Turismo: Stl Gran Sasso, la Regione ci impedisce di esistere

«Le aree interne stanno morendo e la soluzione è fare rete. L’unico strumento possibile è quello del Sistema turistico locale. Non chiediamo finanziamenti, ma solo di poter esistere. Perfino nel documento dell’Ocse viene citato positivamente il nostro progetto, ma la politica è contro di noi». E’ il grido d’allarme dell’associazione Sistema turistico locale (Stl) del Gran Sasso, che critica duramente l’operato della giunta regionale e dell’assessore al Turismo, Mauro Di Dalmazio.
 Al centro della polemica c’è una delibera di giunta contenente le linee guida in materia di sistemi turistici locali che, secondo l’associazione, «è in contrasto con la legge regionale relativa agli Stl e, di fatto, ne rende impossibile la realizzazione».
 Il progetto dell’Stl Gran Sasso - l’associazione conta 24 Comuni e 124 operatori nelle province di Pescara, L’Aquila e Teramo -, tra l’altro, è citato anche nel documento Ocse-Università di Groningen “Abruzzo verso il 2030: sulle ali dell’Aquila”, che lo definisce come “un’esperienza di integrazione economica e istituzionale degna di nota”.
 Il presidente e il vicepresidente, Antonello De Vico e Alfonso D’Alfonso, rivolgono, insieme al direttore Antonio Stroveglia, un appello alla Quarta commissione del consiglio regionale, che sta esaminando la delibera, chiedendo di «mantenere il modello degli Stl fuori dai condizionamenti di altri organismi o formule organizzative». «La maggior parte di noi lavora nel cratere sismico», hanno evidenziato, «le aree interne stanno morendo, mentre il Gran Sasso dovrebbe rappresentare l’emblema delle peculiarità dell’Abruzzo».

 



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20-04-2012 - E' tutto tristemente giÓ visto. Da anni. Il rimedio? Un sostegno politico locale "pesante". L'ho scritto pochi giorni fa http://enricodiamanti.blogspot.it/2012/04/laquila-e-i-sistemi-turistici-locali.html

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