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Questa sezione è dedicata a tutti voi per lasciare commenti, saluti, esperienze e pensieri...


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02-07-2009 - Volevo chiedere a che punto e' la messa in sicurezza delle strade del paese .Si puo' gia' entrare alla porta del colle per recarsi nelle case dichiarate agibili ? Chi mettera in sicurezza le case private dichiarate di classe E ed F ? Grazie per i chiarimenti

Ferrazza Francesco

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Risposta di Ferrazza francesco - 03-07-2009
grazie Luigi per la tempestiva risposta e tutte le informazioni pratiche che tramite il blog riceviamo in tantii

02-07-2009 - ciao antonio, mi complimento ancora per questo blog e approfitto per chiederti aggiornamenti riguardo le verifiche di agilita nel centro storico di Assergi. Visto che sono stati messi in sicurezza gli edifici pericolanti, mi auguro che qualcosa ricominci a muoversi dopo questo momento di stallo. Sono venuta ad Assergi sabato, ho rivisitato la mia casa e la situazione è peggiorata. Un saluto anche a Luigi Faccia visto che sabato dopo la riunione non ci siamo nemmeno salutati. Mi manca molto la mia casa.

Carla Tacca

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Risposta di Antonio - 02-07-2009
Ciao Carla, al momento il Centro Storico è ancora zona rossa, sono stati bonificati i cornicioni pericolanti, ma è prevista anche qualche puntellatura di alcuni edifici particolarmente danneggiati. Pare che nei prossimi giorni potrebbero riprendere le verifiche di agibilità, ma niente di certo!!!

Risposta di Carla Tacca - 02-07-2009
grazie Antonio, visito ogni giorno questo blog perche lo ritengo una buona fonte di notizie e lo trovo anche molto divertente quando leggo messaggi scritti in dialetto. Dico divertente perchè il contenuto del messaggio è molto chiaro, il problema TERREMOTO è una faccenda seria ma raccontato nel dialetto abruzzese diventa una storia capace di rubarti un sacco di risate. Ridere fa bene al cuore , visto che adesso è ferito proprio come le Nostre case di Assergi.

02-07-2009 - Ciao Antonio, ho sfogliato tutti i giornalini, ma l'elenco dei soprannomi non l'ho trovati, scusa Antonio ma ci ho provato...chissa' se potrei averli per email solo se si puo', Grazie...ci sono tante bellissime poesie in assergese che forse qualcuna la reciteremo...saluti

Franca (Australia)

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Risposta di Antonio - 03-07-2009
Ciao Franca, nei prossimi giorni ti invierò unfile con i soprannomi

02-07-2009 - Ciao, ho conosciuto alcuni degli amici di assergi all'hotel europa di lerici. mi chiamo stefania , lavoro qui a lerici e ho passato dei giorni splendidi con chi era qua. mi sono iscritta per sentirmi un po meno distante da quella che è adesso la vostra vita. voglio esservi vicina con quel poco che posso fare a distanza visto che per adesso il mio lavoro nn mi permette di muovermi. avendo visto questi video sento tutti un po come se fossero tornati qui...un abbraccio

Stefania

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Risposta di franchina Corrieri - 02-07-2009
carissima Stefania. ti ho appena sentita al telefono ma voglio lo stesso esprimerti ancora la mia amicizia. Sei stata grande con noi, un abbraccio infinito e a prestissimo.

Risposta di Angela,Martina eSara - 03-07-2009
Grazie per la vostra generosità.Non vi ringrazieremo mai abbastanza per tutto quello che avete fatto per noi.Siamo felici di poter comunicare con te attraverso questo blog.Un saluto a tutti voi.

01-07-2009 - Abbiamo saputo solo ieri che in Australia è venuta a mancare una nostra paesana Candida Vitocco, non avendo un recapito privato tramite la bacheca vorrei inviare ai figli e ai nipoti un affettuoso abbraccio, ci mancheranno le sue lunghe telefonate alle 7 di mattina (come se l'Australia fosse dietro l'angolo). Un bacio a tutti i parenti. Gabriela e Franco

Gabriela

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01-07-2009 - ho letto l'articolo di Bruno Ludovici sulla localizzazione dei "moduli abitativi" e ripeto, personalmente sono d'accordo nella loro realizzazione nell'ex cantiere CO.GE. FAR. perchè: - finalmente si bonificherebbe un'area che, altrimenti, rimarrebbe inquinata e deturpata in modo definitivo, se non si coglie questa opportunità - lo sviluppo di Assergi và verso la montagna con l'integrazione del laboratorio e la base della funivia - la localilizzazione verso le "pergnagnove" è di forte impatto ambientale ed aumenterebbe di molto un agglomerato urbano che, invece, ha bisogno di "respirare". ma al di là di queste considerazioni personali che ognuno è libero di manifestare e tenendo conto che sarebbe interessante sentire anche la posizione di un fantasma come sembra essere diventato il Parco che, leggendo il sito, sembra dimorare in un altro territorio......; Bruno Ludovici, però, ha toccato un punto molto ma molto interessante quando scrive del miliardo e seicento milioni che la Regione Abruzzo finanziò l'Amministrazione Separata; che fine hanno fatto quei soldi? come sono stati spesi? perchè se c'è ancora la disponibilità di tale cifra (ovviamente e putroppo svalutata nel corso degli anni), sarebbe un aiuto ENORME per la ricostruzione di Assergi sante cifone

cifone

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Risposta di enrico - 02-07-2009
Ho letto gli articoli sulla localizzazione dei "moduli abitativi" e penso che la realizzazione nel cantiere COGEFAR sia una opportunità da non perdere. In caso cotrario dovremo abituarci a convivere per sempre con quell'ambiente di massimo degrado e con tutti i rischi di inquinamento dovuti all'amianto. Invito tutti ad una riflessione se in 30 anni non è stato fatto nulla come è pensabile che venga fatto qualcosa nel prossimo futuro. Consideriamo la grave situazione di tutta la provicia di L'Aquila non credo sia ipotizzabile che le risorse disponibili vengano utilizzate per fare bonifiche e/o investimenti legati a stutture turistiche. Comunque un caro saluto a tutti

Risposta di egidio pezzuto - 02-07-2009
ciao enrico commento il tuo scritto, ma la mia risposta vale anche per sante in punta di fioretto dialettico le vostre posizioni sono ineccepibili ma c'è un solo problema la realtà è lontana anni luce dalle teorie di un blog voi alla cogefar non ci andrete ad abitare stabilmente, spero, io e la mia famiglia si per questo ho un'altra visione delle cose ciao egidio

01-07-2009 - CIAO ANTONIO . TUTTO BENE , SCUSAMI SE APPROFITTO ANCORA PER CHIEDERE A LUIGINO UNA COSA. LUIGINO CIAO COME VA TI RINGRAZIO PER LA RISPOSTA CHE MI HAI DATO QUALCHE GIORNO INDIETRO. QUELLO CHE NON HO CAPITO E' IO DEVO FARE QUALCOSA OLTRE IL FOGLIO CHE MI HAI FATTO COMPILARE QUANDO SONO VENUTA GIU'. SCUSAMI SAI MA IO NON SONO A ROMA CHE CON UN'ORA SONO SUBITO LI' QUINDI TI PREGO SE C'E' QUALCOSA O QUALCHE NOVITA' DI INFORMARMI TRAMITE QUESTO SITO NON VORREI RIMANERE INDIETRO RISPETTO AGLI ALTRI TI RINGRAZIO E SALUTO TUTTI VOI CON TANTO AFFETTO NELLA

NELLA

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30-06-2009 - Caro Antonio Giampaoli Complimenti per tutte le notizie che fornisci su Assergi racconta, dove possono attingere tutti gli Assergesi che vivono nel mondo che hanno nostalgia del paese dove sono nati. Pultroppo mi viene il dubbio che alcuni compaesani che vivono ad Assergi hanno scambiato il sito per posta elettronica con discussioni personali botta e risposta che non diamo una visione del nostro Assergi dopo il dramma del terremoto. Vorrei ringraziare tutti i nostri paesani che vivono all'estero per le parole di affetto nei nostri confronti. Caro Antonio ti ringrazio ancora per il sito, e grazie perche prima di essere visibile nella bacheca lo approvi. Non mi va di firmare

anonimo

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Risposta di Aldo - 01-07-2009
Caro anonimo, hai fatto bene a non firmarti, si vede che non eri tanto convinto delle tue idee .

30-06-2009 - ciao amici di assergi che siete venuti a soggiornare nel nostro bellissimo golfo di lerici non dimenticateci fareci avere vostre notizie fateci sapere come possiamo aiutarvi un fortissimo abbraccio a pina giusti e alla signora faccia (non mi ricordo il nome) siete tutti sempre nei nostri cuori...forza abruzzo..siamo su facebook ...ciao

rossella cioni

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Risposta di pina giusti - 30-06-2009
ciao rossella, volevo ringraziarvi per tutto quello che avete fatto per noi tutti. siete stati tutti indistintamente eccezionali, ci avete dato tanto affetto e per noi è stato importante. siete nei nostri cuori. un saluto particolare va a te che hai iniziato a smobilitare tutta lerici e dintorni per aiutarci . ci sentiamo presto... saluti da gabriella faccia

Risposta di Franchina Corrieri - 30-06-2009
Ciao Rossella, come già detto da Pina siete stati fantastici. Grazie di cuore per aver portato un pò di normalità nelle nostre vite. Un abbraccio da Assergi.

25-06-2009 - Bella luigi. sono sempre io. Mica sai se sono uscite le nuove pubblicazioni per le agibilita'?Tienimi informato se puoi!!! Scusa per lo stress!!!

la foletta

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25-06-2009 - Nun l'eru mai fattu ma dalla notte deju terremotu sò diventatu nu espertu de pulitica, de urdinanze e de decreti. 'Na cosa nun sò ancora capitu. Perchè le urdinanze deju governu le tengo ji a retroà aju situ della proteziò civile. ma cuscì è... Ma n'atra cosa sò capitu, che la tilivisiò é meju nun vedella. Te ice tuttu quellu che nun te serve. E de quello che te serve, te lo ice tuttu sbagliatu. Allora sò comenzatu a penzà. Aj'inizziu é stata na fatica!!! A forza de guardà la tilivisiò ju cervellu s'erà arrugginitu tuttu. Però.. 'Na ote che dalle rutelle se ne jita via la ruggine, tuttu ju cerveju ha comenzatu a funzionà meglio e cchiù veloce. Allora so penzatu. Tutti ji jalli cantenu e tutti penzanu solo pè issi, sa che ji frega deji atri. Ji guai so di chi ji tè. Se te guardi la tilivisiò a L'Aquila va tuttu bonu. Ci hanno atu tuttu. Addirittura ci hanno portatu pure in vacanza. Nun sera mai vistu a nisciun'atru terremotu. E questo lo sa tuttu ju munnu: ji aquilani nun tengheno mutivu de lagnasse. Se sinti gli atri italiani so cunvinti che stemo tutti a nu albergu a 5 stelle a pijià ju sole. In più ce refarannu tuttu addirittura sembra le strai de oru. Ji hannu tantu convinti che hannu cuminciatu a di che ji aquilani ci hanno guadagnatu co ju terremotu. Pò ci sta jatru gruppu quiji atri che iceno che ji sordi non basteno, che nun se refanno nè le case nè ji munumenti. Ju primu passo, senza nformamme, é statu quello de penzà du cose in base aji du gruppi: 1) Se tengheno raggiò quiji che diceno che nun ce stanno ji sordi. Se fusse cuscì e appoggio ji atri, alla fine me retrovo come Don Farcucciu senza vistiti e co na mani ne nnanzi e una narrete. Co' ju ca_ zu che se refanno le case e gli monumenti anzi se portanu via pure ji uffici e ji posti de lauro. 2) Se tengheno raggiò quiji che diceno ce stanno ji sordi. Se tengheno raggiò quisti che iceno che refanno tuttu putirria pure ji bona. Però se strillo co'jatri se pò ottenè quarcosa de cchiù pè la città. O Mejo la città se ripija quello che hannu portatu via in tutti sti anni. Per non remanì come Don Farcucciu, e penzenno che dopo sarria statu troppi tardi pe reconna le pechere, me so ittu e lo so ittu pure aji atri. Intantu partecipo a tutte le manifestazziò perchè ji revoglio L'aquila. Perchè se tingu raggiò quiji de "nu ce stanno ji sordi" arminu provo a sarvamme casema. Se tingu raggiò quiji de "ji sordi ci stannu tutti" me so persu solu un pò de fiatu pe lo strillà. Però so proato a fa recresce nu poco di cchiù la città. Questu perchè ecco nun se parla di russciu o de niro. Ecco se parla de ricustruì L'Aquila che non nè ne roscia nè nera. Perchè la ricustruziò frega solo agli aquilani. Jatri de fore non sapeanu gnentei de stà città. Prima l'aquila nun stea nemmenu alla cartina deju tempu della telivisiò!!! Aju momentu della scossa hannu ittu ma do' ca_zu se troa? Chè stà all'esteru? Po hannu penzatu che ju terremotu s'era sintitu troppu forte a Roma e non potea stà cusci lontanu. So jiti su internette e hannu scoperto che stavamu ecco. Ca_zu hannu ittu, mo' come facemo? Penzemo pure che a vive a L'Aquila ci stemo noiatri, issi fra pocu manco ci penzanu cchiù. L'Aquila anzi é solu nu problema pecchè nun fà quatrà ju bilanciu. Menu se spenne mejo è. Finitu ju primu casinu nun fregherà chiù gnenti a nisciunu. Pè dillo co' poche parole é statu nu peccatu che ju terremoto se sintitu pure in Giappò co ji sismografi. Sennò, vistu che era nu problema, nemmeno lo iceano alla televisiò e nun se sarria cacciatu nemmenu nu centesimu. Quannu so fatti sti discorsi m'hannu ittu che eru cumminista. Che rallenteo chi laorea pè la ricustruziò. Avoglia a faji capì che la pulitica nun c'entrea che ji penzeo solo aju bene de L'Aquila e che le manifestazziò eranu senza bandiere. Comunque tantu hannu ittu, tantu hannu fattu, che alla fine mannu fattu ncazzà e mannu costrettu a studiamme tutti ji decreti e le urdinanze pe poteji fa capi quello che stea a succede. Mannu custrittu a legge!! A mi!!! A mi che me leggeo solu ji jornaletti perchè ci steano le figure!! Penza nu pocu!!! Mannu costrettu a nformamme sopra le cose serie prima de parlà pe non esse preso pè c_lo da tutti ji amici mè. Mannu costrettu addirittura a non vedemme chiù le ballerine alla televisiò ma a perde tempu pe penzà aji ca_zi me. E furtuna che lo so fattu!!! Sapissi quante cose so scoperte!! E tutti quissi che prima parleno come jie lo so raccuntato hanno ittu: non é pussibile. La tilivisiò ice tuttu diversu! ji so rispustu: frejò 'nformate!!! Leggete ji ducumenti nun te cree tuttu quello che te racconneno. La tilivisiò funziona co nojiatri come nu facemo co ji quatranitti picculi. Nu co ji quatranitti pe faji sta boni je raccuntemu nu sacco de cose, ji raccuntemo pure chè isiste la befana. Cuscì fa la televisiò co gli aquilani e ji italiani. Ji taliani sannu che pè L'aquila stannu arrià nu saccu de sordi ma leggennu le urdinanze me sembra diversu. Unu pè pijamme in giru ha provatu ha fa 'na battuta. Ma questa alla fine a fattu vinì ju dubbiu a tutti. La battuta che ha ittu é: se ji teneo raggiò allora se unu tenea 'na casa cò du nummeri catastali una è seconna casa. Vistu quello che diceo ji suju casinu delle seconne case e vistu che ji sordi sembra ce stannu solu pè la prima, se tà capì se stu cristu vò recustrui la parte dò magna o quella a dò caca e dorme. Stu cristu in futuru o magnea o cachea e dormea. Era na' battuta e tuti se sò messi a rie. Ma dopu ha fattu penzà tutti. ha 'nnescatu ju dubbiu. Dopu che nun semo durmitu quarche notte pè ju penzieru che ce potea sta quarche cosa che non jea, se semo organizzati. Se semo organizzati pè studià la questiò. Ce 'ncuntremu tutti ji jorni, tutti 'nzieme sottu aju arberu de piru di fronne alla ex casa de Giovanni pè studià l'urdinanze e pe sarvasse ju futuru nostru. Pè vedè co ji occhi nostri se ce stannu a 'ncu_à. Semo partiti dalla coa perchè penzavamu de fà prima. Perciò semu provatu a legge le urdinanze che tingu ji moduli pe chiede ji sordi pe ricustruì. Pò semo capitu che servea pure ju decretu perchè ji sordi stannu scritti in quistu. Le urdinanze dicono solo come si tingo addoprà quiji stabiliti daju decretu. Ma ce semu subitu accurti pure che quarche atra nun ce quadrea.Non é ancora chiaru, ma mesà, sottu sottu ci sta la frecatura. Semo joranti e ci mettemo tempu pè capì. Ma quarche cosa, che non và, ci stà. Ju modellu delle urdinanze pè chiede ji danni é facile. Se tà mette solo quarche crocetta e rimpì du campi. Quello che nun rescemo a capì e pèrchè pe' ji casi nostri sembra non ci stingo ji posti pe le crocette. N'atra cosa é che leggennu gli articuli sembra che ce reanno solu na parte e no tuttu. Co' ji terremotu ju ghhiù furtunato é statu Pietru. Ha avutu la casa danneggiata ma de classe A. Ha scopertu nell'urdinanza che po pijà massimu 10.000 euro anche se cumprensivi di IVA e progettu. Ma da n'articulu dell'urdinanza sembra che gli sordi per reagli alla gente tingu vinì daju CIPE e daji risparmi che ce stanno se le persone abbandonanu le tende e tornenno alle case. Mo' Pietru, che secondu me é iscitu de testa, gira pè ju campu dicenno a tutti de rentrà cuscì a issu forse quarche cosa gli arriva e é ncazzatu niru co queji degli alberghi che custeno pure de chiu. E j'articulu 10 j'a missi sopra le spalle sè. Giovanni nun tenea na lira e ha fattu nu mutuo al 100%, ci ha fattu rentrà pure ji mobili e ju notaiu, pè nu totale de 200mila euro. Mo tè na casa dà dimulì. Leggennu ji articuli n'giru sembra che po' revenne all'agenzia co nu massimu de 150mila euro. Sembra che ji sordi pè fa questo vingu daji gratta e vinci. Ma se fosse cuscì doppu che ha revennutu tuttu all'agenzia e é statu aiutatu remane co nu debbitu de 50.000 euru e senza casa. Stemo ancora a apprufundì perchè se fosse cusci pe Giovanni sarria drammatica. Ju affittu da pagà e nù debitu de na casa revennutà sottucostu. E tà pure pregà che se venneno sti benedetti gratta e vinci senno ji debitu é ancora chiù rossu. Mo quarcunu dice che forse stemo a studià la prima ipotesi. Ma pe noiatri carta canta. Stemo a comunque a cercà la variazzio pè potè vede se nun ce sta quarche atra cosa sotto. Se nun trovemo la smentita pè giovanni so ca_zi. Pò ci stanno ji dubbi sulle seconde case, che sembranu seconde ma invece so prime. Sembra nu casinu come la so ittà ma me spiegu. Ju fiju de Francu se compratu na casa pè sposasse. ma non c'era ancora jitu perchè ancora nun se sposa. Mò questa chèe è? Se é seconda casa so ca_zi. Ju cognatu de Peppe s'é separatu. S'era recompratu casa ma ancora tenea j'indirizzo vecchiu. Mò questa chèe è? Se é seconda casa so ca_zi. Stu poeracciu nemmeno era riscitu a avè ju scontu dell'iva perchè tenea ancora la prima e quinni nemmeno é scrittu sopra ju attu de compera. Giuseppe tè n'atru dubbiu. Prima era nu signore vivea a nu beju cunduminiu, fore daju centru. A stu cunduminiu però ce steanu du che eranu compratu solo pe ji studenti. Addirittura una era na terza casa. Che tà fà stu poeracciu? Quiji du' tincu già ju problema che hannu persa la prima, penza se vunnu refà la seconda pè la quale sembra nun ce stannu ji sordi. Ju dubbiu è vo vedè che pure Giuseppe tà fa come Giovanni e remanì co ju debitu e senza casa? Stemo pure a cercà de capì che ta' fa Giovanna la figlia de Pietru che lavorea pè gli turisti. Pure su questo ci stà da capì. Nun se capisce perchè, se ci stannu ji sordi, ji stranieri si tingu adottà ji principali munumenti. Infatti ji 44 so ji chiu importanti, basta legge ju elencu. Pe ji atri munumenti chiù picculi nun se ice neinte. Eranu pure tanti, si ice fra 1000 e 2000. Se ice pure che gli danni so pe 3.000 milioni e ce ne stanno, sembra, solu 69. Vo vedè che sta pora figlia ta ji a laorà fore. Vo vedè che all'esteru a Dresda doppu la guerra hannu ricostruito tutta la città storica a partì dalle fotografie e ecco non lo vunnu fà? Diceno che é difficile a recostruì L'Aquila. Eppure a Dresda l'hannu fattu. Mo stemo a penzà che ca_zu ci sta di diverso a L'Aquila pe non potesse fà'. Forse é chiu difficile perchè lL'Aquila é chiù piccola oppure che non se vò fà? E in tar casu vaffanc_lo pure all'economia deju turismu. Quellu che non se po' portà via ci passanu co'na ruspa sopra perchè custa menu. Stemo ancora a laorà, a studià pè capì che stà a succede e se ce stemo a sbaglià. Potete participà tutti anzi é mejo, chiu semo a penzà mejo é. Però nu già stemo 'nnanzi co ju studiu. Allora a chi vo vinì icemo che è meglio che se remette 'mparu prima da solo alla tenda sè. Pò, po' vinì. Sennò perdemo tutti tempu. Però mo gli compagni mè, se stanno a remozzecà ju tutiglio pe' non esse vinuti alle manifestaziò. Pure issi mo icono che chi ci stea non era di nisciunu colore. Se so tarmente cunvinti che mo vunnu pure sapè quannu ci sta la prossima pe potè sveglià gli atri. Se so accorti che chi manifestea eranu solu pori cristi che rivindicheno ju dirittu de esse trattati come quigli atri pori cristi terremutati dell'Umbria, dell'Irpinia e deju Friuli. Chi manifestea vò ricustruì come quissi atri. Non sentisse di ice che gli atri hanno fattu tutto e chiu bellu di prima. Che issi so stati capaci de fallo co' ji sordi e gli aquilani nu so capaci de fallo senza sordi e senza postu de lauru che pure ce voleno portà via co j'articulu 11 dell'ordinanza me sembra della rejjo. Comunque ve aspettemo sottu aju piru pe potè studià. Conviene studià perchè come ice ju cacciavite é na' vitaccia. Scuseteme pè l'Aquilanu 'mperfettu ma ecco tretteca tuttu, e me manca pure ju tempu perchè tengo pure studià. La prossima ote giurò scrierò mejio. Comunque icono che ju terremotu é passatu ma jenotte sè svejiata pure la fajia dejiu Gran Sassu 4.6 alle 22:58:40. Pensete un pò ci hannu riittu pure alla tilivisiò. L'hannu riittu come se ji jorni arrete non avesse trettecatu e erano solu ji aquilani cuscì cacas_ttu da nun volè rentrà alle case!!!! (L'articolo é di solo fantasia, i nomi riportati sono anche essi di fantasia. Coincidenze con fatti veri sono una pura casualità)

LupoBianco

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25-06-2009 - Vorrei ringraziare la regione Liguria, il popolo di Pignone, la direzione e lo staff dell'albergo Europa a Lerici, la croce rossa e tutti quelli che hanno fatto possibile questa vacanza. Non ci sono parole per la loro ospitalità. GRAZIE!

Sandra Giampaoli

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Risposta di stefania - 29-06-2009
l'ospitalità e tutto quello che è stato fatto è arrivato davvero dal cuore da me come da tutti noi...tante volte si vorrebbe poter fare di più...prima o poi vi raggiungo però! vi ho nel cuore e mi mancate tanto

24-06-2009 - Ciao Nadia, Saw you message tonight - how are you all? I know from speaking to Rina, Ivana and Aldo that you have been very lucky and safe. How is Anna? I've not spoken to her for some time now - since the few weeks after the quake. It was extremely worrying and distressing to speak to you all and not be able to do anything - Anna was just so much in shock. I do sincerely hope that everything has settled down a little. We do not get as much news now, in fact the only news is on this site. I try to keep up to date as much as possible, and it is so fantastic to see that you are all trying to keep up the old traditions - it cannot be easy in times like this!! But such strength of character, support and great sense of community must be so rewarding. Take good care, give my love to your family, to Anna and if you see Sandro or my cousins in Camarda please tell them that you are all (and I mean all of you) always in my thoughts and prayers. This website, has to be without a doubt, the best thing ever for Assergi. Stay in touch. Ci sentiamo,

Assunta Spennati

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Risposta di Nadia - 24-06-2009
Ciao Assunta, isn't it great this blog that Antonio organised.It was great seeing your letter.We are all doing the best we can, and we are really really lucker,my family and the rest of Assergi, there are so many people who have lost everything and including loved ones.There are some days that i still can't believe this has happened.We are living in our house , but for the rest of Assergi, they are in there tents.It was going ok there for a while the quakes had settled down.Monday night it all started again.It was around 11pm and it just came from nowhere bang, the house started to shake,It hit 4.6,and there after it's one after another.Some people decided to re enter in their homes, so now there weren't that many left in the tents,and now it's full again,people are frightened.Nora and family i see them, they are fine,they are here in Camarda.Camarda really got hit bad.Il centro storico got hit the most. There are alot more people in Camarda without homes than Assergi. We won't have any Australians or another visitors this year,there is nowhere where they can stay, now with the G8 all the motels are full (the ones that were able to open)..... Like i said "we can't complain, we got thru this and there alot that didn't make it" Regards always with hugs and kisses.

23-06-2009 - Mi chiamo Maurizio, sono un V.d.S. di CRI Liguria (Cogoleto), vorrei tramite il tuo blog salutare e ringraziare tutte le persone che ho avuto modo di conoscere al campo nel periodo dal 9 al 18 giugno, sono stati splendidi mi hanno fatto sentire come a casa mia. In particolare nonno cocco, nonna maria e la coppia che lavorava in cucina con i nostri cuochi. Allego una foto del campo, e spero di sapervi presto di ritorno nelle vostre abitazioni. In bocca al lupo! Maurizio

Maurizio

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22-06-2009 - Prima di tutto...un saluto affettuoso a tutti... Poi ... un abbraccio ai miei bellissimi cugini australiani Elisa, Brendon e Bianca ... giovanna

anonimo

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22-06-2009 - QUESTO MESSAGGIO E PER LUIGINO FACCIA . CIAO LUIGINO SONO NELLA SPERO TUTTO BENE . VOLEVO SAPERE QUALCOSA RIGUARDO LE VERIFICHE SE SONO PASSATI DI NUOVO E SE PER CASO SONO ENTRATI ANCORA A CASA MIA' TI RNGRAZIO ANTICIPATAMENTE E UN CARO SALUTO NELLA CIAO

nella

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Risposta di Luigino deju Console - 22-06-2009
Cara Nella, la seconda verifica è difficile che la facciano in quanto alla semplice domanda, adesso va allegata una perizia di un tecnico ed una relazione fotorafica attestante l'aggravamento dei danni. Presentato tutto ciò possono anche decidere di non farla. La cosa da fare invece è aspettare l'apertura della zona rossa, che dovrebbe essere imminente, e far fare la verifica danni entrando a casa da via del Colle. Saluti Luigi

22-06-2009 - CIAO ANTONIO LE FOTO IN PROPOSITO TE LE SPEDIRO PER POSTA NORMALE PERCHE CI TENGO A RIAVERLE COSI COME LE HA CUSTODITE LA SIGNORINA ANNA E NATURALMENTE LE VORREI RIAVERE LAPRIMA VOLTA CHE VERRO AD ASSERGI SUL PLICO E ABBASTANZA METTERE GIAMPAOLI ANTONIO ASSERGI OPPURE ALTRO CIAO NELLA

NELLA

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Risposta di Antonio - 22-06-2009
Ciao Nella, puoi mettere Giampaoli Antonio Via delle Ville s.n.c. 67100 Assergi (AQ)

21-06-2009 - CIAO ANTONIO SONO NELLA TI VOGLIO CHIEDERE SE TI FA PIACERE RICEVERE DELLE FOTO IN BIANCO E NERO CHE A ME SONO STATE REGALATE DA UNA MAESTRA CHE HA INSEGNATO AD ASSERGI NEGLI ANNI CNQUANTA E SESSANTA SI CHIAMAVA ANNA LA SIGNORINA ANNA LA CHIAMAVAMO TANTI SI RICORDERANNO DI LEI ORA E MORTA . DIMMI S TI FA PIACERE E IO TE LE INVIERO. UN CARO SALUTO A TUTTI I PAESANI IN PARTICOLARE AD ANTONIETTA DOMENICO FDERICO E MICHELA CHE SONO ANCORA IN TENDA CIAO A TUTTI NELLA

NELLA

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Risposta di Antonio - 21-06-2009
Ciao Nella, sono foto interessantissime e sono molto contento di riceverle. Sto creando una Fotogallery con foto molto vecchie e anche quelle che mi invierai saranno inserite in questa fotogallery. Se puoi mandale per posta elettronica, altrimenti me le puoi mandare per qualcuno o per posta normale. Grazie in anticipo

20-06-2009 - Caro Antonio, non so se ti ricordi di me, sono Giusti Antonio dall'Australia, il cugino di Napoleone Francesco. Mando questo email maggiormente per ringraziarti per tutte le informazioni che ci mandi regolarlemte via l'internet. Da che ci fu il terremoto sono stato anzioso di imparare a usare l'internet e poterci aggiornare degli avventi in Assergi, L'aquila e tutti i paesi dell' Abbruzzo danneggiati dal terremoto. Ci dispiace molto di tutte le sofferenze che avete dovuto affrontare per causa del terremoto, vivere nelle tendopoli e non avere le comodita che offre la casa. Ci dispiace tanto che quasi 300 persone hanno perso la vita. Possiamo solo immagginare il grande dolore che sentono i loro familiari, ringraziamo Dio che Assergi se l'ha francata. Su i notiziari abbiamo letto che le autorita hanno stabilito le case che sono agibile e hanno dato la facolta che i padroni possono rientrare. Per favore da parte nostra, dai tanti saluti a tutti i tuoi familiari, parenti e tutti i nostri paesani. Un saluto particolare alla nostra cara zia Sarina, sua figlia Antonietta e la sua famiglia, speriamo che suo genere Luigi vada tanto meglio con la gamba che si era rotta. Ricevete un sinmcero saluto e tanti ringraziamenti da me, mia moglie Elizabetta, i nostri figli e le loro famiglie.

Giusti Antonio

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Risposta di - 21-06-2009
Hello Tony it's me Nadia,well how r u ? hopefully everything is ok.Read your letter and i thought i'd send u a small message.Looks like things might be getting better but the people are still frightened to enter in their homes.We r in our house,actually we have been living in it since that day(6th April) we have a house made of wood, which saved us from living in the tents.I don't think i could cope in them.Anyway nice to read your letter. ps.Antonietta and Zia Sarina well i see them nearly eeveryday,it's hard on Antonietta but she seems to be coping abbastanza ( thought i'd throw in a word in italian).I have the tentopli in front of my house. Regards Nadia Spennati

Risposta di - 21-06-2009
PSS FORGOT TO TELL YOU TO SYA HELLO TO ALL YOUR FAMILY.

Risposta di - 22-06-2009
A Giusti Antonio e Elisabetta, Great to see your writing here in this very informative blog. It is just great what Antonio has done and continues to do to keep us Assergesi "sparpagliati per il mondo" up-to-date with the news of our beloved town. Now that you're an expert with emails, I look forward to receiving a very informative message from you two. Un abbraccio [email protected]

Risposta di Sandra Giampaoli - 28-06-2009
Hi Uncle Tony, great to hear from you on the blog. We are currently in the tents, as we are not able to go into our house or the shop. Thank God for the red cross. Anyway we thank God that we are all well. Give my love to everyone Zio and a special hug to Joanne.

Risposta di Sandra Giampaoli - 28-06-2009
Hi Uncle Tony great to see you on the blog. We are currentlt in the tents because we are unable to go into our house or shop. Thank God we are all safe and well. Give my love to everyone and a special hug to Joanne

20-06-2009 - Auguroni ad Emanuele e Alessandra oggi sposi!!! Vi meritate un mondo di felicita' EVVIVA GLI SPOSI!!!!!!!!

LA FOLETTA

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19-06-2009 - Ciao Antonio grazie dell'inserimento delle mie foto sul blog, sarebbe bello peo' rivedere tante di quelle foto in bianco e nere di personaggi assergesi del passato. E magari se tutti potrebbero mettere delle foto di famiglia che sarebbe una ricchezza. Anche per tutti gli emigranti all'estero rivedere persone e ricordare altri tempi. Chissa' se sarebbe possibile costruire un album di vecchie foto sul blog.....vorrei invitare tutti gli assergesi a farlo e mandare delle vecchie foto che a me personalmente piacebbe tanto vedere. Ciao affettto

Franca (Australia)

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18-06-2009 - messaggio per Berlusconi: oh Berlusco'! E' la 14.ma volta che vieni a L'Aquila; se te piace così tanto perchè non ti compri casa mia? E' nu poche tritticata ma tanto te, co' li sordi che teni........ eppoi? Se te va'? Ce porti pure la Noemi! E' n'affare berlusco'! 50.000 e steme a pace cucinda sante

cifone

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18-06-2009 - In un paese avvezzo agli ossimori, dove le emergenze sono la normale amministrazione e dove alla prevenzione ci si pensa dopo le catastrofi, allorchè i sessantamila sfollati dell'Aquila hanno sentito parlare di case provvisorie ma anche durevoli, la notizia è stata accolta con compostezza. Quasi quattromila avveniristici moduli abitativi prefabbricati, montati su due o tre piani, adagiati su cuscini antisismici: ecco la prima, immediata soluzione proposta dal presidente Silvio Berlusconi, a beneficio di 13mila e forse più sfollati. Costeranno 700milioni di euro, l'edificio tipo costa 2,1 milioni di euro ha una superficie di 1700 metri quadrati e suddiviso in 35-30 alloggi di varia dimensione per circa ottanta persone. Ciascuna piastra antisismica di 2.200 metri quadri costa 600mila euro. Non è la new town annunciata dal premier a poche ore dal sisma, sul modello di Milano Due, bensì venti quartieri disseminati in altrettante aree dell'aquilano per una estensione di ben 160 ettari. Una new town diffusa, insomma, intorno alla città in aree agricole quasi tutte distanti chilometri dal centro, o nei pressi dei borghi medievali del comprensorio. Cosa costruire, come e dove è stato ufficialmente deciso in procedura d'urgenza e in deroga ai normali iter amministrativi dal commissario Guido Bertolaso. Il sindaco Massimo Cialente alza le spalle e conferma: “Hanno deciso tutto loro, io ho solo impedito che realizzassero un'unica mostruosa new town. Ci dovremo ora impegnare a non trasformare questi quartieri in tanti piccoli ghetti”. In una lettera del nove maggio il sindaco esprime però apprezzamenti sulle localizzazioni scelte dal Commissario, rese note la settimana seguente, di concerto con tecnici del Comune e gli esperti fiduciari Marino Bruno e Vincenzo De Masi. “La Protezione civile – garantisce comunque il sindaco – ha scelto con un setaccio rigorosissimo, sulla base di rilievi del rischio sismico e idrogeologico, e senza sapere di chi fossero le terre.” Ma cosa ne pensano le migliaia di terremotati che in queste case dovranno viverci per un periodo temporaneo lungo anche anni? Fino all'altro ieri nelle tendopoli se ne sapeva poco o nulla, la soluzione prospettata è stata poi generalmente considerata un'alternativa migliore rispetto ad un inverno dentro una tenda in una delle città più fredde d'Italia. Ha creato indubbio consenso il piglio decisionista di Berlusconi, un leader capace in poche ore di restituire la dentiera ad un'anziana signora, e di progettarti una nuova città in sole due settimane. Un idillio che ora però si sta incrinando. I tanti sfollati che si sono visti espropriare da un giorno all'altro i loro terreni hanno assediato il quartier generale della Dicomac: “Il terremoto ci ha portato via la casa – hanno urlato disperati - ora ci volete togliere quell'unico pezzetto di terra che ci era rimasto!”. Rabbia e sconcerto si diffonde poi tra i cittadini di Onna, paese simbolo della tragedia aquilana, con i suoi 41 morti, meta di pellegrinaggio di vip e leader politici dall'espressione mesta e contrita. Il paese rischia di non essere ricostruito perchè, a quanto pare, si trova in una zona a forte rischio idrogeologico. “Come la vicina area industriale - accusano gli abitanti - che invece verrà rimessa a nuovo ed anzi ampliata” Forti critiche vengono poi espresse dalle centinaia di cittadini e studenti che si sono uniti in tanti comitati e che vogliono essere protagonisti della ricostruzione della città in cui hanno deciso nonostante tutto di restare a vivere. Sono questi giovani ciò che resta della ricchezza culturale dell'Aquila, dopo la diaspora post-sismica, la materia prima dell'economia della conoscenza, come pontificavano i politici nelle varie conferenze e comizi, e che ora, nel momento del maggior bisogno di intelligenza e progettualità quasi nessuno, nelle alte sfere, prende in considerazione. Tra questi c'è Antonello Ciccozzi, ricercatore di antropologia culturale dell'Università dell'Aquila. Traccia su un foglio di carta tre cerchi concentrici e spiega. “ Le new town sono state pensate fuori dalla cinta periferica, oltre il terzo anello, distinte dai confini urbani. Sono espressione di un moto di separazione, di allontanamento degli sfollati, e probabilmente, tramite ciò di rimozione dell'evento catastrofico”. Le new town gli ricordano le aree Peep, che durante sacco edilizio di Roma, raccontato da Pier Paolo Pasolini, spuntavano nelle campagne come barbari all'orizzonte. C'era la possibilità, argomentano i giovani urbanisti, di scegliere aree più vicine al centro, piazzare i moduli al posto di molti palazzi crollati, per non stravolgere il tessuto urbano e mantenere una continuità biografica tra il prima e il dopo. Non si capisce inoltre perchè non siano stati utilizzati a costo zero terreni demaniali come la Polveriera o l'area delle casette Cogefar, o anche le caserme dismesse. Ci si chiede perchè poco o nulla si sia fatto per utilizzare come temporanea sistemazione, tutti gli appartamenti sfitti e agibili della città. Una risposta a questa strategia dell'altrove - dei luoghi e delle scelte - la fornisce l'architetto e dirigente regionale Antonio Perrotti, una sorta di Lombroso delle mappe catastali, capace di leggere nella filigrana dei lotti gli interessi politici ed economici che dominano la città dal dopoguerra ad oggi. “La scelta delle aree - spiega - non dipende solo da criteri idrogeologici. Sono stati risparmiati dall'esproprio grandi lotti in prossimità del centro storico, di proprietà di aristocrazie terriere e immobiliari, e che tra qualche anno varranno oro “ Qualche esempio: “Gli ettari di Lenze di Coppito, inseriti già nel Prg vigente come area di espansione edilizia e direzionale, vicina all' ospedale e all'università potrebbero essere stati salvati dalla divina provvidenza – ironizza Perrotti - essendo oggetto di un accordo di programma che vede protagonisti le banche e anche gli enti ecclesiastici.” Le piccole new town, prosegue l'architetto “sono in molti casi cunei di urbanizzazione che moltiplicheranno il valore delle terre circostanti. Un esempio sono i siti di Bazzano e Sant'Elia, intorno a cui da anni insiste la proposta di un programma di riqualificazione urbana”. Secondo questa lettura, insomma, gli aquilani vengono allontanati dalla loro città per salvaguardare, sotto le antiche mura, gli spazi di manovra politica ed economica della ricostruzione. Un'altra possibile lettura di ciò che sta accadendo la fornisce indirettamente Aldo, un pensionato che era solito trascorrere le giornate ad osservare la varia e vociante umanità che gironzolava tra le colorate bancarelle del mercato di Piazza Duomo. “Io ho settantanni – spiega- non tornerà mai più passeggiare nella mia città – e non voglio morire in una palazzina in mezzo alle campagne. Penso che venderò ciò che resta della mia casa in centro e andrà via”. Una scelta che faranno anche molti precari e giovani coppie che hanno un mutuo sulle spalle, i tantissimi non residenti che in centro hanno seconde case lesionate, e non avranno soldi per ristrutturarle. Pronti ad acquistare sono la Fintecna e chi in Italia ha ingenti capitali da investire a lungo termine. Per sfuggire all'insopportabile afa che avvolge le sonnolente tendopoli, saliamo fino ad Assergi, alle porte del Parco nazionale del Gran Sasso. E' un antichissimo borgo di casupole arroccate su una rupe, per la paura degli eserciti invasori, ma anche per il piacere tutto mediterraneo di poter chiacchierare lungo i vicoli, da finestra a finestra. Come accadrà a Collebrincioni, Arischia, Camarda, Roio e in altri paesini colpiti dal sisma, anche nei pressi di Assergi sorgerà una sorta di new-village di moduli abitativi, che ospiteranno nei prossimi anni sessanta famiglie e forse più. I condòmini solo in piccola parte saranno di Assergi, gli altri arriveranno dal capoluogo, ci andranno a vivere anche famiglie di migranti. E' altissimo pertanto il rischio di una difficile convivenza e di conflitti anche inter-etnici. Nelle tendopoli sparse sulle montagne e nelle valli, si aggirano anziani pastori transumanti, giovani agricoltori e donne dallo sguardo di brace che sono tutt'uno con la loro terra, con i labirinti di pietra del loro paese. E' possibile qui incontrare poeti a braccio che conoscono la Divina commedia a memoria, matriarche nerovestite che si sono salvate dal terremoto interpretando i sogni e dando retta al procurato allarme delle loro galline, forestieri fuggiti dalle città in cerca del silenzio e della semplicità. Che senso ha trasformare queste persone in silenziosi vicini di pianerottolo, impilare una comunità dentro pur confortevoli palazzine d'alta quota dove, direbbe Ennio Flaiano, non vale la pena di amare e soffrire, procreare e morire?

Filippo Tronca

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18-06-2009 - 1 Prossimità e identità culturale dell’Aquila: come tutelare il genius loci Di Antonello Ciccozzi1 L’allocazione dell’edilizia d’emergenza rischia di diventare un doppio sfregio: all’identità culturale dei singoli cittadini aquilani sfollati che saranno in gran parte deportati ai margini del territorio comunale, e al territorio rurale che verrà deturpato da un’architettura dai connotati urbani. I poteri istituzionali locali dovrebbero farsi carico di una strategia che li configuri alla stregua di numi tutelari del genius loci2. Questa al momento - riguardo l’allocazione sul territorio dell’edilizia di emergenza - può essere individuata nella necessità di adottare criteri di prossimità alla cinta della periferia urbana, come strumento di preservazione identitaria della città e come tutela dal rischio di territorializzazione dello spazio rurale comunale con artefatti dai connotati urbani che rischiano di stravolgerne la vocazione “verde”. Se per il territorio urbano dovrebbe valere il principio “nuovi condomini ecosostenibili il più vicino possibile alla città per far restare tutti gli aquilani accanto a L’Aquila”, per il territorio rurale sarebbe opportuno basarsi sul “fare casette di legno per gli sfollati del paese, vicino al paese”. C’è altro modo per armonizzare questi nuovi e necessari artefatti di emergenza con la varietà delle peculiarità geografiche del comune? Dalla visione della collocazione prevista per l’edilizia d’emergenza post-terremoto sul territorio del comune dell’Aquila non può non trasparire una forte perplessità riguardo al fatto che la maggior parte dei siti appaiono lontani dal territorio urbano, dislocati in aree rurali del comune. Considerando che gran parte degli sfollati abitava a L’Aquila, nella città dell’Aquila, questo pone gravi dubbi su due ordini di questioni: prima di tutto gran parte di chi viveva in territorio urbano sarà costretto a una deportazione lontano dalla città, poi di conseguenza i territori rurali subiranno l’impatto di un’edilizia che non manifesta armonia nei confronti delle peculiarità qualitative dei luoghi in cui verrà imposta. Chi ha progettato quest’operazione ha idea che lo spazio comunale aquilano non è omogeneo, trattabile solo in termini quantitativi, ma presenta un’eterogeneità tra territori urbani e territori rurali, che risponde a diverse qualità dei luoghi? Ha idea che questo criterio di demarcazione – il rispetto reciproco della varietà degli ambiti urbani e di quelli rurali – dovrebbe porsi assolutamente come primo punto in un’individuazione che tenga conto degli aspetti qualitativi del vivere? Stando alle dichiarazioni riportate si evince che le richieste del sindaco per l'individuazione delle aree sono state tre: “No alla New Town, distribuire sul territorio i nuovi insediamenti e localizzarli il più vicino possibile alle frazioni”3. Localizzarli il più possibile vicino alle frazioni? Sarebbe forse stato più assennato dire “localizzare gli edifici con caratteristiche architettoniche urbane il più vicino possibile alla città consentendo a tutti gli aquilani di restare limitrofi alla città, pensando per 1 Docente di antropologia culturale presso l’Università degli Studi dell’Aquila. 2 All’incrocio tra architettura antropologia culturale, il concetto di genius loci si riferisce ai processi di interazione, messi in atto attraverso la funzione enzimatica del sistema di abitudini di vita, tra luogo e identità. Tale interazione costituisce il complesso di sostegno, la base necessaria dell’habitat culturale entro cui si formano gli orizzonti locali del vivere-in-società. 3 http://www.abruzzo24ore.tv/news/Case-provvisorie-come-e-avvenuta-la-scelta-delle-aree/11126.htm 2 le frazioni un’edilizia sostenibile dal punto di vista paesaggistico e identitario”. Inoltre tale dichiarazione chiarisce, una volta per tutte, che ai poteri istituzionali locali è stato riconosciuto un ruolo nella localizzazione, e quindi una responsabilità (che non può essere attribuita solo alla Protezione Civile sostenendo che “decidono tutto dall’alto senza ascoltarci”). Tra l’altro le commissioni che il Comune ha indetto per discutere della questione hanno visto dibattiti sull’argomento orientati essenzialmente in base alla dicotomia privato/pubblico riguardo alla proprietà dei terreni (ossia in base a una visione utilitaristica in cui questo o quel consigliere difende questo o quel terreno). Tale orientamento rivela una disattenzione al livello esistenziale, qualitativo, esprimibile nei distinguo vicino/lontano e alla relazione tra forma abitativa e caratteristiche del luogo. Riguardo poi il fatto, poco discutibile, che si siano seguiti criteri di scelta ispirati alle caratteristiche idrogeologiche e sismiche dei suoli sorge un dubbio che, vedendo una cartina geografica che rappresenta degli aggregati sistemati ai margini del comune più che a quelli della città, resta molto forte: quanti suoli comunque adatti e più vicini alla città sono stati risparmiati per renderli disponibili ad altri appetiti? Non è lecito chiedersi se in qualche misura tali criteri siano stati utilizzati solo dopo una pre-selezione fatta in base a criteri clientelari? Inoltre disgraziatamente la pratica degli espropri porta a una polarizzazione del territorio: da un lato gli sfortunati che si vedono la terra portata via “per un tozzo di pane” (si parla di sei, dieci euro a metro quadro, il costo di un panino al bar o poco più); dall’altro i proprietari dei terreni risparmiati vicini si proporranno a breve probabilmente a duecento e più euro a metro quadro. Non si tratta della brutta figura di fronte ai media che in questi giorni ritraggono semplicisticamente gli abruzzesi che non vogliono dare la terra per far fare le case allo Stato: la questione andrebbe posta, non da una prospettiva sottolineante l’egoismo, ma dal verso che possa far emergere l’ingiustizia del “mors tua vita mea” insito in questo dispositivo perversamente iniquo. In tale scenariol’arricchimento di alcuni è complementare, dipendente dalla sfortuna di altri. Solo alzare i prezzi degli espropri e porre un limite a quelli dei terreni edificabili futuri potrebbe portare a un antidoto contro questa penosa commediola dello sciacallaggio interno. Personalmente sospetto che, se avessero pagato i terreni in questione in modo profumato, l’edilizia d’emergenza sarebbe venuta a finire incollata alla città. Venendo alla questione dell’identità cittadina andrebbe compresa a fondo l’opportunità, probabilmente necessaria, di seguire un insieme di criteri ispirati a principi di prossimità rispetto alla localizzazione abitativa antecedente al sisma. Questa soluzione potrebbe farsi strumento di preservazione identitaria in una città già minacciata da un esodo al quale le nuove abitazioni di emergenza, se espulse dalla limitrofia rispetto alla cinta urbana, finirebbero col partecipare in modo preponderante. Vale a dire che la sistemazione promessa agli sfollati aquilani – in nome dell’emergenza dell’efficienza, della sostenibilità, della temporaneità dei prossimi dieci anni – dal progetto C.A.S.E. dovrebbe essere messa in atto non in una logica di separazione, ma riportando le famiglie il più vicino possibile rispetto a dove si era vissuto fino al 6 aprile. Ciò per mantenere un senso dell’esistenza-nel-luogo che altrimenti minaccerebbe di degenerare in angoscia da spaesamento, cosa che avviene quando si è costretti alla distanza coatta da ciò che – nel senso più ampio del termine – si era costruito durante la vita, e per un futuro a cui si ha ancora diritto ad aspirare. Purtroppo tali abitazioni ove poste in gran parte fuori dalla cinta periferica, distinte dai confini urbani, rischiano di configurarsi come espressione di un moto di separazione, di allontanamento 3 degli sfollati (e probabilmente, tramite ciò, di rimozione dell'evento catastrofico). In tal modo si delinea una cittadinanza di serie B, espulsa dal territorio urbano del comune, esiliata per anni (cinque? dieci? quindici?) in un’altrove rurale, dentro abitazioni che deturperanno luoghi in cui sarebbe stato più sensato pensare a un’edilizia in legno finalizzata unicamente all’alloggio degli sfollati dei paesi a cui il territorio pertiene. Per molti versi quest’allontanamento lascia pensare a una pulsione illusoria votata cancellare il sisma dal luogo espellendone le conseguenze: lontano dagli occhi, lontano dal cuore. Per altri versi è da tenere attentamente in considerazione che la costruzione di una periferia distanziata dagli attuali limiti urbani produce uno spazio urbano intermedio vuoto, perimetrando la città con una cinta larga dai cinque ai dieci chilometri di territorio rurale in bilico, di “verde precario” facile preda di future speculazioni edilizie. Al posto di quest’anello disgiunto e distaccato dalla città, di questa vera e propria formazione sostitutiva praticata a mezzo di una strategia dell'altrove, andrebbe pensata una modalità di integrazione, che produca continuità con il vissuto. Solo ciò consentirebbe il mantenimento dei nessi esistenziali che sostengono il quotidiano, come momento di riproduzione concreta dell’orizzonte di valori domestici che fonda l’essere al mondo. È in merito da considerare che i rischi di ghettizzazione che molti già temono non derivano solo dal “come” (dalle caratteristiche intrinseche dei moduli abitativi) ma anche, e soprattutto, dal “dove” (dal luogo di collocazione, e da quanto è dato a vedere è lecito pensare che queste abitazioni si integrerebbero bene in una periferia urbana). “I casermoni che ci farà la Protezione Civile saranno un ghetto”, questa è la frase sentita dire, la visione che spesso trapela; Ancora, chiediamoci per cortesia: questi edifici saranno un ghetto per come sono progettati o per dove andranno posti? Bisogna fare attenzione: la creazione di habitat urbani permanenti decentrati e disgiunti dalla città si pone come elemento di rischio nella riproduzione dei nessi identitari, e finirebbe col rivelarsi come fattore di destrutturazione del genius loci che conferisce significato al vivere. Ci si chiede come si possono incentivare gli sfollati urbani, mezza città, a non lasciare L’Aquila, ma finora si promette a molti di essi una sistemazione che rivela già una messa in esilio geografico dalla quotidianità che c’era prima del 6 aprile. Occorre porre l’accento su un fatto: L’Aquila è ferita, ha bisogno di cure, di vicinanza, non di distanza, di separazione. La separazione si configura come una sorta di atto di crudeltà contro un malato infettivo, come premessa di abbandono, di condanna alla morte culturale di chi ha avuto la sfortuna del danno alla casa. Passato il tempo del cordoglio - dopo aver pianto e onorato gli estinti, ora, con il cuore spezzato dal dolore - siamo di fronte al fatto che questo terremoto ha procurato circa 10000 vivi, tutti senza più il centro storico, la fonte di riconoscimento identitario, il deposito di memoria collettiva in cui ogni vissuto trovava elementi culturali di riproduzione; tra questi ci sono molti che oltre a non avere più il centro storico sono anche realmente senzatetto, privati della casa, del supporto necessario per la quotidianità domestica, per la coltivazione delle abitudini intime che danno misura all’esistenza. Il progetto C.A.S.E. può significare un’operazione speculativa, un’urbanistica dalla forma imposta dalle istituzioni nazionali e dai criteri di localizzazione determinati da una comunicazione inefficace tra Protezione Civile e Comune. Ciò stravolge e deteriora la qualità della vita com’era prima del sei aprile. Nella peggiore delle ipotesi i poteri istituzionali speculeranno sulla produzione imponendo una forma abitativa unica per città e campagna, e quelli locali speculeranno imponendo una localizzazione rurale di artefatti urbani orientata a preservare il valore di terreni difesi dai potentati del posto. 4 All’opposto l’edilizia d’emergenza proposta potrebbe essere un passaggio di una ricostruzione verso un mondo locale che si vorrebbe almeno come era prima (mentre in molti sperano possa anche migliorare temendo il peggio allo stesso tempo). Chiedere un’edilizia di emergenza contigua ai luoghi e differenziata tra città e paesi significa farsi carico dell'evento, interpretarlo non come una vergogna da rimuovere altrove, bensì come un segno nel qui; un complesso architettonico a cui dare senso e che dia senso alla situazione. Per la città quest’anello di “case portate dal terremoto” può essere vissuto nella limitrofia come occasione per coltivare, nei tempi lunghi della ricostruzione, un’estetica dell’emergenza che è premessa per la ricostruzione di una volontà dell’essere in loco, e di riproduzione di una città che abbia delle caratteristiche di desiderabilità che possano mantenere le relazioni culturali ed economiche con la nazione e con il mondo. Il problema non è, come si è detto, la minaccia di ritrovarsi in “case popolari” (chi ha detto che sono intrinsecamente disumanizzanti?) ma di seminare sul territorio “case populiste” (quelle sì, lo sono). È inevitabile: per decine di anni a venire – forse per sempre – il terremoto che c’è stato diventerà come una scarificazione, un tatuaggio sulla pelle della città. Porterà segni a cui va dato senso se si vuole lottare per un futuro votato al supermento del trauma per mezzo di un processo di attraversamento consapevole che restituisca a L’Aquila almeno il rango di prima. In conclusione occorre sottolineare che l’identità non è un qualcosa di inamovibile, e con tutta probabilità il terremoto causerà dei mutamenti profondi alla cultura antropologica dei luoghi che sono stati colpiti. Il problema sta nel fatto che nella situazione attuale si rischia di cambiare in peggio a causa del terremoto portato da competenze già dubbie e per giunta rese isteriche dalla velocità e la saturazione di informazioni entro cui – sempre - si svolge la politica dell’emergenza. Se la New Town proposta all’inizio dalla Protezione Civile poteva sembrare carica di rischi di mutamento radicale del “senso del prima”, quasi sicuramente l’attuale assetto deciso per questi alloggi, pur essendo partito da una volontà di difesa identitaria, si tradurrà in una New Town esplosa sul territorio, letteralmente dis-integrata, in quanto intrinsecamente carente dell’integrazione che avrebbe potuto garantire un corpo insediativo separato, ma prossimo alla città e organico, che avrebbe portato un’integrazione certamente “altra” rispetto a quella di prima del 6 aprile, ma comunque un’integrazione urbana nel rispetto della differenza del territorio rurale.

Piero Orsini

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18-06-2009 - Ciao a tutti, mi chiamo Fabio, sono un volontario della CRI che ha avuto la fortuna di fare servizio nel campo di Assergi. scrivo perchè ho ricevuto una mail (che vi riporto qui sotto) che mi ha lasciato un pò perplesso. Mi piacerebbe sapere da voi che avete vissuto in prima persona la situzione di quel periodo cosa ne pensate..... buona lettura e saluti a tutta Assergi. Oggetto: HO VISTO L 'AQUILA Lettera a mia moglie scritta ieri notte Ho visto l 'Aquila. Un silenzio spettrale, una pace irreale, le case distrutte, il gelo fra le rovine. Cani randagi abbandonati al loro destino. Un militare a fare da guardia a ciascuno degli accessi alla zona rossa, quella off limits. Camionette, ruspe, case sventrate. Tendopoli. Ho mangiato nell'unico posto aperto, dove va tutta la gente, dai militari alla protezione civile. Bellissimo. Ho mangiato gli arrosticini e la mozzarella e i pomodori e gli affettati. Siamo andati mentre in una tenda duecento persone stavano guardando "Si Può Fare". Eravamo io, Pietro, Michele, Natasha, Cecilia, Anna Maria, Franco e la sua donna. Poi siamo tornati quando il film stava per finire. La gente piangeva. Avevo il microfono e mi hanno chiesto come si fa a non impazzire, cosa ho imparato da Robby e dalla follia di Robby, se non avevo paura di diventare pazzo quando recitavo. Ho parlato con i ragazzi, tutti trentenni da fitta al cuore. Chi ha perso la fidanzata, chi i genitori, chi il vicino di casa. Francesca, stanno malissimo. Sono riusciti ad ottenere solo ieri che quelli della protezione civile non potessero piombargli nelle tende all'improvviso, anche nel cuore della notte, per CONTROLLARE. Gli anziani stanno impazzendo. Hanno vietato internet nelle tendopoli perché dicono che non gli serve. Gli hanno vietato persino di distribuire volantini nei campi, con la scusa che nel testo di quello che avevano scritto c'era la parola "cazzeggio". A venti chilometri dall'Aquila il tom tom è oscurato. La città è completamente militarizzata. Sono schiacciati da tutto, nelle tendopoli ogni giorno dilagano episodi di follia e di violenza inauditi, ieri hanno accoltellato uno. Nel frattempo tutte le zone e i boschi sopra la città sono sempre più gremiti di militari, che controllano ogni albero e ogni roccia in previsione del G8. Ti rendi conto di cosa succederà a questa gente quando quei pezzi di ***** arriveranno coi loro elicotteri e le loro auto blindate? Là ???? Per entrare in ciascuna delle tendopoli bisogna subire una serie di perquisizioni umilianti, un terzo grado sconcertante, manco fossero delinquenti, anche solo per poter salutare un amico o un parente. Non hanno niente, gli serve tutto. (Hanno) rifiutato ogni aiuto internazionale e loro hanno bisogno anche solo di tute, di scarpe da ginnastica. Per far fare la messa a Ratzinger, il governo ha speso duecentomila euro per trasportare una chiesa di legno da Cinecittà a L 'Aquila. Poi c 'è il tempo che non passa mai, gli anziani che impazziscono. Le tendopoli sono imbottite di droga. I militari hanno fatto entrare qualunque cosa, eroina, ecstasy, cannabis, tutto. E ' come se avessero voluto isolarli da tutto e da tutti, e preferiscano lasciarli a stordirsi di qualunque cosa, l'importante è che all'esterno non trapeli nulla. Berlusconi si è presentato, GIURO, con il banchetto della Presidenza del Consiglio. Il ragazzo che me l 'ha raccontato mi ha detto che sembrava un venditore di pentole. Qua i media dicono che là va tutto benissimo. Quel ragazzo che mi ha raccontato le cose che ti ho detto, insieme ad altri ragazzi adulti, a qualche anziano, mi ha detto che "quello che il Governo sta facendo sulla loro pelle è un gigantesco banco di prova per vedere come si fa a tenere prigioniera l 'intera popolazione di una città, senza che al di fuori possa trapelare niente". Mi ha anche spiegato che la lotta più grande per tutti là è proprio non impazzire. In tutto questo ci sono i lutti, le case che non ci sono più, il lavoro che non c 'è più, tutto perduto.Prima di mangiare in quel posto abbiamo fatto a piedi più di trechilometri in cerca di un ristorante, ma erano tutti già chiusi perchè i proprietari devono rientrare nelle tendopoli per la sera. C 'era un silenzio terrificante, sembrava una città di zombie in un film di zombie. E poi quest'umanità all'improvviso di cuori palpitanti e di persone non dignitose, di più, che ti ringraziano piangendo per essere andato là. Ci voglio tornare. Con quella luna gigantesca che mi guardava nella notte in fondo alla strada quando siamo partiti e io pensavo a te e a quanto avrei voluto buttarmi al tuo collo per dirti che non ti lascerò mai, mai, mai. Dentro al ristoro privato (una specie di rosticceria) in cui abbiamo mangiato, mentre ci preparavano la roba e ci facevano lo scontrino e fuori c 'erano i tavoli nel vento della sera, un commesso dietro al bancone ha porto un arrosticino a Michele, dicendogli "Assaggi, assaggi". Michele gli ha detto di no, che li stavamo già comprando insieme alle altre cose, ma quello ha insistito finchè Michele non l'ha preso, e quello gli ha detto sorridendogli: "Non bisogna perdere le buone abitudini". Domani scriverò cose su internet a proposito di questo, la gente devesapere.Anzi metto in rete questa mia lettera per te. Andrea Gattinoni, 11 maggio notte.

Fabio

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Risposta di CRI75 - 18-06-2009
Ho amici in diverse tendopoli (centi colella, paganica, sassa,)...e tutto quello che scrivi è assolutamente incredibilmente falso!!! Anzi sono coloro che sono all'interno delle tendopoli che vogliono più controlli...e a centi colella grazie alla CRI si evitano i casini che ci sono a Piazza d'armi, dove per colpa di immigrati, fatti entrare dal buon mortedellone amico della nana, girano coltelli e per dispetto si tagliano anche le tende. La messa solenne ratzinger non l'ha tenuta...200.000 euro mi sembrano siano meno dei 5.000.000 di euro che la CEI ha portato per mano di Bertone. Sono punti di vista...c'è chi dice che in afghanistan gli italiani (tra cui miei amici alpini) vanno a sparare alla gente indifesa...tutto è discutibile...ma cavolo...c'è un limite alla decenza...

Risposta di - 18-06-2009
E anche la colpa dei disagi nelle tendopoli è di Prodi...

Risposta di Luciano Mosca - 19-05-2011
E' la prima volta che leggo il messaggio di Fabio,(da denuncia) come può dire e scrivere certe cose false-assurde..........ma quale film ha visto??????? Certo che la politica fatta in questo modo fa schifo per attaccare Berlusconi scrive tutte quelle cazzate."Politica" a parte io ringrazio tutti i volontari e militari e vigili che ancora oggi ci stanno aiutando.Articoli come quello non dovrebbero nemmeno essere pubblicati.Vergognatiìììììììììììììì

18-06-2009 - CONGRATULAZIONI AD "ASSERGI RACCONTA" PER AVER RAGGIUNTO 10000 VISITE.... UN GRANDE TRAGUARDO SEGNO DI UN GRANDE AFFETTO PER IL PAESE... UN APPLAUSO SOPRATUTTO AD ANTONIO.... PROPONGO UN EVENTO PER FESTEGGIARE...

PAOLA

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17-06-2009 - Ricordiamo ai nostri lettori che non si accettano messaggi anonimi

Antonio Giampaoli

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17-06-2009 - COMUNICAZIONE e DISINFORMAZIONE comunicare vuol dire informare? e l'informazione è anche disinformazione? o è informare secondo le proprie conoscenze, capacità o competenze? può succedere che la disinformazione sia migliore dell'informazione e la migliore intenzionale informazione non comunichi come la peggiore disinformazione. non è uno scioglilingua nè un'elucubrazione dovuta all'ora di pranzo; è semplicemente una riflessione dopo la manifestazione di ieri a montecitorio contro il decreto abruzzo. ho "litigato" nei vari forum con almeno cento persone e, a parte due o tre aquilani, è diffusa la convinzione che "noi manifestanti" siamo soggetti della peggior specie: - ingrati - comunistelli - ipocriti - piagnoni - terroni senza palle - egoisti - ecc.. alla fine ho rinunciato e mandato tutti a fanculo; come basta una foto di un semplice manifesto, un audio preso in un contesto più generale, un'intervista tra cento e il messaggio che si trasmette generalizza in un'idea tutta l'ansia, la preoccupazione, la volontà di capire, la volontà di uscire da questa situazione tremenda. la cosa ancor più drammatica, apposta parlo di comunicazione, non è far apparire uno scenario a seconda dello schieramento politico, ma quello di dare un "taglio" basato sull'effetto che prescinde dalla politica e questo taglio è stato riportato da tutti i giornali del web che ho visitato ed ancor più drammatico è il fatto che, questo "taglio", così come viene dato dovrebbe esser valutato e considerato da persone che non sanno un c***o della situazione, che vivono a migliaia di km di distanza e che non sono coinvolti neanche psicologicamente dalla situazione esistente. cifone

sante - cifone

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Risposta di - 17-06-2009
Meditare sul fatto che magari sia tu ad essere in errore no?? Se 100.000 aquilani del cratere (tra cui io) debbano essere rappresentati da 600 persone di cui 500 militarizzati dalla pezzopane (affluiti anche con bus prepagati)..secondo te è giusto o sbagliato? A prescindere dal merito...

Risposta di Roma - 18-06-2009
Contestare la manifestazione significa accontentarsi di campare di elemosina e di chiacchiere. E' sbagliato pretendere che le promesse vengano poste per iscritto, dato che "verba volant e scripta manent"?? Sul decreto Abruzzo non c'è scritto niente su fondi e tempi tranne "si delega tutto alla protezione civile" e "decideremo tutto successivamente". Se ti va bene così...

Risposta di Aq77 - 18-06-2009
io sono andato a vedere i pilastri in acciaio e le basi in cemento armato...gli operai mi hanno detto che faranno 3 turni al giorno per coprire le 24 ore...non mi sembra tanto verba....perchè dobbiamo sempre e comunque fare i disfattisti?? servirebbe tanta unità...e dovrebbero essere prima gli aquilani ad aiutare gli aquilani.. mica siamo a Napoli (con tutto il rispetto), dove si attende a bocca aperta che cada tutto dal cielo. La bozza di decreto l'ho letta....copre anche le unità non adibite ad abitazione (garage, stalle, ecc.) gli immobili ad uso di enti ed associazioni, ecc...in umbria non è stato cosi...poi ci si lamenta dell'indicazione di fondi certi....ma se non hanno fatto la rilevazione dei danni del centro storico..secondo voi come potrebbero fare?. Poi si valuti a novembre..con onestà e considerando i danni...andate a Tempera, paganica, san gregorio ecc...

Risposta di bbbbb - 19-06-2009
Ti faccio allora una semplice domanda...tu la bozza di Legge l'hai letta prima di andare a manifestare? Onestamente rispondi....io su dieci per ora ne ho trovato 1. Non discuto l'attenzione, ma l'andar contro sempre e comunque disinformati si

Risposta di aaaaa - 18-06-2009
Sono una persona che nella tragedia aquilana non ha riportato nessun danno alla sua casa classificata A. Ho pagato l' iICI con aliquota seconda casa , ho ricominciato a pagare le utenze (nonostante non sia padrone di andarvi e non ora ma chi sa per quanto tempo ancora e sei mai potro farlo) non aspettando nessuna deroga.Ho ragguinto una eta' per cui mi reputo una persona che definirei tranquilla, ho partecipato alla manifestazione di protesta quindi per solidarieta' . Non ho idee preconcette quindi giudico ogni volta in base ai fatti e le informazioni che mi faccio,tutto cio' per dire che mi sembra un po' ridicolo dare del comunista o peggio del facinorosi a quelle persone che vi posso assicurare erano ben piu' delle seicento a detta di alcuna stampa e che comunque la maggiore televisione e non era Mediaset ) ha completamenta ignorato.Quando si perde di vista il fine (oserei dire l'interesse comune ) e si comincia a scadere in accuse tra sinistra e destra ,sento qualcuno che tira in ballo Prodi e perche non Natali? .Il tempo e' come dicevano i nostri antenati Galantuomo pero' diamogli una mano si deve essere partecipi e sopratutto controllare io non credo che ognuno di noi nella vita di tutti i giorni sul lavoro ecc. conceda cambiali in bianco a nessuno forse neanche ai parenti quindi vigilate gente vigilate.... e se c' e' qualcosa di non chiaro e' meglio scoprirlo subito.Nella guerra dei poveri vincono sempre i ricchi.

17-06-2009 - Hi Assunta It's me Angela Maria. Can you send me your email address at my email address [email protected] We may have a problem with the room you requested in October. At the moment the hotel has been taken over by the Protezione Civile, a government body which is handling the earthquake situation and G8. The problem is that we don't know how long this situation will be for. We won't know until closer to the time. If you give me your email address I can keep you informed. I want to apologise, maybe it was wishful thinking that by October the whole situation would be sorted out. Hoping we can sort something out, please keep in touch. Sorry I had to write on this blog but I didn't know any other way to get in contact with you. I remember you saying yesterday that you keep informed with this website. Big hug to you all

Angela Maria

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16-06-2009 - Ciao Frank non ho avuto più tue notizie! Tutto bene?

Antonio

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Risposta di Frank - 16-06-2009
Caro Antonio, qui tutto bene con tanti viaggi e faccende. Sono in pensione e mi sembra che sto piu' occupato ora che quando lavoravo. Gli ultimi viaggi: A New York in auto alla fine di Aprile per il 50esimo anniversario di matrimonio del fratello maggiore, Peppino e Dina Lalli ( la nipote di Antonietta li in Assergi ).Bello rivedere tanti paesani li incluso Amelia (sorella di Antonietta) Cheecchino cachine, sorella Laura e marito Battista (fratello di Anna che fra poco ritorna fra di voi).Antonio, ciaccitte e altri. Per noi 4 (3 fratelli e una sorella) eravamo una 40tina , con moglie,mariti, figli e famiglie. Fu una bellissima festa di tre giorni. Visite da ex clienti miei da Perugia, la settimana dopo.Il mio viaggio a Winnipeg dove ho una figlia per dargli una mano al giardino e lavoretti in torno alla casa e tornato qui Domenica scorsa 7giugno. Il giardino qui che mi aspettava con foglie abbasso dopo un'assenza di piu' di una settimana. Ieri siamo tornati da Windsor dove abbiamo festeggiato l'80esimo compleanno di mio cognato Mario. Windsor a 370km da qui e' la citta fronteresca (con Detroit) che ci accolse 57 anni fa. Ho sorella Maria e fratello Nino li. Aspettiamo altri amici ex clienti miei da Firenze la settiaman prossima. E cosi passa il tempo. Ieri sera ti stavo proprio pensando dopo aver aperto it tuo 'nuovo' blog al ritorno da Windsor. Contento vedere la processione per la festa di S. Franco e di aver visto l'intrevista con tue sorelle Checchina e Antonietta. E' sempre bello vedere nel tuo blog persone che riconosco. Credo durante la musica sotto la tenta vedde anche la " cugina" Giuseppina, sorella di Damenico e Angela Giannangeli, come anche Emilia e marito Silvio ed altri cui nomi mi sfuggiono. Tanti saluti a tutti loro. La mia assenza a scrivere non significa che non vi penso, vi penso tanto, specialmente durante gli banchetti fatti da tanti clubs Italo Canadesi e colletta di chiesa per ricoglere fondi per il terremoto. Quanto mi piacerebbe di partarvi un sollievo li personalmente, ma purtroppo... Di nuovo, grazie per avermi dato una spinta a mettere due parole a carta. Grazie e tanti complimenti per tutto quello che fai nel blog.Un servizio che devess'ere apprezzato infinitamente. Se le sorelle sono ancora li mi gli dai un forte abbraccio ( come le ricordo con affetto da fanciullo) , come lo do a te, e a tutti i paesani. Ciao.

16-06-2009 - Una nuova iniziativa rivolta ad imprenditori, professionisti ed Enti pubblici o semplicemente a privati cittadini, da Aquilani ad Aquilani, per fornire assistenza e strumenti innovativi in campo fiscale, legale, in "crisis management" e in "disaster recovery", e per un controllo di gestione e revisione contabile. I "professionisti per L'Aquila" sono un gruppo di giovani commercialisti, avvocati, esperti in sicurezza ed in disaster recovery, con esperienza maturata in campo nazionale ed internazionale, che si mettono a disposizione della città per applicare teorie innovative finalizzate ad una ricostruzione sana e veloce, seguendo standard internazionali consolidati. Obiettivo dell'iniziativa è quello di fornire in primis alla comunità aquilana una consulenza specialistica, gratuita, sui temi fiscali e legali del post terremoto, affiancando poi gli imprenditori, i professionisti e gli Enti pubblici e privati locali per una maturazione di un nuovo concetto di prevenzione del disastro, affinchè dalle macerie possa rinascere una Città ed un tessuto industriale più forte e con standard economici e di sicurezza d'avanguardia. Sito web www.professionistiperlaquila.com per ulteriori informazioni e contatti.

Framar

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15-06-2009 - Prima di tutto un saluto a tutta Assergi!!! Volevo chiedere a Luigino se puo' dirmi qualcosa per quanto riguarda la situazione delle case classificate -1 Quando sono previste le nuove verifiche? Fammi sapere,cosi,organizzandomi con il lavoro, cerchero' di farmici trovare. Salutoni laziale!!!!

il giallorosso Andrea

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Risposta di Luigi deju console - 16-06-2009
Caro Andrea, le schede delle verifiche valutate -1 le stanno completando "d'ufficio" e nel giro di pochi giorni saranno pubblicate con gli esiti. Il completamento consiste nell'allegare alle schede i numeri di aggregato degli immobili verificati, una specie di codice, che è indispensabile per il data base di raccolta dati. Ieri mi hanno assicurato che per fine settimana il tutto sarà pronto: SPERIAMO...... Un salutone. Luigi

14-06-2009 - Un saluto a tutti voi che siete rimasti ad Assergi. Siamo arrivati a Lerici una località bellissima. La Liguria é bellissima, le persone squisite e noi speriamo di trascorrere delle piacevoli giornate con la gioia di sapere che rivedremo alcune delle persone che sono state ad Assergi con noi. Un abbraccio a voi da tutti noi.

Franchina

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Risposta di Gigliola (I.V. CRI) - 14-06-2009
Ciao Franchina, sono felice di sapere che visitate la Liguria, Lerici poi è bellissima, con il Golfo dei Poeti...Portovenere e le Cinque Terre. Spero che possiate visitare tutto e trascorrere delle belle giornate in letizia. Così davvero ora i fiorsalisi di Assergi hanno incontrato il mare! Un grande abbraccio e un ricordo pieno di simpatia. Ho letto anche della tenda per le funzioni religiose e sono contenta. Un caro saluto a tutte le persone che ho conosciuto!

Risposta di - 15-06-2009

13-06-2009 - Per chi fosse interessato: MARTEDI' 16 GIUGNO ROMA PIAZZA MONTECITORIO ORE 12:00 TUTTE E TUTTI IN PIAZZA PER L'ABRUZZO CHIAMATA A ROMA PER TUTTI I COMITATI CITTADINI, GLI AQUILANI SULLA COSTA E NELLE TENDOPOLI, LE CITTADINE E I CITTADINI SOLIDALI CON LA NOSTRA CITTA', SCIACALLATA E SVENDUTA. NO AL DECRETO AMMAZZA ABRUZZO. NO ALLA POLITICA DEL FATTO COMPIUTO. Le manifestazioni aquilane del 30 maggio e del 3 giugno sono state l’inizio. La consapevolezza crescente è che nessuno ci regalerà nulla e ogni piccolo diritto, scontato in un paese democratico, nel territorio italiano va gridato e preteso a voci unite. Quello che sta succedendo a L'Aquila è lo specchio di uno programmatico e costante svuotamento di significato della parola democrazia. L’esperienza del Friuli, la migliore tra le esperienze post-sisma, ci insegna che la chiave di volta di una ricostruzione efficiente è quella dal basso, in cui i cittadini non sono spettatori passivi ma forze attive nel pretendere trasparenza, partecipazione e ricostruzione al 100%. Tutto questo ha un prezzo, l’impegno quotidiano, e sarà possibile soltanto superando inutili divisioni e paure. Coinvolgiamo le persone intorno a noi, alziamo la voce e non chiudiamo gli occhi perché nessuno li terrà aperti al posto nostro. La campagna 100% prosegue: chiunque può firmare, anche direttamente da questo sito. Il prossimo appuntamento è il sit-in il 16 giugno a Roma dove stanno discutendo il decreto legge che segnerà il nostro futuro. Non abbiamo più la città, né case né lavoro. Cosa stiamo aspettando? PORTATE TENDE LEGGERE, CUSCINI E SACCHI A PELO. LA TENDOPOLI LA PORTIAMO IN PIAZZA.  100% ricostruzione - non siamo terremotati di serie B Questo Parlamento deve garantirci la riparazione di tutti i danni, così come promesso nei proclami televisivi. Contributi che coprano il 100% dei danni effettivamente subiti non solo da tutte le case, ma anche dalle attività produttive, culturali, etc.. non un centesimo più non un centesimo di meno. Finanziamenti in tempi certi e a fondo perduto. Ora servono soldi non giochi di prestigio.  100% partecipazione - città e paesi li ricostruiamo noi La cittadinanza deve essere coinvolta in TUTTE le scelte che riguardano il presente e futuro della ricostruzione. Basta con le scelte imposte dall’alto da chi non sa nulla di noi e di cosa vogliamo!  100% trasparenza - ogni centesimo che passa deve essere reso pubblico Le spese e i finanziamenti, tutto deve essere rendicontato e reso pubblico in internet, entrate e uscite fino alla singola fattura cominciando proprio dalla gestione della Protezione Civile, da ora fino alla fine della ricostruzione. Vogliamo sapere a chi stanno andando i soldi veri perchè gli Aquilani ancora non vedono un centesimo.  100% dignità - fuori dalle tende Un piano che prevede di lasciare per mesi, al caldo dell’estate e al freddo dell’autunno (dell’inverno?) decine di migliaia di persone, più che una missione impossibile è una missione sbagliata. Bisogna subito trovare soluzioni diverse e rivedere completamente il Piano C.A.S.E. (le casette per 13-15.000 persone) che il Governo vuole tirare su senza alcun piano vero e senza avere sentito chi ci dovrà abitare.  100% aquilani a L’Aquila - no allo spopolamento, tutti devono tornare A settembre tutti a scuola e nelle Università. Chi può ricominciare a produrre e lavorare deve essere sostenuto senza perdere altro tempo. Siamo qui e torneremo tutti qui, tra le montagne. Al mare e alle crociere penseremo poi..  100% riconoscenza e solidarietà ai Vigili del fuoco Sosteniamo con forza le richieste dei pompieri, ricordiamoci che uno di loro, il caposquadra Marco Cavagna, è morto di infarto per portarci soccorso, i vigili del fuoco sono stati gli unici veramente sempre al nostro fianco, dalla prima ora, prima osannati e presto abbandonati senza alcun riconoscimento economico per l’immenso lavoro svolto e per il rischio che corrono ancora per aiutarci. Il sit-in e’ promosso dai comitati di cittadini nell’ambito della campagna 100% http://www.100x100aq.org

Luca Pezzuto

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Risposta di - 13-06-2009
Andrei a manifestare a CAMELOT per chiedere Mago Merlino!!! A settembre tutti a casaaaa!!! Ma si deve sempre e solo piangere comunque..facendo le figure dei "terremotati" d'animo??? In friuli..tanto citato, la seconda scossa l'hanno avuta dopo 6 mesi..e ci hanno messo 10 anni a ricostruire, senza fondi dello stato..invece di unità si semina discordia..MA LO VOLETE CAPIRE DI LASCIARE A CASA I PARTITI E UNIRSI PER LA COMUNITA'??

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