l’interventoFrazioni di Roio Ricostruzione tutta da fare

- di Fulgenzio Ciccozzi* - Come ogni anno, dal 2009, ci troviamo a fare il punto sullo stato in cui versano i nostri paesi e le comunità che ivi risiedono. Dopo il decollo della ricostruzione leggera che i primi tempi ha visto partire abbastanza celermente i lavori per la risistemazione dei fabbricati che hanno subito lesioni lievi o comunque più contenute (A- B- C), la situazione odierna, almeno per quanto riguarda i centri storici, e in alcuni casi non solo, è decisamente al palo! Sia le frazioni che hanno riportato danni gravissimi (D5), Santa Rufina e Poggio, che quelle con danni gravi (D4), Roio Piano e Colle, non hanno ancora iniziato il percorso di recupero edilizio. Tale distinzione (classificazione del disastro sotto diversi aspetti), almeno nel nostro altopiano, poteva essere valutata diversamente e lasciare che tutti e quattro i paesi fossero considerati alla stessa stregua, senza distinzione alcuna, anche perché, oggettivamente, la quantità del danno e del numero di residenti non varia poi molto gli uni dagli altri, eccetto l'abitato del Poggio vecchio che è stato completamente raso al suolo. L'unica nota positiva sulle unità d'intervento ci viene fornita da un paio di piccoli cantieri che operano nelle "aree a breve" della Fontevecchia e dell'Aia Ienca, a Roio Piano. Le scelte operative che hanno visto la suddivisione delle frazioni in comparti reca con sé uno strascico di polemiche, poiché, pur se tale ripartizione tiene conto delle abitazioni principali, non si esime dall'accantonare quei consorzi che, in alcuni casi, pur avendo un numero superiore di prime case di altri, si ritrovano parcheggiati in un comparto non prioritario. Stessa considerazione vale per le abitazioni singole incluse nel centro storico. Problemi di cantierizzazione avranno probabilmente indotto il Comune a fare queste scelte, ma è certo che i "residenti", cioè coloro che andranno a "riabitare" nelle loro case ristrutturate o ricostruite, non faranno certamente salti di gioia in attesa di veder risistemati primariamente altre tipologie di fabbricati sicuramente non prioritari! Coloro che soffrono particolarmente siffatta situazione sono soprattutto gli anziani, lasciati soli e impotenti all'evolversi degli eventi, con la speranza, sempre più labile, di un ritorno, se non prossimo, ma nemmeno poi così lontano, all'agognata casa. Per seguire un percorso lineare e dare una svolta all'organizzazione della ricostruzione, il Comune ha predisposto un cronoprogramma. Tale iniziativa è stata una scelta di buon senso se si fosse concretizzata rispettando le tempistiche che erano state prefisse. Purtroppo i tempi si sono notevolmente allungati e la gente è sempre più preoccupata e sfiduciata. A questo punto è necessario fare un'importante riflessione. Le regole che disciplinano le modalità operative non tengono sufficientemente conto delle considerazioni che espongono con insistenza i residenti (mi riferisco alle persone che sono state costrette a lasciare le proprie case), i quali reclamano dall'amministrazione una maggiore attenzione verso la loro posizione che li vedrà come sicuri e costanti fruitori delle abitazioni ristrutturate. Nel guazzabuglio dei provvedimenti, inoltre, è bene evidenziare il duro colpo accusato da alcune strutture sociali: sia quelle nate dopo il terremoto (Caritas), che quelle di proprietà pubblica mai recuperate, tra le quali, in questo caso, mi limito a menzionare solo la ex scuola materna di Colle. Quest'ultima, nonostante abbia subito danni lievi, non è stata ancora ristrutturata, anzi, alcuni vandali hanno contribuito a rovinarla ulteriormente scardinando porte e finestre. Diverso è il discorso per la Caritas. Il centro ubicato nel Progetto Case di Poggio 2, dopo un primo vagito e gli iniziali segni di vitalità, è tornato a chiudersi nel grembo materno; quello di Roio Piano, invece, è stato solo aperto per le inaugurazioni. Un vero e proprio flop! L'unica nota positiva è il locale di aggregazione del villaggio Map di Santa Rufina che è divenuto il vero punto di riferimento dell'altopiano. Un progetto riuscito che premia, meritatamente, tutti coloro che hanno contribuito alla sua realizzazione attraverso donazioni e altri che si sono impegnati con il lavoro e la perseveranza, regalando alla comunità roiana momenti di svago e di condivisione sociale. *cultore di storia locale
GUARDA LE INTERVISTE NELLE FRAZIONI REALIZZATE DA ABRUZZOWEB:


 



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