Petizione per togliere i binari della metro

 Una raccolta di firme, per chiedere la rimozione dei binari e dei tralicci della metropolitana di superficie, un'opera definitivamente tramontata dopo il sisma. La petizione è stata promossa da Appello per L'Aquila, il Tavolo di Pettino, Policentrica, il circolo Legambiente Abruzzo Beni Culturali, il circolo Arci Querencia e l'associazione Bibliobus. Destinatario, il Comune, che sta portando avanti, nell'ambito dei lavori alla viabilità lungo viale Corrado IV e Piazza d'Armi, anche lo smantellamento delle rotaie mai utilizzate. Ma rispondendo ad una interrogazione presentata dal consigliere comunale Ettore Di Cesare, la giunta ha chiarito che la rimozione dei binari interesserà solo quel tratto: nelle altre zone non è previsto alcun intervento. I promotori della raccolta di firme chiedono inoltre che la struttura realizzata per ospitare la rimessa dei treni della metro venga trasformata in un centro sportivo-ricreativo per giovani e anziani. Per rimuovere le rotaie su viale Corrado IV sembra siano stati necessari 54mila euro e ci sono circa 6 milioni provenienti da fondi svincolati in conseguenza dell'abbandono del progetto, che dovrebbero essere destinati alla mobilità urbana. «Si attinga a questi 6 milioni», suggeriscono i cittadini, «per rimuovere completamente i tralicci e le rotaie e per riqualificare strade e marciapiedi lungo il percorso. Se per i lavori su viale Corrado IV si sono spesi 54mila euro, la somma necessaria per rimuovere le rotaie rimanenti non potrà essere superiore, esagerando, a mezzo milione di euro». Nella petizione si fa riferimento anche all'intenzione, da parte dell'amministrazione comunale, di realizzare un autoparco al posto dell'ex rimessa dei treni, costruita nel quartiere di Pettino. «Una simile scelta», aggiungono i promotori della raccolta di firme, «non è assolutamente condivisibile: si continua a squalificare un'area già degradata, aggiungendo traffico e cemento, invece che infrastrutture per l'aggregazione e la socialità del quartiere. L'ex rimessa si trova in mezzo ad una serie di terreni incolti, che anche il nuovo piano regolatore destina a verde attrezzato, a pochi passi dalle scuole, dalla parrocchia, dalle poste, dal cinema, da svariati esercizi commerciali. Si trova, insomma, in quello che dovrebbe essere uno snodo fondamentale di aggregazione. Allora, va bene riconvertire la rimessa», concludono i rappresentanti di Appello per L'Aquila e delle altre associazioni, «ma ad un uso coerente con le esigenze della periferia : creiamo spazi di integrazione e di incontro, rendiamo la città vivibile. Ad esempio, si potrebbe sfruttare la struttura come copertura di un centro ricreativo per ragazzi ed anziani». Chi è interessato a firmare può rivolgersi ai promotori, ocontattare l'indirizzo mail: [email protected]

 



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