Frazioni, lavori da accelerare

 «Accelerare la ricostruzione dei centri storici, soprattutto nelle frazioni». Questo l’input emerso nella riunione convocata dal vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli, alla presenza del consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, del sindaco Massimo Cialente e dei rappresentanti di onlus e associazioni che operano sul territorio. Un summit per fare il punto sulla ricostruzione e delineare le strategie da adottare in futuro. «Siamo di fronte a un ritardo evidente che non riguarda solo le frazioni e le zone periferiche, ma tutti i centri storici, compreso quello dell’Aquila», ha spiegato Lolli in assemblea, «questo perché l’intuizione della scheda parametrica non è stata, poi, resa operativa. Le risorse per la ricostruzione sono disponibili e vanno spese a gran velocità, ora che la governance è al completo e si può procedere rapidamente con la valutazione e l’approvazione dei progetti». Le contestazioni dei rappresentanti delle frazioni, che hanno chiesto «maggior voce in capitolo nei modi e nei tempi della ricostruzione», si sono concentrate, in particolare, «sulla priorità data al centro storico dell’Aquila, rispetto ad altre zone». «Ho spiegato che non è così», ha incalzato Lolli, «i palazzi che si stanno ricostruendo in centro sono quelli della Sovrintendenza, tranne qualche caso sporadico che ha ottenuto l’approvazione al tempo della filiera. Il ritardo nella partenza dei cantieri riguarda tutti i centri storici, indifferentemente. Quanto alla possibilità di mitigare il criterio dei comparti, individuati nelle frazioni, con qualche esigenza di carattere sociale, vedremo cosa si può fare. Un esempio è la piazza di Paganica, dove i lavori non sono partiti perché non erano pronti i progetti». Un tavolo di concertazione che si riunirà mensilmente «per analizzare e valutare le numerose proposte che arrivano dalle frazioni, dove dopo il sisma si è mantenuto un forte senso identitario, culturale e sociale». «Il vero problema», ha sottolineato Lolli, «è il personale che lavora sulle pratiche della ricostruzione, assolutamente insufficiente per affrontare il momento clou, in cui è necessario spingere sull’acceleratore. Occorrono nuove risorse da destinare ai comuni del cratere, L’Aquila in primis, alla Provincia e al Genio civile per far viaggiare al meglio la macchina della ricostruzione. L’altra priorità è legata alla necessità di riattivare un processo economico virtuoso agevolando le attività produttive».
- da Il Centro -

 



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