IL GSSI SI PREPARA AL SUO TERZO ANNO ACCADEMICO Intervista al direttore Eugenio Coccia

Nato nel 2013 all’Aquila, il Gran Sasso Science Institute (GSSI) è una scuola internazionale di dottorato e un centro di ricerca e formazione superiore. Il GSSI intende formare capitale umano altamente qualificato, integrando istruzione e ricerca in un ambiente vivace e interdisciplinare e favorendo l’intermediazione tra ricerca e impresa. I corsi di dottorato, avviati nell’A.A. 2013-2014, si articolano nelle aree scientifiche di fisica, matematica, informatica e scienze sociali per la gestione dell’innovazione e dello sviluppo territoriale.

Professor Coccia, è aperta da qualche settimana la nuova selezione per i dottorati del terzo anno accademico del GSSI. È in qualche modo un appuntamento importante anche perché precede la valutazione da parte dell’ANVUR (Agenzia Nazionale per la Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca) prevista per la fine dell’anno. Qual è il bilancio dei primi due anni di attività?

Direi che il bilancio è molto positivo. Insieme ai docenti e ai ricercatori di primo piano che siamo riusciti a coinvolgere abbiamo preparato un’offerta didattica e un programma di ricerche moderni e interdisciplinari, riuscendo ad attrarre subito molti studenti. Nel primo biennio, sono state oltre mille le domande ricevute da tutto il mondo, per un totale di 80 allievi selezionati, di cui circa il 50% provenienti dall’estero. Parlo di giovani laureati nelle migliori università italiane e straniere. Inoltre, il rapporto con la città, consolidato da molte iniziative culturali e momenti di studio e dibattito, è ottimo. Non credo di esagerare se dico che siamo visti come un motivo di speranza di rinascita dell’Aquila.

Che cosa ha motivato la nascita di un centro d’eccellenza scientifica in territorio aquilano?

La presenza del GSSI all’Aquila è stata resa possibile, sullo sfondo del tragico terremoto del 2009, dall’impulso dell’OCSE (Organizzazione internazionale per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), dall’impegno dell’INFN e dalla volontà della Regione Abruzzo e del Governo nazionale. L’OCSE ha riconosciuto il ruolo importante di un nuovo istituto come il GSSI per il rilancio dell’Aquila, grazie anche alla valorizzazione di competenze e strutture specializzate già presenti nel territorio, come i Laboratori Nazionali del Gran Sasso.

Qual è il legame odierno e futuro con l’INFN, l’ente attivatore del progetto?

Il legame con l’INFN è fortissimo, non solo per il suo ruolo di attivatore. La tradizione di eccellenza scientifica dell’INFN e la sua capacità di formare giovani in un ambiente internazionale sono stati fondamentali per la credibilità del progetto GSSI. Ritengo che in un futuro che vedrà il GSSI come una nuova istituzione autonoma, l’area di fisica e il dottorato in astroparticelle saranno organizzati e gestiti congiuntamente con l’INFN.

Che cosa caratterizza il GSSI come centro di livello internazionale?

Voglio citare due elementi: la sinergia con una grande infrastruttura di ricerca di livello mondiale, come i Laboratori del Gran Sasso dell'INFN, e il carattere fortemente interdisciplinare, frutto di una nascita promossa dall’OCSE. Il GSSI non nasce da istanze localistiche o come filiazione da altri atenei, due situazioni in cui si può rimanere in posizione subordinata a interessi particolari, ma da una moderna visione del ruolo della cultura e della ricerca per lo sviluppo di una città e di un territorio.

È già possibile valutare l’impatto di questa nuova popolazione di ricercatori, di valore internazionale e interdisciplinare, sulla qualità della ricerca di base e sulle azioni di sviluppo territoriale e di innovazione, a livello locale e nazionale? Quali le aspettative per il prossimo futuro?

È presto per avere una valutazione dell’impatto. Quello che è certo è che stiamo richiamando all’Aquila studenti e ricercatori di qualità, altrimenti destinati ad altri lidi esteri. Siamo entrati nel vivo della progettazione dell’Aquila del futuro, promuovendo studi e ricerche che hanno come tematiche centrali la qualità della vita e le possibilità di sviluppo economico della città. Inoltre, occorre tenere conto che la presenza stessa del GSSI è un fattore di rivitalizzazione del tessuto economico e sociale del centro storico. A questo riguardo, si deve sottolineare che gran parte dei fondi necessari al suo funzionamento si trasforma in domanda locale di beni e servizi.



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