Il Premio Nobel per la Fisica potrebbe parlare aquilano...

 

 

 

Si è aperta stamane la stagione 2016 dei Premi Nobel, come di consueto con il riconoscimento in Medicina e Chirurgia che è stato assegnato allo scienziato giapponese Yoshinori Ohsumi "per le sue scoperte sui meccanismi dell’autofagia", attraverso i quali le cellule riciclano le sostanze di scarto.

Il Premio Nobel - che porta il nome del chimico e industriale svedese Alfred, l'inventore della dinamite - viene conferito ogni anno a persone o organizzazioni di tutto il mondo che si sono distinte per il loro lavoro nei campi della medicina e della chimica, della letteratura, dell’economia e della fisica, il cui ricoscimento verrà assegnato domani, 4 ottobre.

Una data da segnare sul calendario: per la prima volta, infatti, il Nobel potrebbe parlare un poco abruzzese, aquilano in particolare. Stando alle previsioni infatti, le ultime - più che informate - degli analisti della Thomson Reuters che si basano sul valore scientifico delle candidature, l'ambitissimo premio potrebbe andare alla scoperta delle onde gravitazionali.

Per molti la 'scoperta del secolo' che, appunto, parla anche aquilano: si tratta, infatti, di una cooperazione internazionale cui hanno partecipato gli esperimenti-osservatori Virgo di Cascina (Pisa) e Ligo di Washington, con il coinvolgimento di 1004 studiosi appartenenti a 133 istituzioni scientifiche di tutto il mondo, tra cui il Gran Sasso Science Institute. A firmare uno degli articoli che hanno contribuito a 'comporre' un pezzo di storia, il rettore Eugenio Coccia e i ricercatori del GSSI Lorenzo Aiello (25 anni), Viviana Fafone (51), Matteo Lorenzini (38), Akshat Singhal (24), Shubhanshu Tiwari (26), Imran Khan e Gang Wang (30).

Stando al Premio Nobel, tra i candidati per il riconoscimento figurano i nomi di Ronald W.P. Drever, Kip S. Thorne e Rainer Weiss, entrati nella rosa dei papabili proprio per lo sviluppo di Ligo, Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory, che ha captato le flebili perturbazioni del campo gravitazionale provocate dallo scontro di due buchi neri alle 10:50 e 45 secondi (ora italiana) del 14 settembre 2015.


 



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