Lettera al sindaco Cialente di Daniela Tinti: Nuova seggiovia Fontari, il perché del mio no...

 

 

 

 

Pubblichiamo una lettera che una dipendente del Parco Gran Sasso Monti della Laga, Daniela Tinti ha scritto al sindaco Cialente. Per capire bene qual è il nocciolo del problema va fatta però una premessa. Da mesi il Comune dell’ Aquila (ma anche gli operatori turistici) spinge affinché sia realizzata al più presto la nuova seggiovia delle Fontari. Qualche settimana fa il cda del Parco ha dato un via libera di massima, rimettendo tutto alla decisione finale della Regione, pur in presenza di un parere negativo del servizio scientifico del Parco stesso. Un parere di per sè non vincolante per la Regione ma che consentirebbe però a qualsiasi cittadino di impugnare la decisione stessa davanti alla Commissione europea. Per semplificare (rischiando di essere grossolani) il nodo è questo: il servizio scientifico ha bocciato il progetto perché non si tratterebbe di rifare sic et simpliciter la seggiovia delle Fontari (se questo fosse probabilmente il parere sarebbe stato positivo) ma la seggiovia verrebbe spostata di 250 metri più a monte e di fatto raddoppiata. La questione è tutta qui. Come andrà a finire? Difficile dirlo. Certo è che appare impossibile che i lavori possano iniziare entro l’estate. Basterebbe un ricorso a Bruxelles per allungare i tempi a dismisura.

La lettera di Daniela Tinti nasce a seguito di un post su Facebook in cui Cialente faceva riferimento a tecnici che senza motivo vorrebbero bloccare tutto.

«Signor sindaco sono una dipendente dell’Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, e sono stata incaricata, insieme al Responsabile del Servizio Scientifico a cui afferisco, della redazione del parere di carattere tecnico-scientifico sullo studio per la Valutazione di Incidenza Ambientale relativamente al progetto di rifacimento della seggiovia delle Fontari (studio commissionato dalla ditta proponente). Abbiamo lavorato molto per produrre la relazione di cui lei parla, nei tempi che ci sono stati richiesti. Abbiamo lavorato con pochi mezzi e molte pressioni. Soprattutto, pur sapendo bene quello a cui ci esponevamo (ed evidentemente non sbagliavamo), abbiamo lavorato cercando di confrontare in maniera del tutto imparziale e a prescindere dalla nostra personalissima opinione in merito, il progetto e le sue conseguenze con le conoscenze scientifiche disponibili e la normativa nazionale ed europea attualmente in vigore. Ora lei, sulla sua pagina Facebook, che viene seguita da centinaia di aquilani scrive di aver letto questa relazione e che la pubblicherà presto e chiede il parere dei suoi, e presto miei, concittadini. Scrive che la renderà presto pubblica. In realtà è già pubblica, porta il mio nome, e io l’ho condivisa la scorsa settimana sulla mia pagina. Il parere tecnico-scientifico negativo, si trova in allegato alla delibera di consiglio direttivo che esprime parere positivo alla prosecuzione dell’iter (interessante ossimoro, vero?). Chiunque voglia approfondire ed esporle un parere ben ponderato può leggere qui il tutto http://www.gransassolagapark.it/albo_dettaglio.php?id=28886. Ma arrivo al dunque. Prima di tutto non mi sembra corretto chiedere l’opinione del pubblico su qualcosa che lei stesso riferisce, commenta e giudica, senza contestualmente riportare l’originale, peraltro, appunto, da tempo già pubblico. Glielo dico perché la sua trasposizione potrebbe non rivelarsi fedele e potrebbe dunque influenzare il giudizio da lei richiesto ai lettori, nonché mettere in cattiva luce i firmatari del documento in questione (che non saranno personaggi pubblici, ma sono pur sempre persone con una loro dignità, professionalità e famiglia). A beneficio di chi legge, ma non ha potuto accedere al suo post, riporto questo suo passaggio: “Voglio il vostro parere. Non è una relazione scientifica. E' una relazione di parte di chi ha in testa, fortunatamente non il consiglio direttivo, un altro progetto. Quello di togliere addirittura anche i vecchi impianti. Conservazione pura, intoccabile, riservata a pochi eletti. Ma questa non è stata la politica che ci ha portato al 2,5%? (qui ci si riferisce alle quote di mercato turistico del Gran Sasso, ]ndr). Ed è giusto questo? Andando avanti così guadagneremmo quote di mercato o ne perderemmo ancora altre?”. La relazione in questione l’ho scritta io con il mio Responsabile (ribadisco: perché sono stata incaricata di farlo), e, Sindaco, può anche non credermi, ma io non ho in mente nessun altro progetto in merito alle Fontari (che poi se anche ce l’avessi non credo che sarebbe un fatto rilevante). Mai scritto, né detto, né tantomeno pensato di togliere i vecchi impianti. Mai. Ora, se vuole addossare a me, o ai dipendenti dell’Ente, la colpa di questa politica che ci ha portato al 2,5% forse dovrebbe farlo adducendo argomentazioni più concrete, o si rischia di cadere in errori che potrebbero avere conseguenze poco piacevoli per tutti. Sul fatto che non sia una relazione scientifica non so bene cosa risponderle. Mi viene in mente di dire che forse il mio curriculum ha più di “scientifico” del suo….come se, per ipotesi, io, con una laurea in Scienze Naturali e 14 anni di esperienza in questo campo, mi permettessi di scrivere pubblicamente che le sue esternazioni hanno poco a che vedere con la buona politica che lei stesso professa. Suonerebbe offensivo, no? O magari invece si è fatto consigliare da qualcuno. In tal caso potrebbe cortesemente rendere pubblici i passaggi che inficiano la scientificità della relazione? Ho semplicemente scritto (ed estesamente argomentato), e posso ribadirlo con assoluta tranquillità, che l’opera provocherà un impatto (e questo è un fatto unanimemente riconosciuto, compreso dai tecnici incaricati dalla ditta proponente), che l’impatto non sarà sanabile (e questo lo dice la letteratura scientifica) e che in questi casi, volendo comunque realizzare l’opera, bisogna seguire procedure ben regolamentate dalla Comunità Europea che non ho stabilito io. Il mancato rispetto di queste procedure verosimilmente innescherà una procedura di infrazione ed esporrà l’Italia a sanzioni milionarie (mi meraviglia, ma non troppo, che su questa eventualità si taccia pacificamente…). Ho ritenuto giusto scrivere tutto questo nella mia relazione, perché questo era il mio preciso dovere. E’ quello che mi è stato chiesto. Non a caso, come lei correttamente riferisce, anche altre Istituzioni scientifiche si sono dette contrarie all’opera. Sono meravigliata e amareggiata che, anziché adoperarsi a cercare soluzioni alternative, meno impattanti e che potrebbero essere attuate rapidamente e facilmente, ci si accanisca contro chi ha semplicemente fatto presente lo stato di fatto, nell’ambito dello svolgimento del proprio lavoro. Senza alcun interesse personale in gioco, né economico, né politico. Mi viene da pensare che sarebbe stato facile chiudere gli occhi, le orecchie e la bocca e firmare un parere positivo. In quel caso magari sarei stata pubblicamente lodata anziché pubblicamente intimidita. Magari sarebbe tutto più semplice se imparassi a tenere conto delle conseguenze. Magari la prossima volta lo farò. Prima di scrivere un parere tecnico mi accerterò di quale sia l’orientamento politico. Magari farò un veloce sondaggio su Facebook. Ah no! Ci sono gli ambientalisti in agguato! Niente da fare…a quelli non sfugge niente. Come dite qui a L’Aquila? “A’ na parte penne l’asina”. Tanto vale rispettare i propri ideali di onestà e coerenza, e rimanere super partes. Sindaco, un’altra cosa, perdoni la pignoleria… Che il Parco in 11 anni non abbia approvato il Piano è un fatto, ma che la colpa sia dei 60 dipendenti direi che è cosa tutta da dimostrare. A naso direi che la vicenda ha più a che fare con la politica. In ogni caso direi che anche con Piano approvato, come peraltro ribadito dall’intesa stipulata all’epoca fra Parco e Regione per i Pta (che oltretutto non prevedeva l’intervento in questione), il progetto sarebbe stato sottoposto a “Vinca” con, per quanto mi riguarda, i medesimi esiti. Infine un’ultima motivazione per questa lettera a lei indirizzata, si tratta di una motivazione di mero carattere emotivo. Ed è legata alle conseguenze che le sue dichiarazioni (in quanto Sindaco) avranno sulla mia persona. Mi creda non sto esagerando. So benissimo come andrà. E’ che sono stanca di essere ridicolizzata, vessata, minacciata, mobbizzata e pressata nello svolgimento del mio lavoro. Chi svolge il lavoro tecnico non può essere pressato dalla politica e intimidito a mezzo stampa, non può ricevere telefonate da parte di amici e conoscenti, magari i genitori dei compagni di scuola del proprio figlio, che riconoscono un nome e, giustamente, si meravigliano di quanto leggono sui giornali. Non può funzionare così perché questo non garantisce imparzialità, trasparenza e rispetto delle leggi. La mia impressione è che, nella foga generale, si stia perdendo il senso dell’equilibrio. Di quegli equilibri che dovrebbero proteggere e garantire noi e i nostri figli e i figli loro. Tra conservazione e sviluppo... Competenza tecnica e competenza politica… Norme e deroghe… Fini e mezzi. Avrei una richiesta da farle signor sindaco. Ha scritto nel suo post “chiederò 60 dimissioni se tutto dovesse saltare”, suppongo si riferisca a noi 60 dipendenti dell’Ente Parco. Beh…può essere che dopo il suo post 59 colleghi mi guardino in cagnesco (e non avrebbero tutti i torti stando a quello che lei scrive relativamente alla mia relazione…al mio progetto... ). Cortesemente: potrebbe pubblicare una rettifica dicendo che chiederà solo le mie di dimissioni? Grazie». Daniela Tinti



 



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