Presentati i quesiti referendari per la rimodulazione dei confini del Parco nazionale Gran Sasso

 

 

 

 

1 . Ritieni che il Comune dell'Aquila debba adottare tutte le possibili iniziative amministrative, politiche e giudiziarie rivolte ad enti ed uffici di tutti i livelli affinché si possano rimodulare i confini dell’Area protetta del Parco nazionale Gran Sasso Monti della Laga e della Zona di protezione speciale in modo da poter rivedere, anche in riferimento alle mutate esigenze delle popolazioni locali, la superficie vincolata ricadente nel territorio del Comune dell’Aquila?

2. Ritieni che il Comune debba adottare tutte le possibili iniziative amministrative, politiche e giudiziarie rivolte ad enti ed uffici di tutti i livelli affinché si possano rimodulare e/o ridurre le zone gravate dal vincolo di sito di interesse comunitario "Gran Sasso", su aree già antropizzate di interesse economico – sociale, di sviluppo turistico, o comunque su quelle aree gravate da usi civici a favore delle popolazioni locali, tutti ricadenti nel territorio del Comune dell’Aquila?

Sono questi i quesiti referendari presentati questa mattina in conferenza stampa dal comitato promotore Luigi Faccia e dai membri Gianluca Museo e Fausto Tatone. L’obiettivo è la rimodulazione dei confini del Parco nazionale Gran Sasso e Monti della Laga e delle Zone di protezione speciale nelle aree pedemontane e antropizzate del versante aquilano. La riduzione dell’estensione dei SIC (Siti di Interesse Comunitario), in particolare a Montecristo e Fossa di Paganica, dove sono previsti investimenti da 40 milioni di euro per realizzare tre nuove cabinovie e per l’ammodernamento degli impianti sciistici del Gran Sasso.. Il prossimo passaggio sarà la costituzione del collegio dei garanti da parte della giunta comunale, che dovrà decidere sull’ammissibilità dei quesiti. Poi se ci sarà l’ok, 90 giorni di tempo per raccogliere 5 mila firma, e aquel punto se obiettivo sarà centrato, in primavera potranno essere indetti i referendum. In caso di vittoria dei si il consiglio comunale dovrà approvare un atto di indirizzo che impegnerà il sindaco a muoversi presso Regione, Ministero dell’Ambiente, comunità europea, per rendere realtà quanto deciso dai cittadini che si sono espressi con il voto referendario. “Quei vincoli così stretti in aree antropizzate - spiega Faccia - decretano lo spopolamento delle frazioni pedemontane. Le aree SIC a Campo Imperatore, bloccano ogni tipo di intervento, condannando alla chiusura definitiva di una stazione invernale che è stata il fiore all’occhiello dell’Italia”.



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03-09-2015 - Appena sarÓ possibile raccogliere le firme mettiamo a disposizione i locali del nostro bed And breakfast sito in filetto come punto di raccolta.

bbgransasso