La soppressione dei piccoli comuni Roio e i corsi e ricorsi storici

(Di Fulgenzio Ciccozzi) - L’ultima manovra finanziaria mette mano esplicitamente alla soppressione dei comuni sotto i mille abitanti, mentre alle prossime elezioni comunali, qui a L’Aquila, non saranno rinnovati i consigli di circoscrizione per effetto dell’abolizione delle Circoscrizioni medesime. Tutto questo ha il lodevole scopo di ridurre le spese, ma nello specifico di Roio e di altre realtà della zona avrà anche la conseguenza di rendere meno efficaci le richieste di una collettività che risiede in un territorio ricadente fuori dall’area metropolitana. Il comune di Roio, già finanziariamente debole, fu soppresso nel 1927 a favore della costituzione della Grande Aquila. Le conseguenze per l’altopiano non furono esenti da nuove problematiche che ne gravarono il già precario equilibrio economico. Le analogie con la situazione odierna ci sono. Allora non furono solo le cause finanziarie a decretarne la fine dell’autonomia amministrativa (anche se postuma, 1929, fu la prima crisi economica globale), giacché era nell’intenzione della politica autoritaria dell’epoca favorire le grandi aggregazioni urbane. Ora, per effetto del sisma del 2009 non si parla più di Grande Aquila, bensì di città territorio. Per far in modo che il nostro capoluogo, inteso oggi come area che gravita intorno al centro storico, possa mantenere uno stretto legame con la sua accresciuta periferia è auspicabile che la stessa abbia la dovuta rappresentanza attraverso un organo istituzionale, con la facoltà di disporre in autonomia di una parte delle risorse municipali, del cui utilizzo dovrà rendere direttamente conto alla comunità che ivi risiede. Un organo capace, dunque, di raccogliere meglio le diverse istanze che provengono dalla collettività che rappresenta, responsabilizzandola ed alimentandone, così, il senso civico e di appartenenza. L’unico istituto locale che sopravviverà sarà quello dell’amministrazione separata degli Usi Civici che per lo scopo e per le ragioni della sua stessa natura non può sostituire il consiglio di circoscrizione, del quale si auspicava, invece, una maggiore e più ampia autonomia decisionale e amministrativa.




Condividi

    



Commenta L'Articolo