Filetto

LE ORIGINI DI FILETTO DELL’AQUILA - di Giovanni Altobelli 

LE ORIGINI DI FILETTO DELL’AQUILA 

 

di Giovanni Altobelli  

 

Appena finito l’Impero Romano nel 476 d.c. alcuni nuclei di popolazioni provenienti dal centro e sud Italia, vessati dalle continue guerre si rifugiarono alle falde del Gran Sasso, sotto gli altipiani di Campo Imperatore e Piani di Fugno. Venne formato un avamposto abitativo come sicurezza e protezione da attacchi esterni, quasi nascondigli dalle osservazioni nemiche. Verso la fine del 792 d.c. appare il primo documento più antico in cui è nominato Filetto, come semplice toponimo di località non abitata.  Il toponimo “Filetto”  “Felecta” oppure Felectum dal latino.  Felectum da “Filix”, felce zona umida. Filetto: “Insediamento rupestre posizionato a taglio di una montagna formata a dirupo. “Filectum”. Radice derivante da un termine “barbarico - pannoninco”, “fele”.  Feletta “altura”. Oppure per altri Filetto deriva dalla contrazione e assimilazione dei due termini “filius dilectus” da cui “Fil.Ectus”.  Felecta “Antica Filetto” posizionato soprattutto su una collina. Ma prima di avanzare altre ipotesi e deduzione dell’origine di Filetto, bisogna ricordare che a quota 1112 s.l.m. esistono innumerevoli grotte scavate nella roccia “insediamenti rupestri” risalente probabilmente in un periodo “pre-romanico” ossia anche a 3.000 anni fa dove un’antica popolazione di scarsa consistenza ha avuta la sua permanenza, aggiungo che mai sia stata fatto il test del carbonio-14 per decifrare la datazione storica degli insediamenti rupestri.  La parola generica del significato “filetto” vuol-dire “taglio”.  La mia spiegazione “Filetto” è data dalle località sottostanti la collina dove si trova “Filetto” bene esposto all’orizzonte e dominante al calar del sole, esse sono “Valle Accettone-Spogna e Vagnatore- Schizzataro- Valle di Filetto-Treo-Fonte Vecchia e Fonte Bella” queste località tagliano al 75% la collina dove è posizionato, mentre esiste una parte pianeggiante che fa da appoggio laterale. Dal punto di vista demologico le sue origini sono incerte e prive di notizie storiche, ma dopo l’anno 1.000 possiamo ripercorrere un filologico della sua storia. La formazione umana abitativa nel corso dei secoli in piccoli insediamenti umani avuti soprattutto nell’ approssimarsi delle sorgenti di acqua. Cominciamo a parlare dell’Abbazia di S. Crisante e Daria Sec. XII, appollaiata alle pendici del Gran Sasso a quota m. 1202 s.l.m., sotto i margini degli alti piani pascolativi di “Campo Imperatore e Piani di Fugno”, dove gli antichi abitanti di Filetto, oltrepassavano con il loro bestiame fino alle vicinanze di S. Egidio.  L’Abbazia di S. Crisante e Daria dove la sua fondazione va posta tra il 1140 ed il 1193, essendo quest’ultimo l’anno in cui viene redatta la lettera esecutiva da papa Celestino III che si accerta che l’Abbazia inequivocabilmente esisteva. Tale Abbazi, ebbe la sua espansione dei fondatori i “Signori Normanni di Poppleto” residenti nell’Amiternino fra Coppito e S. Vittorino, anche per la ripresa della attività della transumanza dove dall’alto dominava lo sguardo verso L’Aquila. L’Abbazia già aggregata al XIII Sec. alla più solida Santa Maria di Bominaco. I Signori di Filetto, antica e nobile famiglia “I De Ciampa” sono in linea primaria con “I Gentile Gualtieri”.  La committente fra le varie pitture della chiesa sono state fatte fare dai discendenti dei Gentile antico Signore del Castello, dei quali restava Maria De Ciampa apparentata con i Signori Gualtieri di Gentile. L’Abbazia di San Crisante e Daria con l’annesso convento Benedettino pari a 2.000 metri quadrati di superficie con fontana circolare laterale verso la porta secondaria sud, come dalle varie descrizioni dell’Antinori del 1700, la chiesa è lunga otto canne, larga tre alta cinque, fabbricata tutta in pietra con ampi conci sul tetto con l’apside e relative pitture e con l’impronta dell’agnello alla parte esterna ad un angolo. L’Abbazia di San Crisante e Daria dopo 250 anni dalla sua fondazione comincia ad avviarsi verso un inesorabile declino.  Mentre nel Medio – Evo si costituiva lungo la valle e sotto le grotte una serie di piccoli insediamenti sparpagliati l’uno dall’altro. Gli abitanti costruirono “La Fonte Vecchia” per consentire alla popolazione il rifornimento di acqua da bere, ma anche per dissetare l’abbeveraggio degli animali, anche perché alla parte del Vagnatore di sopra usciva una grande quantità di acqua.  La popolazione vicino la Fonte Vecchia costruì “L’Edicola Mariana detta la Madonnella” dove si incontrava la gente a pregare e sapere notizie dell’andamento della vita quotidiana.  Ma nel tardo medio-evo gli abitanti nell’attuale Filetto avevano cominciato a scavare innumerevoli grotte che col tempo al disopra vennero costruite case e nuovi agglomerati.  Inoltre questo popolo, proseguendo la nostra storia gli abitanti erano circa 50 fuochi o famiglie, i paesetti circostanti verso la fine del 1300 inizio 1400 costruirono una bellissima chiesa dedicata a San Giovanni Battista che dopo tre secoli della sua esistenza venne rovinata dal terremoto del 1703. Ma già da tempo gli abitanti avevano delimitato il territorio e fatto il dissodamento dei terreni per la lavorazione dei campi. Capirono bene che non potevano rimanere nella valle e accelerarono le nuove costruzioni verso i grossi centri. Verso la fine del 1500, venne costruita la chiesetta di S. Eusanio a metri 1402 in montagna, la Chiesa della Madonna delle Grazie nel 1597, mentre la nuova Chiesa venne costruita al centro del paese nel 1663 dedicata pure a San Giovanni Battista. Inoltre venne costruito il castello del capitano di ventura spagnolo nel 1590 Alonzo Zunica nella parte alta del paese. Quindi Filetto cominciò ad avere le costruzioni, le chiese, le strade e le fontane.  Filetto nel 1200 partecipò alla Terza Crociata e nel lontano passato ha avuto il simbolo del Moro. Nella storia umana di questo piccolo paese, sono passati oltre i Normanni, gli Spagnoli, la presenza dei Francesi e i Borboni sotto il Regno di Napoli e delle Due Sicilie.  Quindi possiamo dire che Filetto nella sua storia ha avuto le proprie chiese consolidato il culto e diffuso la cristianità. Verso la metà del 1500 L’Aquila come riferimento dei paesi aveva attraversato un periodo di floridezza ma passò successivamente ad una grande punizione del Vicerè Filippo d’Orange in quanto tutte le terre controllate da lui vennero assegnate ai vari capitani Spagnoli.  Per pagare i notevoli tributi imposti dal governatore, furono fusi interi tesori d’oro e di argento demolite alcune chiese per la costruzione del castello Spagnolo a L’Aquila. L’intero contado passo dalla miseria e povertà, mentre passavano i secoli a  Filetto venivano consolidate le costruzioni povere e anche alcuni palazzi di famiglie agiate con i vari sottostanti archetti.  Venivano coltivati i campi, aumentava la pastorizia, le tessitrici e filatrici filettesi ebbero un ruolo determinante nella storia di questo paese.  Erano passati già diversi secoli e agli inizi del 900 cominciarono le prime emigrazioni. I fatti più rilevanti della storia di Filetto del 900 sono stati i seguenti: “La disfatta di Filetto del 7 giugno 1944 nella Seconda Guerra Mondiale – Il caso Defregger del 1969 – La battaglia per l’acqua 1966 – La battaglia delle corriere nel 1984 – Le battaglie sulle servitù militari 1989/1995 e tante altre lotte per i diritti civile del paese”.   I massimi storici della popolazione di Filetto sono stati: “Anno 1910 abitanti 605 – anno 1920 abitanti 640 – Anno 1934 abitanti 700 - Anno 1951 abitanti 521” .  Successivamente in un trentennio la popolazione diminuisce, nel censimento del 1981 gli abitanti furono 380.  Aggiungo che con il nome Filetto esistono altri paesi in Italia: “Filetto provincia di Chieti con circa 880 abitanti- Filetto di Massa Carrara in Lunigiana “Borgo Medievale” – altri nomi assimilati a Filetto esiste, Filettino alla provincia di Frosinone di circa 245 abitanti, mentre nella provincia di Salerno si trova un piccolo paese Felitto.  Sono arrivato a questa modesta ricostruzione dell’origine di Filetto facendo le mie dovute ricerche, questo piccolo paese di montagna che ha avuto la sua storia, gli antenati, i nostri nonni, i nostri genitori hanno avuto la loro storia, con miseria, sofferenza, bella o brutta.  La seconda generazione del 900 cui appartengo da me definita “I figli della guerra” ha avuto una bella storia con poca miseria e tante cose belle che la vita ci ha riservato.  Considerato che mi ritengo “un raccontatore” di storie di questo mio paese cui sono stato affezionato fin dalla mia infanzia, pur avendo girate diverse città per l’Italia, posso dire che il periodo più bello che Filetto ha attraversato è stato dal 1968 fino al 2000.  Oggi i paesi da quelli più grandi a quelli più piccoli si avviano ad un declino irreversibile e dopo una storia millenaria finiranno per sempre senza popolazione, con migliaia di case vuote, già ristrutturate dopo il terremoto del 2009. Non ci saranno le invasioni dei popoli africani perché questi paesi oggi sono più poveri e senza lavoro. Oggi il mondo è cambiato per sempre. Queste ultime generazioni di Filetto di cui molti sono diventati importanti laureati, non devono mai dimenticare le loro radici e la loro origine in un paese di un tempo che fù.

Collezione fotografica storica di Giovanni Altobelli.



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