Dal 31 marzo alloggi del Progetto Case e Map, stop a Cas e affitti concordati

L’amministrazione comunale ricorda alla cittadinanza di aver disposto la cessazione delle forme onerose di assistenza alla popolazione alla data del 31 marzo 2015, dettando gli indirizzi per la sostituzione di tali forme di assistenza con l’allocazione negli alloggi del Progetto Case e Map. Nel dettaglio, il provvedimento stabilisce che il Contributo di autonoma sistemazione cessi alla data del 31 marzo 2015 e che, da quel momento, non vengano concesse ulteriori proroghe dei contratti di locazione temporanea in affitto concordato, Fondo immobiliare e di quelli afferenti all’accordo quadro tra Comune dell’Aquila, Comune di Barete e società Lode srl. Ai beneficiari delle suddette forme di assistenza onerosa, è stata pertanto notificata la cessazione delle stesse alla data del 31 marzo 2015, invitandoli, laddove interessati all’assegnazione di un alloggio del Progetto Case/Map, in sostituzione della forma di assistenza onerosa di cui beneficiano, a recarsi negli uffici comunali dell’Assistenza alla popolazione, in via Rocco Carabba 6, nel rispetto dei seguenti orari: lunedì e giovedì 9,30-13,30; mercoledì 15,30-17,30. Le assegnazioni agli aventi diritto avverranno previa verifica dei requisiti di legge e nel rispetto della composizione numerica del nucleo familiare. L’avviso della cessazione delle forme onerose di assistenza alla popolazione post-sisma è disponibile sul sito del Comune dell’Aquila.

Case e Map, spese a carico degli inquilini
Arriva il canone per le spese di gestione e manutenzione degli alloggi provvisori sorti dopo il sisma. Un contributo che dovrà essere corrisposto da tutti gli assegnatari di Progetto Case e Map, anche se proprietari di case inagibili. Il provvedimento, fortemente osteggiato quando era solo un’ipotesi, è stato approvato dalla giunta comunale, su proposta del sindaco Massimo Cialente. Il canone di compartecipazione, assimilabile alle spese condominiali, si calcolerà in base alla superficie degli alloggi e sarà pari a 60 centesimi al metro quadrato. Agli affittuari ante-sisma, escludendo i comodatari, spetterà pagare anche il canone di locazione. Quest’ultimo è stabilito in 15 euro mensili per fasce di reddito Isee fino a 7mila euro annui, in 25 euro mensili per fasce Isee da 7001 fino a 10mila euro annui e in 50 euro per fasce Isee da 10001 a 12mila euro annui. Per redditi Isee superiori ai 12mila euro annui l’affitto è calcolato a seconda della zona nella quale si trova l’alloggio, indipendentemente dalla fascia di reddito. Adesso l’atto deliberativo della giunta dovrà passare al vaglio del consiglio comunale. «Con questa delibera», ha commentato il sindaco Cialente, «si risolve il problema della manutenzione ordinaria relativa agli alloggi Case e Map, traducendo la volontà del legislatore, che fissa il costo della stessa a carico degli assegnatari. Il canone di compartecipazione, di fatto una quota condominiale», ha aggiunto il sindaco, «è sufficientemente contenuto rispetto a quanto si paga nei condomìni in cui sono rientrati gli altri cittadini. Per quanto riguarda, invece, il canone di locazione, abbiamo voluto, come ormai nostra abitudine, introdurre innanzitutto norme di salvaguardia per le famiglie con disagio sociale, introducendo tre fasce con riferimento all’Isee, molto attendibile rispetto alla mera dichiarazione di reddito, in quanto introduce il concetto di quoziente familiare. Per tutti gli altri abbiamo fatto riferimento ai Patti territoriali, vale a dire l’accordo sui fitti tra il sindacato inquilini e i proprietari, una sorta di equo canone. In questo modo, ottenendo anche un calmieramento dei prezzi degli affitti, aumentati in modo abnorne nella nostra città, pensiamo, in futuro, di poter offrire a tutti, e a un prezzo adeguato, un alloggio dignitoso. È un’occasione unica», ha concluso Cialente, «in particolare per i ragazzi e per le giovani coppie, che intendono costruire un vero progetto di vita».



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