Van Gogh e i Colibrý i due migliori carri alla Festa del Narciso di Rocca di Mezzo

 

 

 

 L’edizione numero 70 della Festa del Narciso è stata una girandola di suoni e colori, con il vento che ha provato a fare i dispetti facendo volare i costumi dei figuranti, tra gli applausi del pubblico assiepato lungo le transenne delle vie di Rocca di Mezzo. Quattro i carri in gara, mancando i lavori di alcune comunità delle Rocche, alle prese tra l’altro con le elezioni amministrative. Ieri la piana appariva verde smeraldo punteggiata di giallo, nessun fiore bianco in vista, segno che ancora una volta le bizze del meteo hanno anticipato la fioritura dei Narcisi. Prima dell’edizione di ieri, avevano sfilato per le vie di Rocca di Mezzo ben 448 carri. Il conteggio è stato fatto da Liberato Di Sano, studioso delle tradizioni delle Rocche. Con i 4 carri di ieri, il conteggio sale quindi a 452, cui andrebbe però aggiunto anche il carro con il grande numero 70 realizzato fuori concorso dalla Compagnia del Narciso, portato in apertura di sfilata e accompagnato dal coro “Il narciso” tra le cui file milita, vocalmente parlando, anche il sindaco Mauro Di Ciccio. I carri sono stati giudicati da due giurie, una popolare e una tecnica, e il voto ha premiato due carri diversi. La giuria popolare ha dato infatti la preferenza al carro “Van Gogh, che vuol dire essere pazzo?”, realizzato da “Pianezza e compagnia bella”, la storia del genio artistico di Vincent van Gogh raccontata con un grande carro a tre stadi che, una volta uniti insieme, formavano una specie di museo con i quadri del grande pittore fiammingo. Al secondo posto il carro “Siamo colore, siamo emozione”, costruito dai ragazzi, tutti giovanissimi, della compagnia “Nuova generazione”. Un caleidoscopio costruito intorno alla figura bianca e blu di un grande colibrì. Il voto della giuria tecnica, arrivato in serata, ha invece messo al primo posto proprio il colibrì, relegando al secondo posto il carro dedicato a Van Gogh. Al terzo posto per entrambe le giurie il carro “Medinitali, la classe non è acqua”, le eccellenze del made in Italy, dalla Fiat 500 al grana padano, viste con gli occhi scanzonati della compagnia dei “Finti tonti”. Al quarto posto è finito “Bella è la vita”, della compagnia “Terranostra”, con Jonathan Di Felice a cantare dal vivo, accompagnato da mimi e ballerine, le canzoni di Renato Zero.

 - da Il Centro -

 



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