Fabio Giacobbe eletto x rappresentare la comunitÓ italo venezuelana nel comites di Caracas

 Fabio Giacobbe, originario di Assergi (figlio di Giambattista Giacobbe) è stato eletto x rappresentare la comunità italo venezuelana nel comites di Caracas.
Dopo una maratona durata 3 giorni, finalmente il Console Generale di Caracas, Mauro Lorenzini, ha potuto ufficialmente rendere noto i nomi dei candidati eletti della Circoscrizione di Caracas.

Questi i candidati eletti: Michele Buscemi, M. Antonietta Storace, Teresina Giustiniano, Ugo Di Martino, Sandra Lombardo, M. Tulio Tiso, Josefina D’Agostino, Pietro Caschetta, Vincenzo Di Martino, Nello Collevecchio, Fabio Giacobbe, Claudio Milazzo, Concetto Ruscica, Antonio Pucillo, Sonia Carpenito, Mariano Palazzo, Antonella Pinto e Mirna Casinelli.

Conoscendo la gestione trascorsa, le speranze sono riposte nei “new entry” che avranno la difficile responsabilità di riscattare il Comites dal letargo al quale è stato condannato. Indifferentemente dalle liste in cui sono stati presentati, saranno loro, con la loro azione, entusiasmo e impegno che dovranno riavvicinare l’istituzione alla nostra Collettività; saranno loro a dover coinvolgere la nostra Comunitá. Non sarà facile, soprattutto per l’abisso che si è creato, volutamente o no, tra Collettività e Comites.

 

Nella “Sala Gaetano Bafile” del Centro Italiano Venezolano della capitale si è svolta la seconda assemblea del Comites di Caracas. L’incontro è iniziato con una prolissa introduzione del presidente del Comites, Ugo Di Martino, che ha informato quanto fatto dal presidente e dall’esecutivo. Quindi la parola è passata ai consiglieri ai quali, però, è stato chiesto di essere i più sintetici possibili. E, in effetti, lo sono stati.

Da sottolineare gli interventi di Fabio Giacobbe e Antonella Pinto. Il primo ha esposto la propria preoccupazione per quanto ha potuto rilevare durante la campagna elettorale: i connazionali sono all’oscuro dell’esistenza del Comites e i pochi che lo conoscono manifestano disinteresse e diffidenza. La preoccupazione di Fabio Giacobbe è stata condivisa dalla maggior parte dei membri del nuovo Comites ad eccezione, naturalmente, di coloro che nella gestione passata hanno ricoperto incarichi di responsabilità. In particolare, hanno negato quanto rilevato da Fabio Giacobbe, i consiglieri Michele Buscemi e Teresina Giustiniano.

Dal canto suo, la consigliere Antonella Pinto ha chiesto al presidente Di Martino chiarimento sull’esistenza di due mail in cui si convocavano i membri del Comites all’assemblea ma con “ordini del giorno” diversi; sulla personalità giuridica del Comites, dal momento che ha un conto in banca; sulla somma di denaro in deposito e su chi ha l’autorizzazione a firmare il libretto degli assegni. Il primo quesito è stato chiarito dal segretario Claudio Milazzo che si scusava dell’errore e ne assumeva ogni responsabilità.

In quanto alle altre questioni, ha risposto il presidente Di Martino. E lo ha fatto anche con una certa stizza. Innanzitutto ha spiegato che l’unica persona autorizzata ad avere relazioni dirette con il nostro Console Generale, Mauro Lorenzini, è il presidente dell’organismo e poi ha affermato che in qualità di presidente del Comites è l’unico ad avere l’autorizzazione a firmare il libretto degli assegni. Ha anche precisato che del suo operato e del modo come saranno gestiti quei fondi avrebbe risposto solo all’amministrazione centrale.

Il consigliere Buscemi, in un successivo intervento, ha spiegato come durante la sua gestione si sia potuto aprire il conto e anche ottenere un codice “Rif”. Quindi ha informato che, per operare, il Comites ha in banca oltre due milioni di bolìvares e che parte di questi fondi corrispondono alla somma, spesa solo in parte, stanziata dal ministero per pubblicizzare le elezioni del Comites.

Presenti all’Assemblea, oltre ai membri del Comites, anche il presidente del Comites di Puerto Ordaz, Alberto Villani e la dottoressa Anna Vingelli, in rappresentanza del Console Lorenzini. Assente, anche questa volta, la nostra comunità, che pare si voglia continuare a tenere all’oscuro delle attività del Comites.



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