere venuto a L’Aquila e di aver incontrato  - ha detto Sgarbi - il sindaco della città, Massimo Cialente e la senatrice Stefania Pezzopane, quella che adesso sta con il noto porno star”.

La frase non è passata inosservata tanto che Simone Colaiuta  è stato subito informato telefonicamente dell’accaduto da molte persone presenti in sala. “Non rimango scioccato dall’affermazione di Sgarbi e se avessi fatto una professione del genere non la rinnegherei, ma non è così. Sono indignato ed offeso – prosegue Colaiuta -  di come ripetutamente si cerca di denigrare il lavoro della mia compagna utilizzando me. Il tono dispregiativo utilizzato da Vittorio Sgarbi non lasciava alibi ad interpretazioni diverse, tanto che sia io che la mia compagna siamo stati tempestati di chiamate di amici e cittadini sdegnati dall’uso della frase”. Tutto è stato registrato da un’emittente televisiva locale. “Mi fa piacere comunque constatare – conclude l’aquilano Colaiuta – che un personaggio pubblico del peso di Vittorio Sgarbi, mi definisca porno divo, solo per qualche sfilata in costume”



 



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