Pochi fondi per ricostruire le frazioni, i comitati in commissione Territorio

 «Il ritardo di almeno due anni nella ricostruzione delle frazioni ha responsabilità diffuse. Ma ora è tempo di muoversi, accelerando le procedure e non sottovalutando problemi come quello dei sottoservizi e delle cosiddette pertinenze degli aggregati». Lo ha sottolineato il presidente della commissione Territorio, Enrico Perilli, durante l’audizione dei comitati che tutelano i centri minori del territorio aquilano. Finora, alle frazioni è stato destinato solo il 5% delle risorse richieste per la ristrutturazione degli edifici danneggiati dal sisma e nessun aggregato è partito nei centri storici, nonostante ci sia un cronoprogramma approvato dal Comune nel 2013. L’assessore Pietro Di Stefano ha più volte puntato il dito contro l’ufficio speciale per la ricostruzione, almeno fino a quando è stato coordinato da Paoli Aielli. Ma nel corso della commissione è stata anche rimarcata la mancanza di fondi certi, la cui ripartizione (60% per L’Aquila e la parte restante per gli altri centri storici) non è stata comunque rispettata.

Dai comitati sono arrivate una serie di proposte: «Occorre controllare tutte le schede parametriche», ha spiegato Franco Papola, del coordinamento interfrazioni, «conteggiare la spesa complessiva e quindi chiedere al governo sicurezza sui fondi necessari. Le frazioni vanno considerate come entità che devono ripartire allo stesso modo del centro storico della città. Altrimenti si rischia lo spopolamento del territorio». I rappresentanti dei residenti hanno chiesto che partano subito i lavori nei cinque centri più devastati e che vengano agevolate le istruttorie delle pratiche di almeno due comparti, oppure di tutto il centro storico nel caso delle frazioni più piccole. Secondo il presidente Perilli, «oltre ad accelerare sulla ricostruzione degli edifici, bisogna pensare anche ai sottoservizi: la beffa sarebbe avere la casa pronta e non poter rientrare perché mancano acqua e luce. E serve un’apposita ordinanza per regolare la ristrutturazione delle pertinenze, e cioè stalle, pagliai e magazzini, spesso senza proprietario, che potrebbero bloccare gli aggregati». Intanto novità importanti potrebbero arrivare dalla nuova legge sulla ricostruzione, ancora in fase di stesura: «C’è attenzione alla questione delle seconde case», annuncia la senatrice Stefania Pezzopane, «i cui contributi vanno estesi anche ai comuni del cratere e alle frazioni, si prevede l’anticipazione delle somme per la ricostruzione nei centri storici e le sanzioni nel caso non si rispettino i tempi di fine lavori, e ci sono indicazioni anche per gli allacci delle utenze».

- da Il Centro -


 



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